mercoledì 27 ottobre 2010

Roghi di immondizia al Tuscolano


Era inevitabile che prima o poi i mucchi di sacchetti abbandonati accanto ai cassonetti avrebbero causato una reazione di questo tipo. Difficile, per non dire impossibile, che si sia trattato di un caso di autocombustione o di una marmitta calda troppo vicina.

Più facile che quel mucchio in via Stolone abbia attratto l'accendino di qualcuno in vena di bravate, oppure di qualcuno legittimamente esasperato da questa situazione che si protrae dal primo di ottobre e che sta mettendo a dura prova i nervi di tutti i cittadini del quartiere.

Non sappiamo se a spegnere il fuoco siano stati i pompieri, qualche cittadino di sua iniziativa, o semplicemente la pioggia copiosa degli ultimi due giorni. Quel che è certo è che quel cassonetto, come si può vedere dal confronto (cliccare sulle foto per ingrandirle),  pochi giorni fa non mostrava segni di bruciatura mentre adesso sì. E nel frattempo il tappeto di resti bruciati sparsi qua e là è già stato ricoperto da altra immondizia fresca, pronta per il prossimo rogo...

Poche speranze che questo faccia cambiare idea all'AMA e al comune di Roma. Troppi interessi in ballo e soprattutto poca voglia di perderci la faccia ammettendo di aver sbagliato tutto. Poche anche le notizie che riescono a filtrare sui principali media. Che volete che siano quattro sacchetti di fronte alle scene di guerriglia viste a Terzigno?

Ma il disagio che da noi è già vicino a un punto di rottura si sta allargando ad altre zone della città. Attraverso i blog, per iniziativa di singoli politici un po' più illuminati dei nostri, tramite le lettere ai giornali che stanno cominciando ad essere pubblicate, scopriamo ogni giorno di più che quello che, in fondo, era il problema di un ristretto numero di cittadini adesso comincia a riguardare anche altri quartieri, come Montesacro e Marconi, con gli stessi identici nostri problemi.

Il lavoro da fare è ancora tanto. Tocca a noi cittadini, dal basso,  monitorare la situazione continuando a parlarne, a scriverne, mostrando foto e girando video. Ed è collegandoci fra di noi che potremo costringere questa giunta comunale a recedere dai suoi bellicosi propositi togliendo ogni possibile sostegno, avallo, scusa, all'AMA e alla sua disastrosissima differenziata "alla romana".

Ed ora l'ormai consueto tour fra la monnezza del Tuscolano.

Cominciamo da un'immagine inusuale, siamo in via Servilio Prisco, una piccola strada chiusa al traffico con panchine e palme. Un angolo di tranquillità ben curato, se non fosse per... Già, quel contenitore verde per le cartacce c'entra poco con la differenziata. O forse c'entra molto visto che da quando l'AMA ha messo camioncini ogni cento metri, ognuno col suo carico di spazzini precari, nessuno più si occupa di svuotare quei cesti. 


Via Licinio Stolone è bella lunga e i palazzoni da sette piani e più si sprecano. Il risultato è questo (vale la pena di ribadirlo, i cassonetti della foto sono stati messi dall'AMA già in quelle disastrose condizioni, noi ci abbiamo aggiunto solo la monnezza).


Via Licinio Stolone, un po' più in là. Più passano i giorni più i mucchi aumentano.


Qui un cambio di prospettiva per il cassonetto bruciato della prima foto. Come si vede, c'è già materiale per un altro bel rogo.


Via Pasquale del Giudice. Si sfrutta il più possibile lo spazio fra i due cassonetti, ma di immondizia ce n'è davvero tanta.


Via Publio Valerio ha un ultimo tratto che improvvisamente si restringe e diventa a senso unico. Forse per questo camioncini e autocompattatori dell'AMA si fanno vedere di rado da queste parti.


Via Statilio Ottato, lo scuolabus fa il suo ultimo giro. Per fortuna i finestrini sono chiusi...



