mercoledì 21 luglio 2010

Chiara e trasparente come la monnezza

La trasparenza! Bella parola se applicata a un cristallo o all'acqua del mare, semplice utopia se invece viene accostata alla pubblica amministrazione nostrana. Il sito web del comune di Roma, che mette in rete tutti gli atti amministrativi, ma organizzati in maniera tale che solo un "iniziato" possa raccapezzarcisi, e con un motore di ricerca interno che lascia alquanto a desiderare, ne è un chiaro... scuro esempio. La ricerca su quel sito, a meno di non sapere con precisione quale atto cercare, diventa spesso infinita. E in più, nessuno di quegli atti è linkato agli altri. Quindi, se in un documento trovate un riferimento a un altro atto non potete semplicemente cliccarci sopra, ma dovrete fare una nuova ricerca per trovare prima l'atto in questione e poi il paragrafo che vi interessa.
Per non parlare poi del burocratese in cui sono scritti, brutta abitudine di omuncoli che per cercare di sembrare istruiti e più importanti giocano a rendere astrusi semplici concetti. Quello che è chiaro è che quegli atti non sono scritti per la comprensione dei cittadini su cui ricadono. Cercare notizie sulla differenziata, con quegli strumenti, diventa perciò molto difficile.

Ma non tutti i siti sono così ostici come quello del comune di Roma. Per fortuna, ogni tanto, capita di trovare un'eccezione...


E' stata una piacevole sorpresa constatare che il sito dell'Ama (che da queste parti non riscontra oggi molte simpatie) è uno di quelli più semplici e chiari da usare: poche voci in ogni pagina che vi portano diretti a quello che vi interessa. Basta, per esempio, cliccare su Bandi e Gare per arrivare a tutte le gare fatte dall'azienda, con gli esiti, i nomi delle ditte aggiudicatrici e le somme stabilite. E fra queste vi sono comprese anche quelle che riguardano la nuova differenziata "alla romana".

Infatti, andando a spulciare fra le voci di forniture/esito troviamo:

"Ama S.p.a. - Bando di gara n.22/2009 per la fornitura di n.30.000 biopattumiere e n.11.000.040 sacchetti di carta per la raccolta sottolavello del rifiuto organico."

Descrizione esito:

L’importo complessivo aggiudicato è pari ad € 495.501,60 oltre IVA, di cui € 55.500,00 oltre IVA per la fornitura di biopattumiere ed € 440.001,60 per la fornitura di sacchetti in carta."

Adesso sappiamo finalmente quanto ci è costato il regalo che l'Ama ci ha gentilmente fatto: "mezzo milione di euro" in pattumiere e sacchetti di carta (a cui poi vanno poi aggiunti altri milioni di euro per i nuovi mezzi acquistati per il ritiro della differenziata così organizzata).

Ma la trasparenza dell'Ama non si ferma qui, perché ci indica un ulteriore link a un pdf dove trovare il dettaglio di tutta la gara e anche un ulteriore riferimento al bando integrale.

"Descrizione bando:

Procedura aperta per fornitura di n.30.000 biopattumiere e n.11.000.040 sacchetti di carta per la raccolta sottolavello del rifiuto organico."

Che strano quel numero di 11.000.040 invece di un 11 milioni tondo tondo per i sacchetti. Refuso, spiritosaggine del burocrate di turno o altra motivazione che non conosciamo?
Stando al sito dell'Ama la gara in questione se l'è aggiudicata la Ecotecnology SRL, Piazza Caduti di Via Fani, 49/A, I-03100 Frosinone.
Ora, sorvolando sul fatto che technology si scriverebbe con l'acca (si vede che dalle parti di Frosinone la "politica delle tre i" non ha attecchito), c'è qualcosa che non ci torna, perché sia sui sacchetti che sui contenitori i produttori indicati sono diversi.
In particolare, sui sacchetti Sumus il produttore è la Aspic srl - Piazzale Arduino, 11 - 20149 Milano mentre sulle biopattumiere è impresso un link che corrisponde alla SARTORI AMBIENTE - Via S. Andrea, 51 38062 ARCO (TN) ITALY. E il logo di questa azienda, un albero in un cerchio con tutte le radici più il simbolo della differenziata, è lo stesso identico dei coperchi delle biopattumiere che ci sono state consegnate con la scritta AMA.

