domenica 24 aprile 2011

Dedicato a li scopini...


Quando per fare il vostro mestiere non occorrevano raccomandazioni, quando non vi chiamavate ancora operatori ecologici e il vostro lavoro non era starvene con l'ipod nelle orecchie mentre i cittadini vi portano la monnezza o sfrecciare sui camioncini in cerca del bar migliore dove prendervi un caffè, ma era invece portarsi appresso una pala d'acciaio da dodici chili sulle spalle e dopo quindici anni di duro lavoro trovarsi con un'invalidità al 75% per deformazioni alla schiena o malattie cardiocircolatorie, un poeta guardava a voi con simpatia. E ricordando il primo sciopero della vostra categoria, quel 24 aprile del 1970, vi dedicava un'ode. 

Appunti per un romanzo sulla monnezza

Vorrei dirvi di una giornata di sole
che splendette nell’Aprile del 1970 su Roma:
gli scopini stavano a casa loro.
Stiamo qui, a casa nostra, in borgata:
il nostro interprete sa tutto di noi, l’unica
differenza sta nel fatto che lui -
chi parla per noi - si trova davanti al fatto inesprimibile,
ch’esser scopino è un gran mistero.
Nessuno sa né dove né quando
viene ‘sta vocazione.
Tocca cercà, tocca cercà: e dove ti ritrovi?
In fonno ar mondo: laggiù
bruciava un foco, magari sur mare;
o sotto ‘na montagna ci stava la carogna
d’una pora gatta, che gli aveva detto male:
chi l’avrebbe immaginato che sarebbe toccato a noi?
Eppure è venuta la vocazione
Noi apparteniamo all’Ordine degli Scopini
Ci rassomigliamo tutti come i frati:
il primo voto sarebbe quello del silenzio.
Lo scopino se ne va tutto solo col suo bidone
sul carrettino, e lo spigne, cercando -
Al sole o al brutto tempo lo scopino
spigne il carrettino con sopra il bidone,
e lo scopone in mano, cercando.
Non si lascia distrarre da niente, come uno che prega -
A lui gli basta andare, in riva al mare
o tra li palazzi della città -
Lo scopino se ne va tutto solo e zitto, cercando -
Si raduna coll’altri scopini dove nessuno li vede,
come li frati.
Puerum Deum me appellavit, mater mea
serva erat, pater servus;
sicut Sanctus Agostinus
pomos in hortis involavi;
saxa eicci contra pueros aliorum subiurbiorum;
in prati set in cavernis cum amicis meis
actos impuros feci;
postea homo cactus sum: et viam incepi
quam nullus amicus, nullus homo cognoscit;
Deus mihi eam instruxit;
per illam viam hic perveni.
E oggi 24 Aprile 1970
è giorno di sciopero: l’Ordine degli Scopini
è entrato nella storia;
bisogna essere contenti, come se gli angeli
fossero scesi sulla terra, a sedersi sulle panchine dei viali
e sui muretti della borgata;
è giorno di Rivelazione;
è caduta ogni separazione tra il Regno d’Ognigiorno
e il Regno della Coscienza;
ciò che resta intatta è l’umiltà;
perché chi ebbe una vocazione vera
non conosce la violenza; e parla con grazia
anche dei propri diritti.

Pier Paolo Pasolini


Oltre a quei versi, sulla stessa tematica, Pasolini girò all'epoca anche del materiale filmato tornato alla luce solo da pochi anni grazie al lavoro del regista Calopresti che l'ha utilizzato per un documentario dal titolo: "Come non si fa ad amare Pasolini - Appunti per un romanzo sull'immondezza". Il video ne mostra un brevissimo spezzone.

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