domenica 12 settembre 2010

Meglio porta a porta o carretta carretta?

Intanto subito una spiegazione sul titolo. Qui si parla, come al solito, di differenziata. E porta a porta e carretta carretta sono due delle modalità con cui questa viene raccolta. 

Il sistema porta a porta è conosciuto e ha bisogno di poche spiegazioni, a larghe linee consiste nel ritiro a domicilio dell'immondizia già differenziata in contenitori posti davanti a ogni numero civico. Il carretta carretta invece: 

prevede mezzi definiti “cassonetti mobili” che in giorni e orari prestabiliti vengono posizionati negli spazi a loro dedicati in diverse zone della città per permettere ai cittadini di disfarsi dei rifiuti prodotti.

Vi ricorda niente? Trovate somiglianze col metodo applicato al Tuscolano, a Marconi e al VI municipio? Continuiamo a leggere:

Durante l’orario di sosta del mezzo, gli operatori ecologici si dedicheranno soprattutto alla pulizia della zona limitrofa, poi riprenderanno la guida fino alla postazione successiva.

Avete ancora dubbi? E' o non è questo il metodo adottato dall'Ama per la raccolta differenziata? 

Ebbene, questi sono due dei punti cardine del progetto di Paolo Garelli chiamato carretta carretta, già applicato altrove, e presentato dal suo ideatore al comune di Roma nel 2009. Comune e Ama l'hanno letto, studiato, poi gliel'hanno restituito con un "no grazie" e chiamandolo in vari modi (raccolta di prossimità, nuova differenziata, differenziata sperimentale) ne hanno rifatto uno uguale, tanto che Paolo Garello avrebbe preso carta e penna e denunciato il comune di Roma per plagio...


A prescindere dal fatto che l'Ama abbia copiato o meno il progetto, c'è da dire che questo metodo del carretta carretta è applicabile con buoni e a volte ottimi risultati in realtà piccole e con la popolazione sparsa su un territorio molto vasto, come per esempio fatto a Stromboli. Ma nei quartieri popolosi delle grandi città, con densità vicine a quelle di Calcutta, il risultato può essere disastroso. E' il caso di Napoli, in cui in alcuni quartieri già viene usato un metodo simile di raccolta, sarà il caso del Tuscolano appena saranno tolti i cassonetti. E le prime avvisaglie già si vedono.

Ma come se non bastasse, qui a Roma il metodo carretta carretta plagiato (secondo il suo ideatore) dall'Ama, pare sia stato anche applicato male:

- gli orari, non avendo calcolato il tempo degli spostamenti dei mezzi (più o meno 10/15 minuti), hanno creato disagi e ridotto la credibilità dell'AMA agli occhi dei cittadini, che spesso non hanno trovato il mezzo puntuale come indicato;

- gli orari non sono stati concordati o discussi prima di partire, con i disservizi lamentati su tutti i giornali dagli esercizi commerciali.

- l'operatore si è trovato costretto a raccogliere da terra i sacchi abbandonati nel punto di sosta (non delimitato sul posto: spesso i gettacarte in ghisa divengono bersagli dei conferimenti scorretti)

Evidentemente ci avevamo visto giusto quando abbiamo parlato di differenziata "alla romana" nel senso più deteriore del termine. Vedremo come finirà la querelle fra Paolo Garelli e il comune di Roma, ma tanto siamo sicuri che anche in caso di condanna il conto non verrà pagato dagli amministratori e tecnici del comune o dell'Ama che hanno messo su questa differenziata scopiazzata male, ma sempre e soltanto da noi cittadini...

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