martedì 8 febbraio 2011

Un vuoto (in)colmabile


Il cassonetto verde di via Lucio Mummio, l'ultimo della zona, quello che aveva impavidamente resistito agli attacchi dell'AMA grazie all'aiuto dei cittadini di quella strada che avevano continuato ad usarlo riempiendolo di sacchetti e impedendone di fatto la rimozione nonostante il divieto imposto dalla municipalizzata con tanto di nastro bianco e rosso, non c'è più.

Con un blitz notturno le forze speciali dell'AMA, appoggiate da un autocompattatore schierato apposta per l'occasione, hanno provveduto a svuotarlo e subito, prima che qualcuno potesse provare una timida reazione tirandoci dentro un nuovo sacchetto, a caricarlo su un camion scoperto partito di gran carriera verso una destinazione sconosciuta.

Chi ci segue sa bene di cosa parliamo. Abbiamo mostrato più volte quel cassonetto sommerso dai rifiuti di chi (lo ripetiamo per l'ennesima volta) non può o non vuole aderire al sistema di differenziata imposto dall'AMA. Ma, a fronte della richiesta da parte dei cittadini di una maggiore pulizia della strada e di un aumento dei passaggi dell'autocompattatore, la soluzione adottata dalla municipalizzata è stata di rimuoverlo del tutto.

E all'AMA pensavano in questo modo di aver risolto il problema. Ma così non è stato...

Queste le foto prese soltanto ieri di altri punti della stessa strada che mostrano come i sacchetti continuano ad accumularsi lo stesso accanto (ma anche dentro...) i cassonetti della carta e della plastica.


Situazione pressocché identica a quelle delle altre strade circostanti, come nella parallela via Calpurnio Pisone...


E sul vicino viale Marco Fulvio Nobiliore. Scene ormai comuni a tutto il quartiere...


Quel cassonetto verde rimosso da via Lucio Mummio lascia per tutti noi un vuoto. Un vuoto che però presto, in sua memoria, i cittadini di quella strada sapranno colmare dei sacchetti che non si sa più dove gettare. E infatti, come si può notare nella foto che apre il post, hanno già cominciato... 

Shhhhh, non lo dite all'AMA, ma pare che quello portato via non fosse l'ultimo cassonetto verde e che nella zona ce n'è ancora uno che resiste...

5 commenti:

  1. Sapete bene che ogni tanto seguo il vostro blog e sono solidale con voi per questo schifo e scempio fatto ad una città come Roma, simbolo d Italia (mi vien ironicamente da dire E CHE SIMBOLO viste queste foto purtroppo...); ma devo dissentire da una piccola parte di questo post. E' stato scritto che i sacchi vengono abbandonati da chi "non può o non vuole aderire a questa raccolta"... ecco per coloro che NON POSSONO ho la più totale comprensione, gli orari sono assurdi e capisco; ma per chi NON VUOLE non ho comprensione: la RD DEVE e sottolineo DEVE esser fatta da tutti, non si può scegliere se farla o meno... sarebbe come se si potesse scegliere di rispettare il senso unico o il semafoto rosso_ è una scelta o un dovere? UN DOVERE! e la stessa cosa vale per la RD. Dico questo perchè, altrimenti, può sembrare che la RD sia un optional.
    La mia non è nè un'accusa nè un attacco, ci tenevo a sottolineare questo, anche se sono certo che tale frase è stata detta dal blogger in senso generico e per sottolineare lo sdegno per tale modello adottato dall Ama.
    Saluti a tutti ;)

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  2. Nel momento in cui ho scritto quel NON VUOLE sapevo che avrebbe potuto essere frainteso. Ma l'ho lasciato perché poteva essere di stimolo per una riflessione fra tutti noi.

    E allora rispondendo al nostro amico toscano (sei tu vero? sai, dovresti sceglierti un nick) potrei obiettargli che secondo il suo principio anche chi NON PUO' deve fare PER FORZA la differenziata. Invece per questi mostra giusta e sacrosanta comprensione.

