venerdì 24 settembre 2010

Torrevattelapesca

Guardate, ci vuole un'abilità particolare a mandare tutto a puttane in soli cinque minuti...

Hai davanti a te una folla venuta ad ascoltarti. Sì, qualcuno anche a lamentarsi, ma insomma, ognuno con il suo problema slegato dagli altri, quasi tutti in età avanzata e pochi quelli che si conoscono. Però riuscire a mettere d'accordo una folla di sconosciuti, a far coalizzare tra loro persone che la pensano in maniera diametralmente opposta trasformando un tranquillo incontro con la cittadinanza in una bolgia urlante, in cui si sprecano i "non è vero!" e i "mai visti da queste parti!", in così poco tempo, beh... ci vuole un abilità tale che se non fosse che l'obbiettivo finale di tutto l'incontro era quello di metterla nel di dietro al cittadino sarebbe quasi da ammirare.

Parliamo del solito incontro di una settimana fa fra l'Ama e i cittadini del Tuscolano per discutere dei problemi della differenziata (ne sono uscite di chicche in quell'occasione...). Quell'incontro è stato condotto con cipiglio autoritario da un funzionario dell'Ama (dipendente, dirigente, capintesta o quello che era), tale Fulvio Torre... qualcosa (e chi se lo ricorda), che ha monopolizzato l'incontro trasformandolo in un battibecco continuo tra lui e la platea. E non sono mancate sorprese...

Eppure la riunione sembrava essere cominciata bene, con il relatore che aveva subito messo le mani avanti ammettendo che l'Ama non è perfetta, che era normale che potessero esserci stati problemi e che si era lì proprio per risolverli. Ma dopo questa incoraggiante premessa sono bastate poche sue parole perché in sala si cominciasse a rumoreggiare. Poco è piaciuta alla gente la successiva idilliaca descrizione della differenziata a Roma e al Tuscolano fatta all'insegna del "quanto siamo bravi!". I borbottii, a quel punto, si sono trasformati in smentite ad alta voce e dita agitate al cielo per negare che il sistema messo in campo dall'Ama stia funzionando alla grande, come stava affermando lui.

Il tipo in questione, questo Torrevattelapesca, è lo stesso che aveva condotto già il primo incontro di fine giugno. E già in quell'occasione era riuscito a far coalizzare una folla eterogenea (piuttosto scombussolata dall'arrivo improvviso di quella novità di cui comune e circoscrizione non avevano ritenuto opportuno informarla), minacciando l'arrivo di una moltitudine di accertatori che avrebbero presidiato ogni cassonetto per multare chi avesse sgarrato alle sacre regole della differenziata.

Ma se già allora il clima era stato "caldo", all'incontro della scorsa settimana si sono davvero rischiati un paio di infarti alle coronarie, tanta era la rabbia di alcuni degli intervenuti per i modi, le risposte insoddisfacenti, le irritanti minimizzazioni e l'ironia fuori luogo verso gli interlocutori al limite estremo dello sbeffeggiamento usati dal Torrevattelapesca.

Se un cittadino porta come problema il fatto di non essere riuscito a contattare il numero verde dell'Ama per un reclamo non gli si può rispondere che questo non è possibile, perché loro "rispondono sempre". E se il cittadino insiste, a torto o ragione, non gli si può dire brutalmente che sta dicendo il falso. Si deve cercare diplomaticamente di capire che cosa è successo, se ha fatto il numero giusto, a che ora ha chiamato, se era un momento sfortunato..., e al limite, sempre diplomaticamente, segnarsi i dati e promettere di fare una verifica (che poi non verrà mai fatta).

E invece il Torrevattelapesca se n'è uscito con un odioso "lei mette in dubbio la mia buona fede" verso il malcapitato, la cui buona fede lui stesso aveva messo per primo in discussione negando la possibilità che il numero Ama potesse non aver risposto.

Dopo mezz'ora di questi battibecchi già la metà degli intervenuti era andata via irritata dal fatto che "tanto sanno tutto loro!". Ma il capolavoro il Torrevattelapesca l'ha fatto verso la fine proprio per difendere  il numero verde dell'Ama. Ha spiegato che in quell'ufficio hanno un tabellone che segna il numero di chiamate giornaliere e che prima di venir via, verso le 17, quel tabellone segnava 1062 telefonate ricevute. "Si tratta di una media di 300.000 telefonate all'anno a cui rispondiamo", si è vantato il Torrevattelapesca.

