giovedì 2 dicembre 2010

Che fine fa la differenziata romana? Nel nord Italia...

Questa dei rifiuti differenziati che prendono la strada del nord Italia non è certo una novità per chi segue questo blog. Già nel primissimo post avevamo citato l'articolo di Repubblica in cui si parlava del mezzo milione di euro che l'AMA aveva pagato alla SESA di Padova per sbarazzarsi di una certa quantità di rifiuti. E soprattutto, unici fino ad adesso, solo noi abbiamo parlato della gara d'appalto da quattro milioni e mezzo di euro fatta dall'AMA per liberarsi nei prossimi due anni di sessanta tonnellate al giorno di differenziata. Ma questa volta la conferma viene proprio dal primo cittadino, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che nel corso della sua audizione sulle ecomafie ha dichiarato:

"Nel Lazio i consorzi per il riciclo ci sono ma spesso faticano, soprattutto in un momento di crisi economica, ad assorbire la materia prima differenziata, quindi spesso l'AMA deve rivolgersi a consorzi che si trovano nel resto d'Italia, in particolare al Nord"

Questa faccenda ricorda un po' la storia di quel signore che stufo di spendere soldi in albergo per le sue vacanze estive decise di comprarsi un camper. Ma non avendo provveduto a costruirsi anche un garage fu costretto a metterlo a pagamento in una rimessa invernale, dove i titolari lo affittavano per la notte a extracomunitari e prostitute, guadagnandoci una seconda volta. Roba che quel signore coi soldi spesi fra affitto, manutenzione e costo camper se ne sarebbe potuto andare alle Seychelles in hotel a cinque stelle e avrebbe pure risparmiato.

Ecco, Alemanno a Roma ha fatto proprio come quel signore...


Al di là della sua affermazione in commissione, piuttosto opinabile (cosa c'entra la crisi economica con la capacità dei consorzi di assorbire la differenziata?), Alemanno non dice, o i giornali dimenticano di riportare, che la nuova differenziata è stata fatta partire nonostante si sapesse già che gli impianti di smaltimento erano al limite. Non solo, ma che pur sapendolo si è deciso di estenderla lo stesso ad altri quartieri di Roma andando oltre ai 50.000 abitanti del piano rifiuti originario e allargandosi alla bellezza di 250.000 abitanti coinvolti.

In sostanza, si è creata una costosissima raccolta rifiuti a bella posta pur sapendo in anticipo che si sarebbe dovuto pagare dei privati per sbarazzarsene, i quali li useranno (bruciandoli o facendone fertilizzante) per guadagnarci sopra una seconda volta.

Che dire...? Si vede che Alemanno è un fanatico delle vacanze in camper, a spese nostre si intende...

E continuiamo a monitorare la situazione del quartiere. Queste le foto prese ieri pomeriggio. Qui siamo in via Calpurnio Pisone...


In via Flavio Stilicone nella parte che va verso il Quadraro c'è ancora un cassonetto verde, ma è evidente che non basta...


Infatti, sempre nella stessa via, questa è la situazione nei punti dove sono rimasti solo i cassonetti della carta e della plastica...


In via Lucio Mummio i piccioni banchettano con i resti di un cumulo rimosso ringraziando l'AMA per la sua generosità...


Non rischiano certo di morire di fame, visto che a venti metri, nella stessa strada, c'è di che abbuffarsi...

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