16 commenti:

  1. Sono stata fuori Roma un po' di giorni e al mio ritorno ho potuto constatare che, non solo la situazione non è migliorata, ma è peggiorata, come del resto testimoniano le tue foto. I contenitori verdi che servono per gettare l'immediato, sono stracolmi in tutte le strade, per lo meno quelle visitate da me, limitrofe a quella che hai fotografato. Inoltre io ho a casa buste piene di rifiuti di plastica e carta che non ho modo di gettare negli appositi contenitori per la differenziata. Per adesso posso aspettare, ma è ovvio che se l'AMA non provvederà a svuotare i cassonetti, anch'io dovrò adeguarmi a quella che viene definita "inciviltà" che io ribattezzerei "inciviltà indotta". Ecco in sintesi, dopo un mese di rimozione dei cassonetti cosa hanno ottenuto, per lo meno da me, che già di mio ho sempre fatto la differenziata (di carta, plastica vetro). Sono impossibilitata a fare la differenziata, sia quella dell'organico e del non riciclabile perchè purtroppo i miei orari non coincidono con i loro, sia carta, vetro ecc... perchè i cassonetti deputati, oltre che fortemente anti-igienici, sono stracolmi e non oso immaginare di cosa. Tirando le somme che significa? Sono certa che l'AMA avrebbe la risposta: "Evidentemente lei non AMA Roma!"....Chi io???? Deb.

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  2. Ho l'impressione (anzi, molto più di un'impressione) che l'AMA non stia più svuotando i cassonetti bianchi e blu perché ormai vengono usati per buttarci anche gli altri rifiuti (forse preferiscono le buste per terra...).

    Lo dico perché le volte che ho visto svuotare quei cassonetti è stato sempre da autocompattatori per l'indifferenziata (e l'ho fotografato), e non da quelli specifici per quei materiali, come quelli tutti bianchi per la carta.

    Perché lo fanno? La mia personalissima opinione è che sono degli incapaci, ma anche che in qualche maniera sperano di far passare dalla parte del torto i cittadini che non riescono a fare la "loro" differenziata accusandoli di essere degli incivili da castigare.

    Ma noi sappiamo bene chi ha la responsabilità di questa situazione. L'immondizia per strada non c'è da sempre, ma soltanto da quando l'AMA se n'è venuta fuori con la sua "bella" idea. Altro che AMA Roma!

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  3. Ho già scritto su questo blog tempo fa, sono Francesca da Montesacro... qui per il momento qualche secchione verde ancora c'è, quindi a parte in alcuni orari, di cumuli enormi come da voi non se ne vedono... la cosa assurda e delirante è che il problema più grande al momento è per chi la differenziata VUOLE FARLA. L'altro giorno sono scesa come al solito con la mia bella busta piena di plastica, e ho trovato il cassonetto strapieno, e con un bel sacco di arance ammuffite che facevano capolino dall'angusta apertura... me la sono riportata indietro in attesa di tempi migliori, risultato, ora la mia cucina è invasa da 4 sacchi di spazzatura differenziata che non so dove andare a gettare ( oltre ovviamente al compost che fermenta da lunedì... peccato che la puzza non si possa fotografare!! Presto grazie alle sue esalazioni nocive mi trasformerò in un supereroe da fumetto... ). E' dai primi del mese che va avanti così, e sentirci anche dare degli "incivili" è davvero esasperante. Continuerò a seguire blog e iniziative con attenzione, per ora più che fermare petizioni non saprei cosa/come fare :(

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  4. Anche da noi, Francesca, la differenziata non si riesce più a farla, sia nelle zone senza cassonetti sia in quelle in cui i cassonetti sono stati dimezzati. Su questo ci sono stati dei casi di cittadini contro cittadini, ma la realtà è che è l'AMA ci ha messi in questa condizione e adesso che non sa più come uscirne prova a dare la colpa a noi.

    All'AMA e al comune di Roma si sono innamorati dell'idea che togliendo i cassonetti verdi avrebbero recuperato posti auto, ma hanno dovuto accorgersi presto che la parte umida del rifiuto è sì e no un 10-15% del totale, il grosso è imballaggi, plastica e quant'altro (parliamo di volumi). Quindi, anche prevedendo che la "totalità" della popolazione avrebbe aderito alla differenziata, per ogni cassonetto verde tolto sarebbe stato comunque necessario aggiungerne uno bianco o blu.

