giovedì 17 marzo 2011

Una mano di vernice...


Gli omini che spuntavano dalle colonne di piazza San Giovanni Bosco non ci sono più, coperti da una mano di vernice che ha cancellato quei pochi elementi di allegria nel grigiore/biancore di quella piazza foderata di travertino.

E con gli omini sono state coperte anche le grandi lettere sulle colonne che ricordavano il nome di Roberto Scialabba, un ragazzo del quartiere morto nel 1978 per mano dei fascisti proprio in quella piazza e che solo pochi giorni fa era stato lì ricordato nell'anniversario della sua scomparsa.

Ma tornando agli omini, erano lì da qualche anno. Da quando per una specie di contest, gara, concorso (una di quelle cose che organizzano comuni e municipi "progressisti") erano arrivati writer da tutta Italia e uno di questi, una notte, si era allontanato dallo spazio rigorosamente assegnato all'Anagnina per fare una capatina dalle nostre parti.

Sì, lo so, vandalismo, inciviltà, violazione della proprietà privata... E poi il decoro, l'arte nei musei, la pubblicità per strada... Ma a me quegli omini piacevano, mi strappavano un sorriso quando mi capitava sovrappensiero di passare da quelle parti e di trovarli a guardarmi da quelle colonne. E non ero il solo...


Sono quelle cose che danno il senso del vissuto di una strada, di un quartiere, che vanno oltre lo sfregio, il segno incomprensibile, che al pari della scritta del pischello per la sua cucciola ci dicono chi vive in quella strada, in quel quartiere e ci restituiscono un'emozione.

Come succedeva a me passando per piazza Quinto Curzio nel vedere la silhouette di un lupo ululante rosa. Sì, proprio rosa. Anche quello, purtroppo, scomparso sotto una pesante mano di vernice.

Vabbè, inutile pensarci. Per una che cancellano ne rispuntano altre dieci. Basta dare tempo al tempo e altre immagini ci sorrideranno da quei muri. Però quegli omini erano davvero speciali, mi mancheranno...

15 commenti:

  1. Ma ti lamenti dell'immondizia e non delle scritte sui muri?

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  2. Faccio dei distinguo. Infatti ho scritto "che vanno oltre lo sfregio, il segno incomprensibile".

    Non penso a una città come a un letamaio, ma nemmeno come al salotto buono della signora, con la cera appena passata, in cui non si può entrare se non con le pattine e nulla va messo fuori posto.

    Se vivi le tue cose le segni, le consumi, le usi (ovviamente gli eccessi sono sempre deprecabili). Vale per casa tua, per l'auto, ma anche per i posti in cui stai, lavoro o l'angolo di strada in cui cazzeggi (o hai cazzeggiato).

    Ma senza voler entrare in discorsi troppo complessi, mi sono limitato a parlare di quegli omini e solo a quelli è riferito questo post. Non erano semplici graffi sul muro, avevano un qualcosa di più ed erano giusti per il nostro quartiere, IMHO...

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  3. Bellissima la foto di Arg-e Bam! Per il resto,, tristezza totale..

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  4. parlano male di te su riprendiamoci roma

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  5. Parlano male... è Les da solo, in un unico commento, che cita una frase del post ironizzando sul fatto che siamo considerati un blog anti-degrado. E però mette "correttamente" il link in modo che chiunque possa venire qui a leggerlo.

    Lui è contro i graffiti a prescindere (cancellerebbe pure quelli sui muri di Pompei antica), io sono più tollerante (che non significa consenziente), per cui posso capire perché questo post non gli è piaciuto.

    Ho scelto di scriverlo in prima persona proprio per ridare un mio esclusivo pensiero, senza chiedere a nessuno di condividerlo. Se poi a qualcuno non piace, pazienza. Non bisogna essere per forza d'accordo su tutto...

    Mettiamola così, linkando il post Les ha fatto conoscere questo post e questo blog ad altre persone. Sarebbe da ringraziare... ;)

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  6. prego..

    e comunque ci mancherebbe che non fossi contro le scritte sui muri che hanno sfigurato Roma per anni e anni, tutti a pensare che sia come dici te: la storia del quartiere, i libri del popolo, una firma per sempre, il "disaggio dei ggiovani", un grido di ribellione, arte contro i muri grigi, la nuova pop art.

