giovedì 24 febbraio 2011

Parentopoli, l'AMA e la sfiducia dei cittadini

Si tratta di pochi casi isolati... Anzi no, qualche decina soltanto... Ma dai! Tutta questa caciara per cinque soli indagati... L'AMA è una spa e può assumere risorse applicando qualsiasi metodo... Che volete che siano in una grande azienda 800 assunzioni per chiamata diretta...? Beh, 800 non sono poi le migliaia denunciate sui manifesti... Almeno fino ad ora...

In questi giorni, da quando è arrivata la notizia dei cinque indagati dell'AMA per le note vicende di Parentopoli, con relative perquisizioni nelle loro abitazioni, è tutto un fiorire di commenti di certi particolari lettori, spesso mai sentiti prima, impegnati sui principali giornali e blog romani a minimizzare quello che è accaduto. Da parte di questi si prova ad accusare chi si indigna di tifoseria politica, ma chi lo fa spesso finisce per tradire la propria.

E nel tentativo di buttare tutto nello stesso calderone c'è chi accusa i sindacati di aver anche loro accettato regolarizzazioni di impiegati che pare lavorassero da anni in AMA, e chi li difende provando a ficcarci anche quei nuovi assunti passati per le selezioni sotto indagine. Insomma, tutto e il contrario di tutto per confondere, sminuire e far passare il concetto che tanto magnano tutti. Il classico tutti ladri nessun ladro, difesa già sentita ai tempi di mani pulite, speriamo con gli stessi risultati di allora...

Fra i tanti commenti pubblicati, molto divertente, per non dire ridicola, è la difesa di "una operatore ecologico laureato", presumibilmente assunto o assunta con le "dubbie" selezioni di cui sopra, che in un suo commento a un articolo sul Messaggero candidamente ammette di aver accettato quel posto soltanto per poi "tramite concorsi interni" passare a lavorare in ufficio. E anzi, arriva a pretendere per se stesso un presunto diritto di precedenza sugli impiegati che lavorano già in quegli uffici, ma con contratti interinali.

In un altro commento sullo stesso articolo si parla dei 544 assunti tramite Centro Elis ammettendo che "forse" non erano a norma per la legge Biagi. Però, ci assicura tal Manuman, erano tutti chiamati tramite collocamento. Come se questo giustificasse il resto...

Nel frattempo veniamo a sapere che il caposcorta di Alemanno, quello che casualmente aveva visto i suoi due figli assunti per chiamata diretta uno all'Atac e una all'AMA, si è dimesso. Peccato che a noi cittadini poco interessi che sia lui o un altro a scortare il sindaco. Avremmo preferito che a dimettersi fossero stati i suoi due figli dai posti pubblici che occupano... indebitamente? Lo possiamo dire?


No, non possiamo. Come ricordano i garantisti dell'ultima ora, toccherà alla magistratura decidere se ci sono stati reati. E solo dopo i tre gradi di giudizio, anni dopo, noi cittadini sapremo se quello di cui leggiamo (selezioni fatte da agenzie non idonee, concorsi farsa, assunzioni per chiamata diretta, differenziate inventate a bella posta per poter fare quelle assunzioni) è frutto di malaffare o di incapacità pura.

Già perché queste sono le uniche ipotesi possibili. Se pure non conosciamo i fatti nel dettaglio e magari non ci raccapezziamo fra leggi, leggine, e regolamenti abbiamo gli occhi per vedere che la nostra città, i nostri quartieri sono più sporchi di prima. Una prova concreta e tangibile che qualcosa, per dolo, interesse o incapacità, all'AMA non funziona. E tanto dovrebbe bastare per pretendere un cambiamento, senza aspettare che la giustizia faccia il suo corso.

Nel frattempo l'amministratore delegato di AMA spa, Franco Panzironi, di fronte alle indagini su Parentopoli che lo riguardano direttamente, ha dichiarato di essere "assolutamente sereno". Ecco, noi cittadini invece non lo siamo affatto.

2 commenti:

  1. ehi! certo è una brutta storia ma...ma c'è un ma.
    Una SPA agisce al'interno delle regole private anche per quanto attiene i rapporti di lavoro. La chiamata diretta quindi è assolutamente legittima in sé. Si ricorre alla chiamata diretta quale meccanismo più snello e rapido per ta,ponare, ad esempio, situazioni di emergenza. Spesso poi le persone che sono state chiamate si dimostrano brave e quindi si stabilizzano. Detto questo quando si procede a chiamata diretta deve intervenire il senso di ciò che - seppur lecito- è opportuno o non opportuno fare. Non è opportuno che fiocchino figli e parenti. Non è opportuno che la chiamata non sia preceduta da una raccolta di curricula. Intendiamoci: grandi colossi internazionali o anche società private al 100% possono fare quello che vogliono. Ma le società che sono "Private" per conveninza e che mantengono uno stretto legame con il pubblico che a suo tempo le aveva create e che dopo la privatizzazione continua a controllarle dovrebbe adottare criteri di trasparenza. A mio avviso la vicenda è stata inopportuna, ma la forma con cui è avvenuta - la chiamata diretta- è lecita e legittima. Rimane la figuraccia e lo screditamento di un'azienda.

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  2. Ammetto di non essere un esperto in questo campo, ma non intendevo contestare la chiamata diretta in sé, quanto che questa è stata utilizzata in spregio alle norme e alle leggi che regolamentano le assunzioni nelle società a capitale a maggioranza pubblico.

    Se ho ben capito, le assunzioni di questo tipo devono necessariamente essere fatte da un ente terzo che valuta i curricula e sceglie autonomamente la persona più adatta per quel lavoro. L'AMA non dice voglio tizio (può farlo solo per le consulenze, altro triste capitolo), ma dice mi serve uno spazzino, un autista, un impiegato, un dirigente, ecc. La scelta del nome spetta all'agenzia qualificata che fa la selezione.

    Il punto è che a quanto pare (vado a memoria, scusate le imprecisioni) hanno retrodatato certe assunzioni al 2008 per non farle rientrare nei nuovi obblighi e hanno affidato al consorzio Elis l'assunzione di 800 persone quando la società in questione non possedeva i requisiti per farlo.

    Il tutto, spa o non spa, con soldi pubblici.

    E questo è solo il capitolo assunzioni, perché quando si arriverà alle forniture e ai noleggi, con gare d'appalto non subappaltabili finite invece ad altri soggetti diversi dai vincitori delle gare, ne vedremo delle belle

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