lunedì 11 aprile 2011

L'albero masochista


Ma dai, un albero che parla...*

Anzi, no, fa di meglio. Sa scrivere e sa usare un computer per cercare su internet immaginette di alberi da inserire in un file word per poi stamparlo a colori e appiccicarselo addosso.

SONO UN ALBERO NON UNA DISCARICA

Notevole... Siamo proprio sicuri che le radiazioni di Fukushima non siano già arrivate in via Flavio Stilicone all'angolo con via Calpurnio Fiamma dov'è questo campione di intelligenza botanica?

D'altronde, come non essere d'accordo con lui. A nessuno piacerebbe essere presi per una discarica ai cui piedi accumulare sacchetti su sacchetti, perché bisognerebbe essere ben perversi per prediligere una simile pratica. Ed evidentemente il nostro amico albero ha ben altre preferenze in fatto di perversioni...

Perché non gli piacerà essere una discarica, ma un puntaspilli sì. Con quelle puntine che bastano un paio di giorni di pioggia perché tirino fuori quel rivolino marrone rugginoso lungo il tronco (meglio del fard) e quella foderina in plastica appiccicata, perfetto terreno di coltura per muffe di ogni genere.

Vabbè, de gustibus, come si dice in questi casi. Volendo lo si potrebbe anche agevolare in questa sua ricerca del piacere: chiodi (quelli da 12) e martello per un rapporto davvero intenso, oppure una sparachiodi a ripetizione per raggiungere l'apice del piacere. Ma se questo non bastasse, c'è sempre il buon vecchio Black and Decker e la sua collezione di punte da legno che possono regalargli vibrazioni indimenticabili, ma anche tanti bei buchi permanenti.


Proprio sicuro di non voler continuare ad essere una discarica?

(* post dal contenuto altamente ironico, usare con cautela)

4 commenti:

  1. C'è molta "gnuranza", probabilmente al tipo non gli frega granchè dell'albero e della monnezza, forse si accontenta di gioire quando qualcuno si ferma ad ammirare la sua impresa. All'alberoa monnezza fa sicuramente meno male delle puntine, assai dannone come giustamente affermi!

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  2. ops, era "dannose" e non dannone :-)

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  3. Ieri attraversavo piazza quinto curzio, era pomeriggio. C'era una mamma con la figlioletta, erano sedute su una panchina dell'area giochi, e la mamma, indicando il mucchio di sacchetti abbandonati sotto i mega cartelloni pubblicitari dice alla bambina " tiè questa valla a buttà là ndo' stanno quee' buste n' fila" Mi risulta che li a due passi ci sono i cestini, ma la gente è cafona, non c'è nulla da fare, a volte mi vergogno di essere romano, quando sento certe persone coatte e cafone di tutte le età, con la parlata sguaiata e trucida così come la loro educazione.

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  4. Invece io mi sento orgoglioso di essere romano ;-)
    a prescindere se una Sig.ra o Sig. non educa bene la sua prole.
    Certo che un pezzettino di carta o qualsivolgia scarto, di una bambina circondata dalla monnezza, hai ragione tu, non doveva buttarla nella discarica a cielo aperto (si potrebbe anche ammalare), ma bensì in un cestino !

    Ciao Gothic666

    VP

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