    E quei cassonetti in più non li hanno, non hanno soldi per comprarli. Prova ne è che quei pochi che hanno portato da noi, recuperati da qualche deposito, sono sporchi, vecchi e rotti.

    Potevano prevederlo? Eccome se potevano! Ci sono studi e statistiche da anni su questa questione. E come li conosco io, che di mestiere faccio altro, avrebbero dovuto conoscerli anche loro. Invece... la situazione la conosciamo tutti.

    Francesca, mi dici che da te qualche cassonetto verde c'è ancora. Io sapevo che in alcune strade erano stati tolti del tutto. A te risulta che ci sia anche da voi una zona senza? Stavo pensando di fare una trasferta a Conca d'Oro a vedere com'è la situazione, ovviamente con macchina fotografica...

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  5. A Marconi molti cassonetti pieni e monnezza fuori nel pomeriggio e di solito mattina dopo vuoti. Abbiamo ancora i grigi per il misto, a giorni cominciano a levarli anche da noi. Raccolta dell'umido a gonfie vele, servizio capillare, ottimi orari (5.30 - 10.30 e il weekend fino alle 12.30).
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    L'incognita è la rimozione dei cassonetti del non riciclabile e viste le immagini al Tuscolano sono stupefatto per voi e preoccupato per noi.
    Aspetto e vigilo.

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  6. mi correggo, sabato e domenica fino alle 12.00

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  7. Beh, gli orari sono gli stessi anche da noi, ma sul fatto che siano ottimi dissento. Intanto perché non sono dalle 5,30 alle 10,30, ma divisi in tre turni in quella fascia. Se perdi il tuo orario devi andare a cercarti un altro punto mobile, che a Marconi non sempre è ai cento metri che dicono all'AMA (almeno stando a quello che scrive Marconivideodem)

    Sono migliaia le persone che non possono rispettare quegli orari, anche fra quelli che la differenziata vogliono farla. E infatti, da parte di molti di questi, si è presa l'abitudine di lasciare il sacchetto la sera accanto al punto mobile di raccolta.

    Altra immondizia, però "differenziata", che finisce per terra.

    Prima o poi farò un salto anche da quelle parti. Mi dirai, ma non ti basta l'immondizia tua? Se è per questo mi avanza, ma solo facendo vedere che il problema riguarda tutta Roma e non solo le mie quattro strade potrò sperare che almeno se ne parli...

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  8. Mi stai dicendo che dalle 5.30 alle 10.30 non c'è un componente di una famiglia che scende di casa e porta l'immondizia? Mi sembra uno sforzo minimo e i punti raccolta sono ben distribuiti.

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  9. Beh, le famiglie non sono sempre così numerose, e poi ci sono i single. Qui da noi al Tuscolano sono 53.000 gli abitanti interessati alla raccolta. Tantissimi possono fare come dici, pochi altri (che però sono migliaia) non possono.

    Ne avevo indicati alcuni casi in un post, Ma che incivili...! (e le sue diverse interpretazioni):

    "...Fornai, vigilantes, chi lavora ai mercati generali, chi a quei mercati vi si rifornisce per ristoranti, mense, negozi e mercatini rionali... E ci sono gli h24, quelli che operano su turni sulle 24 ore, infermieri, medici, call center, vigili del fuoco... E poi gli anziani, soprattutto donne sole, che vengono accudite dai figli alla fine del lavoro o da premurose badanti che vanno da loro al pomeriggio e si occupano di tutte le faccende, compreso il gettar l'immondizia a quell'ora, anche se sarebbe vietato. Ma d'altronde quale alternativa avrebbero?..."

    Almeno per alcuni di questi casi sarebbe bastato mettere un turno anche al pomeriggio, ma sia al Tuscolano che a Marconi l'AMA ha rigettato la proposta dei cittadini, con i risultati che conosciamo...

