giovedì 30 settembre 2010

Nulla si crea nulla si distrugge, ma tutto si trasforma... in monnezza

L'approssimazione con cui è stata organizzata la differenziata a Roma è ormai sotto gli occhi di tutti. Per averne una controprova basta guardare ai cassonetti bianchi e blu della carta e della plastica strapieni come non mai per rendersene subito conto (con i cittadini del Tuscolano costretti ad abbandonare quello che avevano faticosamente "differenziato" ai bordi dei cassonetti).

Il motivo è ovvio, per la legge della conservazione della massa, quella del "nulla si crea nulla si distrugge" quello che  veniva gettato nel cassonetto verde  adesso, (tolto l'organico che viene raccolto a parte) finisce tutto negli altri due. Quei cassonetti erano già prima al limite della loro  capacità, ora che a servirsene in maniera massiccia sono anche quel 5-10% di cittadini che sta facendo la raccolta dell'umido è naturale che debordino. Era logico che succedesse, ma è anche evidente che i geni dell'Ama non avevano pensato a questa eventualità...

E nemmeno quando se ne sono accorti hanno pensato ad aumentare il numero degli altri cassonetti, o più semplicemente a far passare i camion con più frequenza. Sarebbe stato un costo in più che avrebbe gravato sulla differenziata. E l'Ama (sempre nella riunione con i cittadini del Tuscolano) ci ha tenuto a specificare che questo sistema di raccolta coi camioncini costa meno di quello coi cassonetti. Come potrebbe continuare a sostenere questa conveniente tesi se fosse costretta ad aumentare i compattatori finendo per raddoppiare i costi per il ritiro della carta e della plastica?

Non potendo permettersi questo aggravio di spesa (dopo tutte le affermazioni fatte sulla "convenienza" della differenziata) la soluzione dell'Ama è stata di prendere un paio di camioncini, del tipo a cassone aperto, assumere qualche altro precario (sono una tale comodità...!) e mandarli al pomeriggio in giro per il quartiere a raccogliere tutto quello che giace abbandonato attorno ai cassonetti e che sta lì non per l'inciviltà dei cittadini romani, ma semplicemente perché con i cassonetti bianchi e blu strapieni non c'era altro modo per liberarsene.

E così, dopo tutte le prediche e le minacce al cittadino sull'obbligo di suddividere plastica da carta, rifiuto umido da residuo secco, e con buona pace anche della coscienza ecologica di quelli che hanno provato a crederci, l'Ama ci si fa una grassa risata sopra e prende e butta tutto assieme in maniera indifferenziata e in spregio alle sue stesse regole. Ma non preoccupatevi, è tutto regolare e non c'è rischio di multa... per loro.

7 commenti:

  1. Ho visto che ieri pomeriggio hanno tolto gli ultimi cassonetti verdi, in barba alle richieste dei cittadini e alla possibilità di un accordo come semplicemente mettere degli addetti alla raccolta anche il pomeriggio. Stamattina alle sette c'erano già quattro belle buste di plastica piene di rifiuti indifferenziati accanto ai cassonetti blu e bianchi rimasti. Prevedo che tra un po' saremo noi cittadini a non poterci più differenziare dalla spazzatura che ci invaderà.

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  2. Scusa, a quale zona ti riferisci? Qui al don bosco sembra che ci siano ancora. Adesso faccio un giro e controllo meglio.

    Altra domanda, nella tua zona avevano annunciato la data esatta di rimozione, tipo con cartelli adesivi sui cassonetti?

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  3. Mi riferisco a quelli di via Licino Stolone e a quelli di via Tuscolana che vanno dall'incrocio di via Statilio Ottato fino alla metro di subaugusta. Non c'era assolutamente nessuna data. Infatti mi sarei aspettata di trovare un cartello sul cassonetto che recitava "A partire dal giorno xxx questo cassonetto sarà rimosso", così come è stato fatto per alcuni, sempre nella zona, che riportavano la data del 26 luglio, ma così non è stato. Personalmente l'ho vissuto come un raid della serie "adesso o vi adeguate o vi adeguate". Ma perchè hanno anche perso tempo a fare le riunioni fingendosi democratici?? Deb.

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  4. Inoltre,ci tengo a precisare che io esco da casa alle 7 del mattino e nel mio percorso per andare a prendere la metro non incontro nessun camioncino dell'ama. Di certo non posso fare la caccia al tesoro cercandone uno, rischiando di arrivare tardi al lavoro. Non credo di poter giustificare il mio ritardo al lavoro col fatto che dovevo buttare la spazzatura. Potrei anche mettere la sveglia alle sei invece che alle sei e un quarto e uscire un quarto d'ora prima, ma sinceramente non lo reputo giusto, soprattutto perchè le bollette le pago e mi aspetto un servizio che mi semplifichi la vita e non una follia del genere che me la complica e basta. Deb

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  5. Grazie per la segnalazione, Deb...

    Ho fatto un giro per il quartiere e i cassonetti sono ancora al loro posto, ma non sono arrivato nella zona che hai indicato.

    Ci andrò sicuramente domani con tanto di macchina fotografica perché ho l'impressione che ci sarà bisogno di qualche testimonianza.

    Anche se, sia stasera che oggi pomeriggio, ho notato un andirivieni di camion AMA al lavoro per rimuovere tutto quello che era debordato dai cassonetti.

    Ovviamente stanno cercando di tamponare il disastro annunciato, ma purtroppo per loro, e soprattutto per noi, non ci riusciranno.

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  6. Ovviamente continua a leggere questo blog (vedrò già domani di fare un post sulla questione) e se hai altre notizie, opinioni, testimonianze non esitare a postarle.

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  7. Stamattina facendo il solito percorso, ho notato che in effetti quelli di via Tuscolana ai quali mi riferivo ieri sono solo stati spostati in avanti. Rimangono quelli tolti in via Licino Stolone, nella maniera che ho descritto sopra e senza nessuna informazione tipo cartello o altro. I cassonetti verdi di cui parlo sono stati sostituiti da altri blu e bianchi vecchi e fatiscenti (ce n'è uno bianco sempre in via Licino Stolone all'altezza di via Caio Lelio-via Publio Valerio in cui le aperture sono completamente schiacciate). Per carità, forse è anche giusto aumentare il numero di cassonetti blu e bianchi, ma come la mettiamo con la storia dell'aumento dei parcheggi?? I posti auto a questo punto sono rimasti invariati. Deb

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