martedì 29 giugno 2010

Ahi ahi ahi... arriva la differenziata! (1/2)


Immaginate che un giorno vi bussino alla porta e dopo avervi cortesemente salutato vi dicano che vi hanno portato un bellissimo regalo: una pattumiera e tanti sacchetti per iniziare una raccolta di compost da trasformare in fertilizzante a partire dai vostri rifiuti organici.

Beh, la "bellissima" pattumiera grigio topo non è che vi attrae più di tanto, ma un regalo è pur sempre un regalo! E poi, in questi tempi di crisi, bisogna pur arrangiarsi senza fare troppo gli schifiltosi per arrotondare i magri introiti. Quindi, a questo proposito, chiedete quanto ci guadagnerete con quell'attività.

Fra risolini imbarazzati, gli addetti cercano di spiegarvi l'equivoco chiarendo che non vi stanno proponendo nessuna attività lavorativa, ma che quella che stanno pubblicizzando altro non è che la nuova raccolta differenziata che a giorni partirà in alcuni quartieri del comune di Roma.


Peccato, la prospettiva di un facile guadagno aveva solleticato il vostro appetito. Vi passa anche per la mente che ogni anno pagate una tassa perché qualcuno si occupi della vostra immondizia, e non capite perché adesso dovreste mettervi a selezionarla per farne del fertilizzante che poi sarà venduto da altri facendoci un guadagno di cui non vedrete un centesimo, ma tant'è... La differenziata è un bene, riduce gli sprechi, migliora l'ambiente e bla bla bla, almeno così vi raccontano...



Con ormai pochissimo entusiasmo, prendete comunque il "regalo" e provate a informarvi su quando passeranno a ritirare i sacchetti. Gli sguardi smarriti degli addetti vi fanno capire che avete detto qualcosa di sbagliato. Infatti, vi invitano a leggere con più attenzione le brochure che vi hanno dato. E così, con gran sorpresa, scoprite che quella proposta dal comune di Roma non è affatto una raccolta porta a porta, ma toccherà proprio a voi recarvi a una data ora a un punto mobile su una strada vicina alla vostra casa per portarvi il maleodorante sacchetto di rifiuti organici.

Studiando gli orari dei turni vi rallegrate per non essere finiti nell'elenco di strade in cui la raccolta viene fatta dalle 5,30 alle 7,00. Non siete proprio dei tipi mattutini... Però, guardando meglio, vi rendete conto che il punto mobile a voi più vicino raccoglierà i sacchetti solo dalle 9,00 alle 10,30. E qui nasce il problema, perché a quell'ora voi siete già al lavoro da un pezzo.


Siete un po' dispiaciuti, avreste fatto volentieri qualcosa per l'ambiente, ma proprio non potete. Ve lo impedisce quel maledetto bisogno di lavorare per poter pagare tutti i conti, compresa quella tassa dell'immondizia con cui sono stati pagati gli addetti che avete di fronte. E allora restituite pattumiera e sacchetti ai non più cortesi addetti e pensate di aver chiuso la questione.


Ma così non è, perché questi, smessi i panni di premurosi informatori e anche un po' scocciati dal tempo che gli state facendo perdere, vi spiegano che la raccolta differenziata non è "facoltativa", ma che è ormai diventata "obbligatoria". Proprio per questo, per impedire che qualcuno si rifiuti di farla, verranno tolti tutti i cassonetti grigi e verdi a cui eravate abituati.


Beh, questo è troppo! Va bene avere una coscienza ecologista, ma che questa vi venga imposta con delibera del comune proprio no!
Vi passano in testa propositi di ribellione, idee per boicottare la raccolta, magari sabotarla infilando un pacco di sale grosso in ogni sacchetto che consegnerete così che il compost non si attivi, o altre idee ancora più distruttive. Poi vi ricordate in che paese vivete e abbassate la vostra voglia di rivoluzione a un piccolo gesto di disobbedienza: lascerete il vostro sacchetto nel posto indicato, ma all'ora a cui conviene a voi.

La soddisfazione di aver affermato il vostro diritto ad autodeterminarvi però sfuma presto, perché gli addetti si premurano di farvi presente che se lo faceste andreste incontro a una sanzione che proprio da pochi giorni è stata aumentata da 25 a 50 euro (nei casi di mancanza lieve...), e che sono stati assunti altri 200 di loro proprio per "presidiare" le zone dei cassonetti e "spiegare" ai cittadini la nuova situazione.


A questo punto ne avete le tasche piene. Vorreste dirgliene quattro spiegando loro che mai riusciranno ad avere un addetto o un vigile a presidiare ogni strada a ogni ora del giorno e della notte e che quindi tanti abbandoneranno l'immondizia dove si troveranno. Ma vi rendete conto che quelli che avete davanti sono solo dei ragazzini assunti a contratto, che fra uno o due mesi staranno di nuovo a spasso, e che è quindi inutile sfogare la vostra rabbia su di loro.
E allora chiudete la porta alle loro spalle e sfiduciati guardate la bellissima pattumiera grigio topo che già odiate con tutto il cuore.

continua...

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