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  10. Faccio una provocazione, molti di quei lavoratori la raccolta dell'umido non l'hanno manco presa in considerazione, visti gli orari, buttano tutto insieme. Non sarà un bene, non sarà equo, è così. Un servizio nuovo, imperfetto, che non c'è mai stato prima. Ma pur sempre un servizio importante e molti meno intoppi che la raccolta "normale", indifferenziata e lo scandalo dei cassonetti al Tuscolano. Quello è il problema, al momento.

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  11. Provocazione per provocazione... Ci sono anche quelli con una coscienza ambientalista che già da tempo differenziavano quello che potevano, limitavano gli imballaggi e i consumi e cercavano di riutilizzare il più possibile i sacchetti di plastica prima di usarli per la spazzatura.

    Gente a cui non sarebbe dispiaciuto un servizio porta a porta o anche un cassonetto per l'umido, come in altre città anche europee.

    Ma quando è arrivata questa differenziata questa gente si è documentata e ha scoperto che: non erano stati creati nuovi impianti di compostaggio (solo progettati) e che Maccarese era già al limite da prima; che buona parte del rifiuto umido che avesse raccolto sarebbe finito o incenerito o mandato da privati nel nord Italia al costo di 130 euro la tonnellata (pagati dal comune con le sue tasse); che se non consegnava il suo sacchetto all'ora prevista sarebbe stata multata.

    E allora, venendo meno la fiducia che riponeva in una municipalizzata che parla di un rispetto dell'ambiente che loro per primi non hanno, sentendosi presa in giro, ha deciso che non avrebbe avallato quella scelta cercando ogni modo per opporvisi.

    Quanti ne conosci di questo tipo di gente? Io uno, e basta e avanza per dimostrare quanto "le modalità" di questa raccolta siano sbagliate.

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  12. Rispondo soprattutto a Les.
    Sono di Marconi e ci vivo dalla nascita.
    Le tue affermazioni non sono completamente rispondenti alle realta'.

    >Mi stai dicendo che dalle 5.30 alle 10.30
    >non c'è un componente di una famiglia che
    >scende di casa e porta l'immondizia? Mi
    >sembra uno sforzo minimo e i punti raccolta
    >sono ben distribuiti.

    NO, non c'e'. E i punti non sono ben distribuiti. Ti racconto un piccolo episodio personale.

    Io la raccolta differenziata l'ho sempre fatta, e anche riguardo a quella attuale ho iniziato a farla da luglio, quando e' partita la fase sperimentale.
    Lavoro fuori Roma e sono di fatto una pendolare che non ha nessuno che durante i giorni feriali - negli orari imposti - possa buttare al mio posto il sacchetto dell'umido. Mi riduco spesso a farlo il sabato, giorno ed orari piu' fattibili. Se ci fosse un turno serale sarebbe per tutti un'altra storia.
    La scorsa settimana ho portato il mio sacchetto al punto mobile della fascia 5.30-7.00, uscendo prima dei miei soliti orari gia' troppo mattutini e allungando il mio tragitto di 300 metri. Non c'era nessun operatore e al bidoncino non era stato messo neanche il sacco interno. Sono stata costretta a lasciarlo li'. Pero' ho perso il mio pullman aziendale di collegamento con il lavoro, e non ne ho altri disponibili. Sono dovuta andare con mezzi pubblici e treno (uso spesso anche questi) arrivando in ritardo al lavoro e dovendolo recuperare. Ma la causa del mio ritardo non e' stata mia...

    Quindi, come vedi, queste situazioni sono piu' che reali. C'e' gente nella mia stessa situazione che si fa meno scrupoli e butta tutto insieme. Ma da qui a poco sara' il disastro, tolti i cassonetti grigi.

    Cerchiamo di non farci la guerra tra noi...

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  13. E aggiungo, ancora per Les.

    Sabato scorso l'ultimo camioncino di Via Macaluso se ne e' andato via 15 min. prima delle 12. Eravamo in tre con il sacchetto in mano a chiederci cosa ci avremmo fatto.

