lunedì 26 luglio 2010

Oltre la sinistra c'è...?

"Questa differenziata si deve fare", disse con voce stanca il minisindaco alla folla vociante che protestava sconcertata per quella inattesa novità piombata dall'oggi al domani sulla sua testa e che avrebbe stravolto, una volta attuata, i ritmi naturali di quella comunità.

Di chi parliamo? Ma è ovvio, di Sandro Medici, il minisindaco del  decimo municipio di Roma, il battistiano di ferro, quello delle "cacche dei cani", per intenderci.
Siamo di nuovo a quel primo incontro in piazza Don Bosco che ha dato inizio a tutto, alla differenziata "alla romana" e anche a questo blog. Ci torniamo sopra perché quel suo "si deve fare", buttato lì, si presta a troppe interpretazioni per sorvolare sul suo significato reale.

La meno probabile appare quella dell'imposizione di un diktat: "si deve fare!". Questo perché la parte del poliziotto cattivo l'aveva già recitata l'Ama minacciando l'arrivo della sua nuova personalissima polizia e tante multe. Come seconda ipotesi, a giudicare da tono usato, si potrebbe pensare che con il suo "si deve fare..." Medici stesse intendendo un obbligo a cui purtroppo non ci si può sottrarre e al quale lui non può opporsi. Ma anche questa ipotesi è da scartare, visto l'attivismo dimostrato da Medici sul fronte differenziata. Un'altra ipotesi, da molti ritenuta la più probabile, è che con quel suo "si deve fare" abbia voluto semplicemente chiudere in fretta la discussione, stanco e scocciato da quelle chiacchiere terra terra su anziani e disabili impossibilitati a recarsi ai punti di raccolta della monnezza e su gente che lavora di notte o che esce alle cinque di mattina per andare al lavoro e che quindi non sa come liberarsi del suo sacchetto di rifiuti organici.

Ma bisogna capirlo, Sandro Medici vuole volare alto. In quei giorni  stava preparando il suo intervento al festival di Sherwood per un dibattito insieme a Bettin e Vendola. "Contro la destra, oltre la sinistra", il titolo dell'incontro. E non si fa fatica a dire che nel caso di Medici "l'oltre..." è un obiettivo pienamente raggiunto (qui, fra gli altri video nella colonna di destra, trovate anche un estratto del suo intervento, dove si possono apprezzare le sue studiate pause in puro stile d'alemiano)

Eppure quel "si deve fare", pronunciato in piazza davanti a molti dei suoi stessi elettori, si presta anche ad una ulteriore, semantica, fastidiosa, lettura...


Già, perché, come notato dai più attenti, il minisindaco non ha detto "la dobbiamo fare", riferendosi alla differenziata. Cioè, non ha incluso se stesso in quello che per noi cittadini del Tuscolano è diventato improvvisamente un obbligo di legge. Con il suo "si deve fare", si è sottratto a quest'obbligo. E se l'ha fatto, molto probabilmente, è perché non abita nel settore della circoscrizione toccata dalla differenziata.

Ma allora, se davvero Medici non abita nella zona Don Bosco (mai visto da queste parti), è facile gioco per le solite "malelingue" sostenere che scegliere la nostra zona per la differenziata ha fatto comodo a chi non voleva "fastidi" sotto casa sua.
Parole in libertà che difficilmente poggiano su dati di fatto, ma che pongono indirettamente una domanda legittima: chi ha deciso che in decima circoscrizione la differenziata si sarebbe fatta al Tuscolano-Don Bosco e non altrove? 

Studiando i depliant che sono stati consegnati ai cittadini si scopre che si cita sempre (fondamentalmente per minacciare multe) il Regolamento per la gestione dei rifiuti del Comune di Roma (Deliberazione Consiglio Comunale n. 105 del 2005). E' appellandosi a quel regolamento che la giunta comunale nella seduta del 9 settembre 2009 approva la seguente deliberazione n. 274 Programma di interventi per il potenziamento della raccolta differenziata. E leggendola, a pagina 2, abbiamo la prima grande sorpresa:

"...Che con deliberazioni della Giunta Comunale n. 60/2006 e n. 62/2007 sono state stabilite le risorse economiche per la trasformazione della raccolta dalla modalità stradale alla modalità porta a porta integrata nei quartieri di Trastevere, Testaccio, San Saba, Aventino (Municipio I), Villaggio Olimpico (Municipio II), Colli Aniene (Municipio V), Cinecittà Est (Municipio X) , Decima, Torrino (Municipio XII), Magliana, Portuense (Municipio XV), Massimina (Municipio XVI), Olgiata (Municipio XX)..."

Cinecittà Est! E' lì che fino a nove mesi fa si doveva fare la differenziata! Non al Tuscolano!

Ma c'è di più, perché in quella delibera si approva anche il Programma per lo sviluppo della Raccolta differenziata, essenzialmente le linee guida a cui attenersi. E all'interno di questo piano si specifica che:

"Nel X° Municipio la priorità per il biennio 2010-2011 è rappresentata dalle aree di Quarto Miglio, Statuario e Cinecittà Est."

Cioè, comune e Ama approvano delle linee che prevedono la differenziata "prioritariamente" a Quarto Miglio, Statuario e cinecittà Est e al momento di partire  qual è che viene scelta fra queste tre zone? ...Il Tuscolano, che sta tutto da un'altra parte.