    E ognuno con i suoi motivi ha scritto sui muri e le scritte sono rimasti lì.

    Risultato: niente muri puliti, solo graffiti e tags e frasi e simboli politici e dediche alla fidanzata e capannelli goliardici..

    l'aspetto della città?

    Rovinato, distrutto, polverizzato, una massa informe di scritte sui palazzi di ogni era, qualli vecchi e quelli nuovi, quelli belli e quelli meno belli.

    Le scritte ovunque, sui monumenti, sulle metropolitane, sulle panchine, sui palazzi appena imbiancati o verniciati con l'arancione romano, le palazzine del 600 e quelle degli anni 70. Tutto scritto perché la città s'ha da vive.

    Chissà perché ai francesi sta cosa non gli viene in mente, quella dei libri del popolo, i muri che parlano. E gli spagnoli nemmeno pensano che ogni muro vada bene per lasciarci la firma. Gli inglesi menchemmeno e i tedeschi, che te lo dico a fa?

    A proposito, gli americani che amano la street art e in fondo l'hanno pure inventata, o reinventata, la fanno solo negli spazi adibiti alla street art, appunto.

    A Berlino, il museo all'aperto sul vecchio muro della DDR.

    Ma nel resto dei quartieri, no, non ci sta Hans + Katerina per sempre o la tag sul palazzo del Comune oppure forza Bayern firmato i gladiatori del Fuhrer o amenità varie.

    Insomma, negli altri paesi la differenza tra murales e vandalismo l'hanno capita da un pezzo e quando vengono a Roma rimangono di sasso.

    Qualche esempio?

    Ecco quello che dicono.

    http://riprendiamociroma.blogspot.com/2010/07/come-i-romani-vedono-roma.html

    Soddisfatti?

    Eh ma noi semo mejo.

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  7. Stai estremizzando il mio pensiero per rendere più forte il tuo. A me quelle immagini degli omini piacciono, e a quelle mi riferisco, non a tutto ciò di cui parli nel tuo commento.

    Visioni diverse? Sicuramente. Ma c'è anche da dire che qui al Tuscolano abbiamo un grande vantaggio, quello di vivere in un quartiere che già non era bello quando è stato costruito e col tempo è anche peggiorato. Casermoni di sette otto dieci piani attaccati gli uni agli altri, edilizia popolare fatta a risparmio, case in genere piccole e molte senza neanche un balcone. Il risultato di un'architettura alienante e alienata.

    Noi, ringraziando il cielo per avere almeno un tetto sulla testa, viviamo qui perché non possiamo permetterci di andare altrove. I segni, i graffiti, le tag sono in maggior parte degrado che si aggiunge a degrado. Ma qualche volta capita che qualcuno, qualcuno, qualcuno (lo ripeto tre volte perché sia chiaro) di questi segni colpisca la fantasia.

    E quell'angolo di quartiere, da grigio e anonimo che era, diventa improvvisamente bello.

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  8. A Via Prenestina i graffiti sono arrivati ai secondi piani dei palazzi, non c'è più nessuno spazio libero.
    Certo, qualcuno è più artistico di altri, ma l'effetto totale è quello di un letamaio. Fortunato te a vivere dove le scritte sui muri sono poche e riesci a trovarci qualcosa di apprezzabile.

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  9. Capisco il taglio "romantico" ma non sono d'accordo.
    L'errore è proprio il fatto che le istituzioni ti ci hanno fatto fare l'abitudine. Se le cose funzionassero, il giorno dopo dovevano sparire.
    Sono un fotografo per passione(quindi sono abituato ad osservare) e fare una foto a Roma senza cornice di macchine e graffiti ovunque è diventato impossibile, e riflettendoci sopra non è proprio una bella cosa...

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  10. Fermo restando quello che dici e che non è detto che io non condivida diciamo che nel post mi sono limitato al lato romantico (tanto mi sa che il lupo di piazza Quinto Curzio piaceva anche a te). E su quello, sul lato dei gusti personali, c'è poco da discutere.