    Nessuno l'ha lasciato li'. Una signora se lo e' riportato a casa, io l'ho buttato nel cassonetto dell'umido del mercato rionale (avendolo gia' differenziato, almeno non ho vanificato il mio lavoro) e l'altra mi ha dato notizia di un "anomalo" bidoncino marrone dell'umido, non presidiato e non riferito a negozi, fermo davanti ad un portone di Via Fermi. La gente di quella via, negli orari fuori da quelli ufficiali, va a buttarla li'. Conosco una persona che ci abita in quel portone e due gg fa mi ha confermato che quel bidoncino e' sempre li'.

    Anche questo e' un altro comportamento AMA che genera figli e figliastri. Che ci fa quel bidoncino?

    Io, per quello che mi riguarda, sto passando le informazioni alla sig.ra Carla Boto del circolo PD Marconi che sta monitorando la situazione e raccogliendo le firme per la petizione popolare gia' in corso da settembre.

    Non accetto di far abbattere il mio senso civico a causa di qualcuno che lavora male. Finche' posso, nel mio piccolo, cerco di essere obiettiva e di battermi per quello che e' un diritto di cittadini.

    Hai realizzato che stiamo pagando una tassa piena all'AMA per un servizio che in pratica non fanno piu' ma che svolgiamo noi per conto loro...?

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  14. Direi che la "provocazione" di Les ha stimolato un'ottima risposta di Laura (e credo di aver dato anch'io il mio contributo).

    Sappiamo che non abbiamo tutti la stessa testa e che ognuno ha le sue legittime opinioni, ma riuscire a mettersi in discussione confrontandosi fra di noi non può che arricchirci tutti.

    L'importante, come ha sottolineato Laura, è non cadere nella trappola dell'AMA di farci mettere l'uno contro l'altro per distogliere l'attenzione dal suo fallimento.

    Quindi, discutiamo, sosteniamo i nostri personali punti di vista, ammettiamo pure che ci possono essere incivili fra i cittadini che se ne infischiano di differenziare a prescindere da quello che diciamo noi, ma ricordiamo sempre che a scombinare le carte e a metterci in questa situazione è stata l'AMA.

    Repubblica sembra cominciare ad accorgersi di qualcosa. Ho messo il link in "dicono in giro" (grazie a Laura per la segnalazione). All'interno dell'articolo c'è un ulteriore link a "La città che non va" dove si può commentare e inviare foto. Chi può e vuole, io ho problemi di registrazione su quel sito, provi a mandargli qualcosa.

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  15. g.drogo hai colto perfettamente il senso del mio intervento, che non era mirato a sterili polemiche tra noi cittadini-utenti.

    Il problema e' soprattutto il malfunzionamento organizzativo di AMA. Ho saputo da farmacisti che ci sono problemi anche sul fronte del ritiro dei medicinali scaduti (e ne ho trovato conferma in rete qui: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/16/ama-bloccata-da-mesi-la-raccolta-dei.html)

    E' piu' di un mese che viene sollecitato il ritiro, i loro bidoni sono ormai pieni e i clienti non sanno dove buttarli. Si riportano in casa i medicinali scaduti, e si puo' anche ipotizzare che purtroppo poi finiscano nel mucchio dell'indifferenziata...

    E se le farmacie provano a mettere i bidoni fuori i loro locali dopo l'orario di chiusura per permettere un eventuale svuotamento, vengono multati...

    Il problema nello specifico secondo AMA sono le ditte appaltatrici (come per la spazzatura a Napoli, la colpa e' sempre di qualcun altro...) con cui hanno problemi.

    Ma al cittadino che paga l'AMA non gliene puo' fregar di meno dei problemi interni... in un rapporto contrattuale e' la controparte che svolge il servizio che ne deve rispondere, a prescindere dalle loro beghe interne...

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  16. Non vorrei uscire troppo fuori tema "differenziata" ma leggere articoli su altre problematiche AMA aiuta a capire dove sono i disagi.

    Raccolta farmaci e pile scaduti:
    http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/PDF/2010/2010-10-14/2010101416888653.pdf

    Laura

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