    Ma con quel NON VUOLE io avrei potuto riferirmi a chi non lo fa per protesta. Magari si tratta di un giovane in attesa da anni di un concorso al comune che si è visto scavalcato dai parenti di Alemanno e che adesso NON VUOLE collaborare proprio con quelli che ritiene lo abbiano derubato di un suo diritto. Avrebbe diritto costui alla nostra solidarietà? Certamente sì...

    Oppure è uno che ha il vizio di chiedersi il senso delle cose e proprio non capisce perché deve fare la fatica di differenziare se poi finisce tutto in discarica lo stesso. Anche per lui, che NON VUOLE, dovrebbe valere il principio di solidarietà.

    E continuando ad usare la metafora del semaforo. Se questo si è incantato sul rosso, sulla strada non passa nessuno ed è una vita che aspettate che scatti, che fate? Rimanete fermi perché NON SI DEVE o usate il vostro cervello e passate lo stesso?
    Qui un fantastico scambio di vedute sull'argomento

    Comunque, con quel NON VUOLE non volevo giustificare nessuno, ma soltanto testimoniare che quale che sia il motivo di quei sacchetti abbandonati (impedimento, protesta o inciviltà) il quartiere è sempre di più un immondezzaio, conseguenza diretta di un sistema di differenziata che semplicemente non funziona.

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  3. Si sono io “il toscano” hai dedotto bene. Hai ragione, mi scuso dell’anonimato vedrò di provvedere per eventuali altricommenti futuri a creare un nick.
    Detto ciò: come hai visto alla fine del commento sono stato il primo a dire che probabilm non volevi dire ciò che poteva trapelare da quella frase. Ad ogni modo il probl, da come ne parli e mi fido, è che:
    - i rifiuti differenziati finiscono in discarica
    - questa raccolta è assurda per orari e metodo
    - può esserci un senso di “ribellione” per le assunzioni fatte dall’azienda
    Tutto comprensibile, ma capisci bene che questa “forma di protesta” è errata e controproducente, soprattutto per la figura che ci fate voi romani che, di certo, sarete “zimbellati” dal nord ed anche dal sud. Questo lo capisci no? Vivendo in tale realtà lo sai meglio di me. Sarebbe come se io non venissi assunto dall’Esselunga e per protesta vado a far la spesa là e avveleno i prodotti a loro marchio per far passare male l azienza: sarebbe giusto? Non credo. Per il semaforo incantato capisci bene che è un esempio un poì forzato quello che mi fai, difficilmente paragonabile ai problemi ambientali del nostro mondo.
    Quello che dovreste pretendere, e a parer mio DOVETE farlo per tutte le ragioni che sapete meglio di me, è pretendere una differenziata seria! Finora coi normali cassonetti mi pare che la RD andasse piuttosto male a roma, i cassonetti non permettono di raggiungere le percentuali imposte dal decreto Ronchi (pena multe ai comuni), solo un sistema porta a porta può farle raggiungere. Quindi era ovvio che anche a Roma le cose cambiassero abbandonando il sistema dei cassonetti stradali (metodo superato e parecchio labile). Ahimè (o meglio AHIVOI che purtroppo vivete la realtà delle foto) l Ama ha scelto un metodo sciagurato; ma quello che dovreste capire è che dovete impegnarvi nel differenziare e far sì che il differenziato sia usato in modo corretto. Il vostro probl adesso è trovare un metodo idoneo a differenziare seriamente che non sia quello dei fallimentari cassonetti stradali che c’è da decenni e che agli atti si dimostra scarsissimamente efficace. Io sono certo che con un buon metodo e con un po’ di impegno da parte di tutti voi le cose possono migliorare, ne sono certo perché non sono uno di uqelli che siccome è del nord dice “da roma in giù son tutti terroni e non rispettan le regole”.. purtroppo spessos ento questa frase e spesso mi incaz** (scusate il termine) per dimostrare il contrario, perché SO che non è così è unos tupido e facile pregiudizio che, a parer mio, DEVE assolutamente essere sradicato in quanto sbagliato.
    Sec me dovreste fare delle proteste (che non siano l’abbandono dei rifiuti in strada per quanto possibile perché poi si crea ciò che testimoniano le foto e allora è inutile reclamare della monnezza in strada se siamo i primi a mettercela, o no?) come ad es delle manifestazioni davanti al Campidoglio, davanti alla sede AMA che-non-so-dove-sia e così via… tutti insieme, tutti i quartieri che come il vostro vivono questo scempio. Fate capire che voi VOLETE fare la differenziaa in modo serio ma che PRETENDETE (gisutamente) un nuovo sistema idoneo per farla senza orari assurdi.
    Io ribadisco che, per quanto possa interessarvi e/o servirvi, vi do tutta la mia solidarietà e aggiungo che resto “schifato” nel non-vedere nei tg (che non siano regionali, lì forse qlcs si dice) traccia di una notizia relativa alla vostra situazione che faccia vergognare chi di dovere di tale situaizione.
    Spero tanto per voi e per il bene di Roma di poter aver notizia, magari tramite questo blog, di novità positive e PULITE (termine appropriato direi vista la situazione).
    Saluti a tutti i “tuscolani” (si chiaman così gli abitanti del vostro quartiere?) ;)
    PS scusatemi tanto per la lunghezza e per l'invadenza sul vostro blog