Quando si è deciso di cambiare zona? Perché si è deciso, a bandi già fatti per le forniture che prevedevano soltanto 30.000 biopattumiere (che infatti stanno cominciando a scarseggiare), di passare improvvisamente dalle poche migliaia di abitanti del Quarto Miglio o dello Statuario ai 53.000 abitanti del Tuscolano, dagli 80.000 abitanti previsti in tutta Roma alle  83 mila utenze domestiche per un totale di circa 250 mila residenti e circa 8.200 utenze non domestiche?

 E soprattutto, chi l'ha deciso, chi ha voluto "strafare" sulla differenziata?

Da questo punto in poi, in mancanza di ulteriori atti ufficiali (almeno noi non ne abbiamo trovati) si entra nel campo delle deduzioni. Ci torna però utile una mozione approvata dal Consiglio del Municipio Roma X (seduta del 21 febbraio 2008 ), dove si scrive:

"Che il Comune di Roma per incrementare la raccolta differenziata ha avviato in diversi
quartieri il servizio “porta a porta” e che nel 2008 interesserà il Municipio X nel quartiere
di Cinecittà Est"


Quindi il consiglio circoscrizionale (o consiglio municipale, come piace chiamarsi a loro) sapeva già dal 2008 che la differenziata si sarebbe fatta a Cinecittà est. Ma evidentemente c'erano già dei forti malumori perché in seguito, con un ordine del giorno il n. 4 (seduta del 7 luglio 2009), il consiglio municipale chiede:
"- che, in base alle valutazioni sopra espresse, vengano rimodulate le linee guida di
indirizzo e programma per la definizione del contratto di servizio Comune di
Roma/AMA;
- che la sottoscrizione del Contratto di Servizio prevede un coinvolgimento del Municipio
e del Consiglio Comunale."


Una richiesta di maggior coinvolgimento nelle decisioni e nelle scelte che a giudicare dall'attivismo di oggi del presidente della circoscrizione non è rimasta inascoltata. Infatti, Sandro Medici non solo firma di suo pugno, insieme al presidente dell'Ama e all'assessore all'ambiente del comune di Roma, la lettera che annuncia ai cittadini del Tuscolano l'arrivo della differenziata (qualcosa che altri che erano in disaccordo, come Giovanni Paris, il presidente del XV municipio, si sono rifiutati di fare; e se potevano rifiutarsi loro poteva farlo anche Medici), ma sceglie di "metterci la faccia" presenziando a tutte le riunioni, compresa la presentazione alla stampa in Campidoglio insieme al sindaco Alemanno.

E allora, per concludere, non è azzardato dedurre che Medici, insieme ad Ama, Comune, De Lillo e Alemanno ha "condiviso", "partecipato" e "contribuito" a tutte le scelte di questa differenziata, dalla rinuncia al "porta a porta" a favore della "raccolta di prossimità", al "blitz" a sorpresa per non dare modo ai cittadini di rendersi conto di quanto stava succedendo, ai toni minacciosi di chi annunciava multe e controlli in "stile poliziesco", e soprattutto al "cambio di zona di intervento" improvviso, da Cinecittà Est al Tuscolano-Don Bosco. Tutti comportamenti, per tornare al tema del dibattito che stava tanto a cuore al minisindaco, ben oltre (ma tanto oltre...) la sinistra.

E pensare che c'era chi avrebbe voluto quest'uomo candidato a sindaco dell'intera città...

"La cacca dei cani, sindaco...!"

2 commenti:

  1. Buongiorno,

    credo che noi tutti cittadini abitanti questa "regione" del X municipio faremmo bene ad organizzarci con una raccolta di firme.
    Questa mattina mi sono svegliato con l'immagine di una blatta che "bazzicava" davanti il "buon" cestello aerato. Viviamo in un piccolo appartamento del Quadraro e non abbiamo mai avuto problemi con tali insetti, che sono attirati anche dagli scarti alimentari.
    E' chiaro che il sistema escogitato dall'Ama non puo' funzionare. Servirebbero dei cassonetti fissi per l'organico. Oppure sarebbe necessario stabilire più fasce orarie per la consegna dei famigerati sacchetti.
    Il buffo è che io sono FORTEMENTE a favore della raccolta differenziata. Ma la "soluzione" dell'Ama rischia davvero di peggiorare il rapporto dei romani con lo smaltimento dei rifiuti.
    Cordiali Saluti
    Carlo

    RispondiElimina
  2. Grazie per il tuo contributo, Carlo. E' importante il fatto che tu dica di essere a favore della differenziata (come lo sono anche io, del resto), perché deve essere chiaro a tutti che qui non si contesta il principio di salvaguardia dell'ambiente, ma esclusivamente i modi raffazzonati, invasivi e dilettanteschi con cui è stata messa su dal comune e dalla circoscrizione questa differenziata "alla romana".
    Non so se una raccolta di firme sia fattibile e se possa raggiungere l'obiettivo (troppi soldi in ballo per tener conto dell'opinione di qualche misero migliaio di cittadini), ma è certo che ognuno di noi può far qualcosa, quantomeno per chiarire a tutti come stanno davvero le cose.
    Nel mio piccolo è questo che sto facendo con gli articoli di questo blog e ogni commento che mi arriva, come il tuo, mi motiva a continuare e a scavare ancora più a fondo.

    Continua a collegarti a questo blog, altre novità in arrivo a breve, e passaparola...

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.