domenica 3 ottobre 2010

L'imbecillità non ha freni...


Guardate, è allucinante quello che sta succedendo a Roma al Tuscolano! Si cerca di capire se c'è una logica dietro le azioni dell'AMA, ma si fa fatica a trovare un senso al disastro che stanno mettendo in campo.

La rimozione improvvisa dei cassonetti ha causato una reazione forte dei cittadini, che proprio non ci stanno a farsi imporre con la forza alcunchè. Sono due giorni che si convive con i sacchetti buttati per strada, con i camioncini che corrono avanti e indietro, mattina pomeriggio e sera, contribuendo anche a bloccare il traffico, e con gli addetti Ama nervosi e ormai stanchi di straordinari e orari caotici in nome di un'emergenza creata dalle decisioni dall'alto dei loro capi.

Non si fa a tempo a rimuovere i cumuli di sacchetti che questi si riformano. La differenziata della carta e della plastica di un intero quartiere è da buttare, perché i cittadini per necessità, protesta, incuria, inciviltà (chiamatela come volete, ma la realtà è questa) hanno usato quei cassonetti per i loro sacchetti di indifferenziata.

La situazione è al limite del caos e in tutto questo l'AMA che fa per risolverla? Toglie i cassonetti in un'ulteriore zona del quartiere...



Via del Giudice, via Biagi, via Santi e tutte le strade a ridosso della Palmiro Togliatti di quel quadrante, che si erano salvate dal primo blitz dell'AMA, sono da ieri anch'esse prive di cassonetti verdi. Anche in questo caso non vi è stato nessun avviso ai cittadini che vi abitano, e anche in questo caso sono bastate poche ore perché si creassero gli stessi cumuli di sacchetti delle altre zone.

L'Ama è in affanno, non ce la fa, sarebbe il caso che si fermasse, riflettesse sui propri errori, capisse che non si può imporre questo tipo di raccolta, fatto per comunità di poche centinaia di abitanti, a una comunità di decine di migliaia. Sarebbe il caso che rimettesse al loro posto i cassonetti verdi, che prevedesse dei cassonetti per l'umido (come per esempio si fa con gran profitto a Barcellona). E invece persevera nel sua concezione autoritaria e i risultati sono sotto gli occhi di tutti e del loro naso... 


Qui di seguito ecco una rapida carrellata delle foto scattate stamattina, che mostrano come ormai la situazione sia fuori controllo. Questa è via Arrigo Solmi, di fronte all'asilo comunale. Bello spettacolo, vero?


Invece questa è stata scattata in via Pasquale Del Giudice, una delle strade in cui i cassonetti sono stati rimossi solo ieri. E oggi questo è il risultato.


Quando gli addetti AMA ripuliscono tolgono i sacchetti e scappano via in fretta verso la successiva emergenza. Quello che resta per terra non ha bisogno di commenti.


L'ordinatissima e pulitissima via Chiovenda, da ieri non più...


Via Licinio Stolone, la vera spina nel fianco dell'AMA. Per quanti sforzi facciano per ripulirla i sacchetti continuano ad accumularsi.


Via Publio Valerio, anche qui c'è di tutto.


Sempre in via Publio Valerio, gli addetti AMA sullo sfondo rimangono inattivi perché, vuoi per protesta, vuoi perché sono finiti i sacchetti di carta per la differenziata, quasi nessun cittadino al Tuscolano sta più facendo la raccolta dell'umido.


Via Statilio Ottato, un'altra spina nel fianco per l'AMA, come tutte quelle strade del quartiere (e sono tante) su cui si affacciano palazzoni da 7 e più piani.

5 commenti:

  1. Di certo nell'ultimo numero della rivista ufficiale dell'AMA non sono pubblicate queste foto reali, ma solo quelle necessarie alla loro propaganda.

    Questo il link:
    http://www.amaroma.it/rivista/174-amaroma-numero-12.html

    Si segnalano, in particolar modo, le pagine 12-13 e 22-23, con il famoso slogan "per 7 romani su 10 il proprio quartiere e' piu' pulito".

    Dei veri buffoni.

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  2. Ora sono piu' chiari i numeri della pubblicita' AMA:

    http://www.amaroma.it/public/files/pdf/arcuri/riassunto_delle_ricerche_effettuate.pdf

    Noterete che nessuna delle domande formulate telefonicamente al campione dei cittadini intervistati hanno riguardato i RISULTATI del loro operato, ma solo la CONOSCENZA delle loro operazioni.

    Quanto affermato nei cartelloni pubblicitari, dunque, non risponde a verita' (che invece trova conferma dalle foto da voi pubblicate).

    Con loro il FARE non significa aver ottenuto RISULTATI POSITIVI.

    A-ri-buffoni.

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  3. Ma parli di quei famosi 7 romani che non si sa chi siano, ma se li si becca...!

    Vabbè, ridiamoci sopra e pensiamo che con quella pubblicità di se stessi (cosa non proprio corretta per un ente pubblico) l'AMA è riuscita solo a coprirsi di ridicolo e a dare materiale per qualche divertente photoshoppata.

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  4. tutti questi discorsi sono fatti contro l'AMA ma vi ricordo che dietro questo degrado ci siamo noi italiani, o meglio noi romani che siamo incivili.La raccolta differenziata si fa in tutti i paesi civilizzati e mi chiedo perchè qui no. Sono daccordo sul fatto che l'AMA in "alcune" zone non ci mette a disposizione i giusti mezzi per la raccolta, ma sono altrettanto convinta che noi italiani ce ne freghiamo pensando:"tanto a me che me ne importa" senza renderci conto che dobbiamo essere proprio NOI a cambiare le cose.Anch'io abito a Tuscolano e da quando è cominciata la raccolta dell'umido, a via claudio asello, i cassonetti davanti al mio condominio sono più puliti rispetto ad altri, che purtroppo si trovano anche sulla stessa via, ciò conferma che non è solo colpa dell'AMA se le cose non vanno come dovrebbero ma in buona parte è anche colpa NOSTRA.

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  5. Il mio discorso contro l'AMA è proprio dettato dal fatto che ho sempre fatto la differenziata (carta/plastica-vetro/elettrodomestici/rifiuti ingombranti). Semplicemente adesso, per come è stata pensata questa iniziativa, sono IMPOSSIBILITATA ad aderire, a meno che non decida di buttare l'umido e l'indifferenziato una volta a settimana. Cosa devo fare? Mi prendo le ferie per buttare la spazzatura? Di questo si tratta! Sono state proposte delle soluzioni alternative non prese in considerazione da parte dell'AMA in varie riunioni in cui finge di porre l'orecchio per poi metterci solo la bocca. Noi vogliamo solo essere ascoltati perchè crediamo sia il minimo, in quanto cittadini, in quanto utenti e in quanto persone civili. Deb.

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