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  4. La raccolta differenziata è un dovere, ma è anche un diritto essere messi in grado di farla agevolmente. Se una domenica pomeriggio decido di fare le pulizie delle cose che non uso, di svuotare gli armadi e i cassetti di quelle piccole cose che si possono buttare e ne riempio una busta, vorrei essere messo in grado di scendere sotto casa con la busta e gettarla(parlo di materiali non riciclabili)
    E poi, se ho documenti personali, lettere, estratti conto bancari, certificati ed altre cose, perchè mai dovrei gettarli nel cassonetto della carta? Chi garantisce la mia privacy? Cosa dovrei fare? Dargli fuoco nel water di casa? O magari comprarmi un distruggi documenti spendendo altri soldi ed occupando altro spazio in casa? Ecco, il cassonetto verde serviva anche per questo motivo.

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  5. Magari quei sacchetti abbandonati fossero frutto di una protesta! Vorrebbe dire che finalmente c'è abbastanza gente disposta ad agire per cambiare questo stato di cose e si potrebbe anche provare ad organizzare un qualche cosa.

    Il paradosso è che semplicemente la gente del Tuscolano (a Roma, a parte i trasteverini, si usa "quelli del...") ha scelto una linea di minima resistenza. Una volta appurato che le minacce di multe erano equivalenti a quelle a chi parla al cellulare in auto, cioè una probabilità remota, hanno cominciato ad abbandonare i sacchetti nel primo posto disponibile. L'AMA ha voluto "imporre" un sistema invece di "educare" la popolazione a farlo. La differenza è fondamentale e il risultato è ovvio.

    Le persone che sono in questo blog sono quelle più sensibili ai temi ambientali, quelle che differenziavano molto prima dell'arrivo di questo sistema e limitavano i propri sprechi al minimo, non prendendo buste al supermercato se non erano necessarie o scegliendo di acquistare prodotti a chilometri zero o evitando prodotti con imballaggi spoporzionati o tante altre piccole cose di cui si andava orgogliosi e si provava a convincere gli amici a fare.

    Ma proprio per questa loro attenzione a quei temi sono anche le prime ad essersi sentite prese in giro da questa differenziata. Purtroppo si fa fatica a riuscire a farsi sentire in una realtà in cui destra e sinistra pare si siano messi d'accordo per ignorare il problema. Organizzare una protesta che possa incidere per davvero è per ora altamente improbabile, ma non disperiamo e continuiamo a lavorare per riuscirci.

    Speriamo prima o poi che la nostra testardaggine abbia la meglio.

    Ah, ti correggo sulla sintesi di una mia affermazione
    "i rifiuti differenziati finiscono in discarica"

    Qualcuno che capita solo ora sul blog potrebbe contestarla. Quindi meglio precisare che a Maccarese, l'impianto dove la parte umida del rifiuto diventa compost, non riescono a trattare più di 55 tonnellate al giorno. Ed essendo già oltre il limite nel 2009, prima ancora della partenza di questa differenziata, tutto quello che arriva in più (ormai tante tonnellate) viene spedito a pagamento in nord Italia o finisce in discarica.

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