300.000 "reclami" all'anno su una popolazione di 2.750.000 abitanti, tanti ne fa Roma. In pratica un romano su nove, una famiglia su tre, ha avuto un "disservizio" dall'Ama e ha protestato usando quel numero. E questo Torrevattelapesca lo vanta come un successo?

Di fronte a questi numeri, dimostrazione palese di un fallimento totale nella gestione dell'intera municipalizzata, la domanda è una sola: quand'è che questi ammetteranno la loro incapacità e si leveranno dai coglioni?

4 commenti:

  1. Si tratta dell'ing. Fulvio Torreti, dirigente AMA.

    Ieri pomeriggio, noi di Marconi, abbiamo dunque vissuto una replica identica del vostro incontro, in una piccola e calda saletta di una scuola, chiaramente insufficiente a contenere i cittadini intervenuti, per la maggior parte stipati in piedi a sventolarsi con i loro depliant illustrativi...

    Stesse discussioni, stesse lamentele, stesse affermazioni AMA. Stessa rabbia.

    A Marconi, attraverso l'intervento del circolo PD locale, abbiamo iniziato la raccolta di firme attraverso una petizione popolare, motivando le nostre rimostranze e proponendo modifiche e adattamenti alle attuali regole imposte nella fase sperimentale.

    Per info http://pdmarconi.ilcannocchiale.it/

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  2. Grazie per l'informazione, Laura. In realtà ero quasi sicuro del cognome, ma mi mancava una conferma. E allora aggiungo anche che il Torreti di cui parliamo è stato presidente della IX circostrizione dal '97 al 2001, eletto fra i verdi.
    Ci sono però poche notizie in rete su quel periodo e su di lui, anche lì non deve aver lasciato un gran ricordo.

    Comunque, ho inserito il link alla vostra petizione nella pagina "dicono in giro" (colonna di destra). Fa piacere sapere che c'è almeno qualcuno in questa città che si sta dando da fare per impedire lo scempio che ne sta facendo questa giunta.

    Ma siccome i complimenti debbono sempre essere accompagnati da un giusto contrappeso, debbo anche dire che avevo molto apprezzato la schiettezza della vostra coordinatrice, Carla Boto, in risposta a un mio commento velatamente polemico verso il PD fatto su marconivideodem. Anzi, ho sperato che la sua presa di posizione così decisa significasse che tutto il PD era pronto a schierarsi contro "questa" differenziata.

    E invece, ritrovarsi due eletti del PD (De Simoni e Perifano) all'incontro con la cittadinanza qui al Tuscolano che praticamente facevano da guardaspalle al Torreti mi ha deluso fortemente, per non dire altro...

    Da cittadino continuo a non capire l'atteggiamento di un partito in cui le idee da sostenere o contrastare cambiano da quartiere a quartiere, da circolo a circolo. Soprattutto non capisco perché appoggiare un'operazione "avventuristica", come quella messa in campo dalla giunta Alemanno, e che sta distruggendo quanto di buono si era faticosamente riusciti a fare nelle passate giunte. Poca memoria, interessi particolari, ignoranza dei problemi...?

    La risposta di certo non può venire da chi nel PD sta lottando contro questo stato di cose (come mi sembra facciate voi a Marconi), ma di certo siete in condizioni migliori delle mie per poter porre la questione a chi di dovere.

    Continuerò a seguirvi e a sostenervi nelle vostre iniziative sulla differenziata, e spero che anche voi facciate altrettanto con le mie parole in libertà.

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  3. ma non potremmo proporre una cosa del genere pure noi al tuscolano... fare una petizione, raccogliere delle firme per far si che tutto cio' venga fatto in un modo corretto...

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  4. re D, il problema è che mentre a Marconi il PD si è ricordato che a Roma sta all'opposizione e si sta dando da fare, dalle nostre parti con Alemanno ci va a braccetto.

    E fosse solo il PD! Praticamente tutti i partiti in circoscrizione sono a favore di questa "differenziata", compreso il presidente Sandro Medici che dovrebbe essere (boh?) vicino a rifondazione o a Vendola.

    Finché un gruppo, un'associazione, un partito non decide di schierarsi contro una petizione è improponibile. Noi però possiamo continuare a raccogliere dati e informare. E magari, leggendoci, a qualcuno può finalmente venire in mente che bisogna fare qualcosa.

    E poi questa differenziata sta fallendo per suo conto, senza nulla fare...

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