domenica 15 agosto 2010

Se so' solati il cassonetto!

L'uso del romanesco nel titolo è sicuramente il più adeguato a descrivere la situazione che si sta vivendo al Tuscolano. Questo perché l'italiano, con il più corretto rimosso, tolto, o addirittura rubato, non avrebbe dato immediatamente il senso di fregatura ricevuta che è insito nel doppio significato del verbo "sòlare". Infatti, dove prima c'erano ben due cassonetti verdi (vedere confronto foto) adesso ne rimane uno soltanto. E la faccenda del cassonetto "solato" in piazza Don Bosco non riguarda purtroppo solo quella piazza, ma (come notato da tanti cittadini) si sta espandendo a macchia d'olio a tutto il quartiere...



Ne rimarra soltanto uno! Si diceva in un famoso film. Questa sembra la logica adottata dall'Ama per abituarci a poco a poco alla scomparsa dei cassonetti. Intanto via quelli doppi, poi, con calma, i restanti. Certo, se si va a chiedere una spiegazione si avrà come risposta che li si è tolti perché rotti, oppure perché rimasti incastrati nel compattatore. Speranze di rivederne altri al loro posto, nessuna. Anche perché l'obbiettivo dichiarato dell'Ama è levarli tutti. Quindi, perché spendere soldi in riparazioni o in nuovi cassonetti?

Logica ineccepibile, se non fosse che i cittadini del Tuscolano hanno ormai ampiamente dimostrato di non volerne sapere di questa "sperimentazione" di differenziata alla romana (sono una decina scarsi i sacchetti consegnati in media in ogni turno di due ore ai punti di raccolta; verificato personalmente) e continuano a usare i cassonetti verdi sopravvissuti alla decimazione Ama.
Il risultato è ovviamente cassonetti pieni, sporchi, rotti, e questo nonostante si sia ad Agosto con tanta gente in ferie. Facile prevedere che al ritorno dalle vacanze la situazione si farà davvero problematica.

E allora che succederà? Quale sarà la soluzione per venire incontro alle esigenze dei cittadini? Nessuna paura, è già tutto previsto! L'Ama, il comune, la circoscrizione toglieranno i restanti cassonetti, così tutti saranno "obbligati" all'ora assegnata a mettersi in fila ai punti di raccolta (estate e inverno, pioggia o grandine), con l'apposito  resistentissimo sacchetto di carta (sgocciolare sempre i rifiuti prima di buttarceli dentro), pena multe su multe.

E ricordate sempre che se questa differenziata non funziona la colpa non è della triade Clarke, De Lillo, Medici e delle loro scelte... diciamo "avventuristiche", ma sempre e soltanto di noi "incivili" cittadini.

O pensate davvero che il presidente dell'Ama, l'assessore all'ambiente del comune di Roma e il presidente della decima circoscrizione possano ammettere di aver sbagliato a imporre una differenziata dall'alto e perderci così la faccia?

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