giovedì 16 settembre 2010

Ma che incivili...! (e le sue diverse interpretazioni...)

Guardate, non ci sono parole! Tutti quei sacchetti di rifiuti abbandonati per terra quando lì a due passi c'è un cassonetto verde apposta... E no, non era strapieno, non cercate scuse! Non aveva nemmeno il pedale rotto, come ormai la maggioranza dei cassonetti al Tuscolano. La verità è che siete proprio voi degli incivili...!

Come dite? Secondo voi l'incivile sarei io che butto i sacchetti nel cassonetto e non voi che li abbandonate per terra, perché voi state facendo la differenziata e io no? Ma come vi vengono in mente certe castronerie? Da quando in qua lasciare sacchetti sull'asfalto significa differenziare...? Però, un momento, fatemi guardare meglio quei sacchetti perché c'è qualcosa che non mi torna...

Ma è vero! Ognuna di quelle buste di plastica contiene un riconoscibilissimo sacchetto di carta pieno di rifiuti organici, di quelli distribuiti dall'Ama a fine giugno per la raccolta dell'umido. Ma allora perché stanno lì per terra...?

Stanno lì per terra, vi si fa notare, perché così l'addetto Ama li riconosce e li mette insieme all'umido, mentre se li avessero messi nel cassonetto sarebbero stati gettati via insieme a tutta l'altra immondizia e loro avrebbero differenziato invano. Semplice, no?

Certe volte vi sembra di essere diventati stupidi. La risposta e lì, sotto agli occhi, e voi avete avuto bisogno di una spiegazione così banale per riuscire a comprendere come stavano realmente le cose. Adesso però vi rimane da capire perché quei sacchetti sono lì a quell'ora, quando per ogni strada e numero civico è stato stabilito un preciso orario di conferimento.

Anche in questo caso la risposta è semplice: si è in tanti...! Già, 53.000 abitanti solo qui al Tuscolano, 250.000 in tutta Roma, interessati a questo tipo di raccolta. E fra questi 53.000 ce ne sono un sacco che all'ora stabilità non possono proprio essere lì col sacchetto in mano ad aspettare i comodi dell'Ama.

Fornai, vigilantes, chi lavora ai mercati generali, chi a quei mercati vi si rifornisce per ristoranti, mense, negozi e mercatini rionali... E ci sono gli h24, quelli che operano su turni sulle 24 ore, infermieri, medici, call center, vigili del fuoco... E poi gli anziani, soprattutto donne sole, che vengono accudite dai figli alla fine del lavoro o da premurose badanti che vanno da loro al pomeriggio e si occupano di tutte le faccende, compreso il gettar l'immondizia a quell'ora, anche se sarebbe vietato. Ma d'altronde quale alternativa avrebbero?

In una piccola comunità si tratterebbe di pochi casi, un problema affrontabile e risolvibile individualmente con un po' di solidarietà e tanta buona volontà. In un quartiere di periferia di una grande città... Beh, si tratta di qualche migliaio di persone che non ha altra scelta che liberarsi della propria immondizia "differenziata" non quando "pretende" l'Ama, ma semplicemente quando può.

Non ci vuole un genio a capire che dietro ognuno di quei sacchetti di differenziata che giacciono per terra c'è un cittadino con i suoi problemi e che questi debbono venire prima dei calcoli numerici su quante centinaia di metri ci debbono essere fra un camioncino e l'altro e su quanti addetti bisogna mandare in giro per far multe a chi non rispetta gli orari.

Basta, poi, ragionarci un attimo sopra per rendersi conto che quella quindicina di sacchetti della foto abbandonati accanto ai cassonetti si moltiplicheranno per dieci e per venti quando l'Ama farà togliere i cassonetti verdi e tutti saranno "costretti" a differenziare, non soltanto quel misero 5-10% che lo fa adesso.

Come pure, non è difficile capire che un modello di differenziata pensato per funzionare per poche migliaia di cittadini sparsi su un territorio molto esteso può avere effetti devastanti se applicato a una comunità vasta quanto una intera città, ma con una densità abitativa degna di Calcutta.

E soprattutto non ci vuole un genio per sapere che un ente pubblico, una municipalizzata pagata dalle tasse di tutti, ha come sua missione quella di essere al servizio del cittadino e non il contrario.

Appunto, non ci vuole un genio per capire cose così semplici. Ma allora perché oggi stiamo in questa situazione...?

Vuoi vedere che all'Ama sono tutti geni?

2 commenti:

  1. Sarebbe il caso di differenziare al centro di don bosco... cosi facendo arrivera' agli occhi di tutti questa cosa e casomai si riesce anche a cambiarla.....

    Visto che questi geni pensano di poter fare come gli pare....
    L'unico modo per far cambiare le cose non e' accettarle per come vengono ma combatterle se non ci piacciono per far si che vengano cambiate.

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  2. Quel cassonetto della foto è praticamente in piazza don bosco, sotto gli occhi di tutti. Ma il mucchietto ormai lo si può trovare davanti ad ognuno dei punti raccolta, basta farsi un giro.

    E' stato anche detto all'incontro dell'Ama, e qualcuno proponeva di risolvere il tutto con un quarto cassonetto per l'umido. Ma la risposta dell'Ama, in sintesi, è stata che del cittadino "non si fida" e che quindi deve "controllare" quello si mette nei sacchetti, uno per uno.

    Quindi, come al solito, non sono loro dell'Ama che sbagliano, ma è il cittadino che è incivile...

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