    Ma tornando all'argomento principe di questo blog, giovedì in municipio si parlerà finalmente di differenziata. E preannuncio a te e a tutti che sto scrivendo un post proprio per quell'occasione che spero di finire e pubblicare per domani. Stay tuned...

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  11. anche a me piacciono molto i graffiti e i murales, tanto è vero che ho addirittura un libro sui murales.
    Però , ad essere sincero, questi non mi piacciono per due motivi:
    1. Perchè mi sembrano quasi degli scarabocchi.
    2. Perchè il murales o graffito mi piace vederlo sui muri di cementi grigio, per ravvivare gli spazi brutti e grigi della città, secondo me quei muri di travertino sono molto più belli ( o meno brutti, questione di ounti divista) rispetto a dei brutti muri di cemento.

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  12. @g.drogo
    Il lupo di piazza Quinto Curzio non ce l'ho presente, ma se era un murales stai certo che non mi piaceva, anche perchè preferisco l'aquila al lupo :-)
    Scherzi a parte, sono contrario i graffiti illegali, anche se fossero firmati Raffaello Sanzio.

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  13. Gli "omini", opera di un illustre (si fa per dire) catanese (si era anche firmato) sono comparsi in concomitanza del contest ma anche, fatalità della sorte, a pochi giorni dalla pulizia del porticato. Nel vedere questi orribili ominidi pensavo al sudore dell'operaio che per giorni stava rinchiuso in teli di plastica sparando sabbia e acido a pressione, per riportare un po' di splendore al travertino. Discutibile certo lo stile "littorio" proposto da Rapisardi e tanto apprezzato da Piacentini e dai Salesiani, ma sporcare le colonne a pochi giorni dalla fine dei lavori mi è sembrato un affronto. Io, caro Drogo, come abitante del luogo la piazza la preferisco linda e pinta... Gli ominidi sono stati "la prima pipì", quel comportamento animale che... porta a sporcare ciò che è già stato imbrattato. Qui ci sono gli omini, perchè non il nostro tag? E così via, altra vernice, altri scarabocchi. I palazzi sono brutti, troppi piani, senza balconi? D'accordo!!! Ma perchè aggiungere altre brutture?
    Ciao da Alex

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  14. Niente sabbia e tantomeno acido, ma semplice bicarbonato di sodio sparato a pressione, questo è stato usato sul porticato di piazza San Giovanni Bosco.

    Ed è un lavoro che ora andrebbe rifatto. E non per tag o graffiti, ma perché il travertino da bianco che era è diventato giallo dallo smog.

    Una manutenzione costante farebbe bene alla piazza, e anche a tutto il quartiere. Ma si preferisce lasciar andare tutto in malora per poi intervenire quando la situazione diventa di emergenza finendo per spendere di più e dando la colpa a chi forse qualche colpa ce l'ha pure, ma non tale da doverne portare la croce per intero.

    Il discorso manutenzione vale per le scritte, ma anche per gli intonaci che si sbriciolano (vedi muri di tutte le scuole del quartiere) per le buche nell'asfalto, per le cavitoie mai svuotate, per i tombini non a livello, ecc. ecc.

    Ma per rimanere sul tema, dici che non vedi perché aggiungere brutture a brutture. Forse hai ragione, ma brutto e bello sono concetti soggettivi e a me (senza pretendere di fare battaglie né pro né contro i writer) quegli omini piacevano, tutto qui...

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  15. Bicarbonato quindi, non sabbia e acido. Meglio sicuramente (grazie per la precisazione), ma sempre un affronto. Visto l'impegno dimostrato nel portare avanti questo blog e informarci su quanto di rilevante avviene nel quartiere, credo ti si possa perdonare questa singolare affezione per gli omini. Sei comunque fortunato ad aver immortalato l'omino prima del lavaggio. Io invece mi rammarico, per rimanere in tema, di non aver fotografato scritta e disegno posti sulla saracinesca di un negozio, sempre a Piazza Don Bosco. Irripetibile qui la frase, ma era simpatica dopotutto da vedere. Ciò che colpiva era il riferimento all'insegna dell'attività commerciale... se sei un attento osservatore ricorderai!

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