giovedì 4 novembre 2010

Un mese è passato...


Da quel primo ottobre in cui i cittadini della zona del Tuscolano si risvegliarono senza più i cassonetti verdi è ormai passato più di un mese. Ma come si può vedere dalla foto presa ieri pomeriggio in via Statilio Ottato, a pochi metri dalla Tuscolana, poco è cambiato. I cumuli da allora, invece che diminuire, sono addirittura aumentati.

Segno inequivocabile di come i cittadini non ci stanno a fare da cavie per gli esperimenti del comune e dell'AMA per differenziate dalla dubbia utilità e dalla improvvisata organizzazione e di come non hanno nemmeno più paura dello spauracchio delle multe agitate come una clava dai suoi dirigenti nelle riunioni pubbliche.

L'unico risultato che l'AMA è riuscita ad ottenere (imponendo ai cittadini, al cui servizio dovrebbe essere, la sua logica autoritaria) è stato di cancellare di un colpo solo l'educazione al riciclo per la carta, la plastica e il vetro che faticosamente negli anni si era riusciti a costruire. Oggi i cassonetti bianchi e blu sono usati per ogni tipo di rifiuto (paradossalmente da quelli che per civiltà non vogliono insozzare le strade lasciando i sacchetti per terra). E il suo contenuto, non più differenziato, è da buttare...


Ma poco importa a questi campioni del riciclo dell'AMA, a cui basta infilare un dato in una statistica piuttosto che riciclare veramente. Basta dichiararla la differenziata, e magicamente Roma balza al 40%, quando invece la realtà è che in questo momento al Tuscolano la percentuale reale di differenziata è vicina  allo zero. A noi cittadini intanto rimane la sporcizia per strada, i sacchetti sventrati e la pioggia che trasforma tutto in liquame che cola per le strade.

Un mese non è bastato all'AMA a capire che non si può andare avanti così, che il sistema adottato è semplicemente sbagliato se applicato a una periferia ad alta densità abitativa. Di sicuro però se ne sono accorti i cittadini su cui questa sciagurata scelta ricade. Stanno diminuendo quelli che si recano ai punti mobili all'ora imposta, vuoi perché si sentono presi in giro o perché è venuto meno l'entusiasmo o la paura di multe, vuoi perché piove o anche perché semplicemente la dotazione di sacchetti è finita e non è stata rinnovata. La controprova è nei cumuli di sacchetti sempre più grossi che non si fa a tempo a togliere che si riformano.

Se per caso qualcuno dalle parti dell'AMA si era immaginato che prima o poi gli abitanti del Tuscolano si sarebbero rassegnati al nuovo sistema, ebbene, si è sbagliato di grosso. Un altro calcolo sbagliato di quei geni dell'AMA...

Qui di seguito le foto prese nel pomeriggio di ieri 3 novembre (informazione per i nuovi visitatori: ogni foto ha nel nome del file la strada e la data in cui è stata scattata). La prima ci mostra il solito punto in via Licinio Stolone che abbiamo imparato a conoscere proprio perché lì c'è sempre qualcosa da fotografare (anche se oggi la palma per il cumulo più grosso va a via Statilio Ottato, a cui si riferisce la prima foto del post.


Via Publio Valerio evidentemente cerca di ritagliarsi un suo spazietto in questa classifica della monnezza. Oggi sicuramente merita una posizione fra le prime tre.


In via Romano Santi il bunga bunga del manifesto è casuale, ma l'accostamento con il mucchio di spazzatura lì accanto sembra proprio azzeccato.


Viale Marco Fulvio Nobiliore segna il confine della zona, su un lato ci sono ancora cassonetti verdi (pochi e strapieni) mentre sul lato opposto... sacchetti per terra.


Si chiude da dove si è cominciato, in via Statilio Ottato, all'altro capo della strada rispetto alla foto in cima al post. Se in altre zone i sacchetti sono messi in genere fra cassonetto e marciapiede qui lo spazio non basta più. E allora anche la strada va bene...

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