Riassumendo, una ditta di Frosinone vince l'appalto, ma a produrre sacchetti e contenitori sono una di Milano e una della provincia di Trento. Qui qualcosa non torna, anche perché sempre dal documento dell'Ama leggiamo:

SEZIONE V: AGGIUDICAZIONE DELL’APPALTO
V.5) È POSSIBILE CHE IL CONTRATTO VENGA SUBAPPALTATO:
No.

E se non sono consentiti subappalti... come è stato possibile far produrre quel materiale a ben due aziende diverse e di città diverse da quella aggiudicatrice?

Sul sito dell'Ama non ci sono ulteriori notizie di rinunce o di altri bandi, e servirebbe la competenza e il tempo di un giornalista d'inchiesta per raccapezzarcisi.
In attesa di saperne di più, notiamo che se a Frosinone non conoscono proprio bene l'inglese dalle parti dell'Ama, ancor più grave, hanno problemi con l'italiano. Infatti, sia sul loro sito che nel depliant distribuito nelle case si parla di "biopattumiera areata" e non "aerata", come dovrebbe essere corretto essendo il participio passato del verbo aerare.

Nota di certo pedante, un'inezia in fondo, visto che ormai si dice comunemente in tutti e due i modi. Ma anche questo, insieme all'invito a usare i sacchetti di carta attraverso un depliant in cui si mostra una foto esemplificativa di una biopattumiera con... sacchetto di plastica, è un piccolo segnale della sciatteria con la quale è stata condotta l'intera operazione differenziata e di cui, attraverso lettere e commenti ai giornali della capitale, i cittadini romani stanno rendendosi conto ogni giorno di più.

2 commenti:

  1. Tutto quello che hai fatto tu dovrebbe essere eseguito e vagliato da qualche ente da qualcuno sopra le parti che fa' rispettare le regole.

    Perche il problema e' che qui in italia di regole ce ne sono e pure tanto, la nota dolente e' che non vengono rispettate da nessuno, neanche da coloro che le approvano e votano.

    Anzi sono loro i primi che se ne fregano e le scavalcano, tanto sanno che non ci sarà nessuno che li controlla.

    Ecco perche l'ama mette che la società che ha vinto il bando e' una e quelli che realizzano il tutto sono altri.
    Sicuramente hanno fatto il gioco delle tre carte, la società che si è aggiudicata compra da terze parti e rivende ad AMA, e tutto cio' non è subappaltare. E' pure possibile che questa società di Frosinone sia stata creata ad HOC propio per fare tutta questa operazione.

    Misteri della fede, cmq il sito e' stato tirato su:
    Creation Date: 28-oct-2008
    Updated Date: 01-nov-2009
    Quindi potrebbe anche essere fattibile una cosa del genere.

    RispondiElimina
  2. Su indymedia, dove c'è questo stesso post, è arrivato questo commento:

    "Per la ecotecnology basta che fai un semplice whois
    http://whois.domaintools.com/ecotecnology.com
    Registrant: roberta di mario ecotecnology s.r.l. s.mazzocchia@gmail.com
    Mazzocchia a Frosinone sono i Fratelli Mazzocchia, compattatori e varie.
    http://www.mazzocchia.it/
    MAI SENTITO PARLARE DI PRESTANOME?"


    Io non so se significa che c'è davvero qualcosa di poco chiaro. Sulla Mazzocchia ho trovato un articolo del Giornale del 2006, in cui si parla di una gara d'appalto (giunta Veltroni) fatta in pieno agosto e vinta da loro a mani basse e, secondo l'articolo, con qualche vantaggio indebito, ma è un'unica notizia.

    Sono d'accordo con te che chi ha i mezzi, le conoscenze e le competenze, sia esso giornalista, magistrato o politico, dovrebbe verificare che tutto sia fatto correttamente.
    E' da illusi sperarlo...?

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.