martedì 10 maggio 2011

Cassonetti per l'umido, perché no...?


La differenziata si deve fare..., dicono a volte con rassegnazione altre con entusiasmo amministratori, politici, ecologisti e fiancheggiatori vari.

E più gli rispondi che nessuno la sta negando e più loro ti ribadiscono il concetto. Come se tu non avessi appena finito di spiegargli che non sei affatto contro la differenziata, ma solo contro il sistema scelto per attuarla, coi camioncini mobili. E per un quartiere così popoloso come il Tuscolano vedresti meglio l'aggiunta dei cassonetti per l'umido che imporre la consegna a orario.

Eh, ma la differenziata si deve fare...

Ma porca di una...! E' proprio un disco rotto, oltre non vanno. Al massimo si dividono fra quelli che vogliono qualche camioncino in più e gli integralisti che vogliono il porta a porta classico, coi secchioni nascosti nei portoni. 

Ma tu che sei più testardo di loro continui a insistere, perché una risposta, da cittadino, la vuoi. Anzi, la pretendi! Cosa c'è che non va nei cassonetti per l'umido al Tuscolano?

E allora piano piano qualcosa esce, con difficoltà e imbarazzo, perché lo sanno anche loro che il terreno è minato e che se dai dello zozzone a chi ti vota o hai l'abilità di un Nerone Petrolini oppure rischi di brutto alle prime elezioni...


Perché è questo quello che non vogliono dire esplicitamente, che loro considerano i cittadini incivili e zozzoni (parola scappata al nostro civilissimo minisindaco Sandro Medici in consiglio municipale), e quindi la differenziata non la si può semplicemente far fare per libera scelta, ma bisogna imporla con un fucile puntato.

Tutti i bei discorsi che hai sentito sul bisogno di educare il cittadino a un consumo consapevole, alla riduzione e al recupero dei propri rifiuti, a partire dalle scuole, dalle generazioni più giovani, con iniziative concrete come il recupero dell'olio di frittura perché non finisca nel lavandino... Tutte cazzate!

Tu, cittadino, la differenziata la devi fare non perché ne comprendi l'importanza, ma perché lo dicono loro, che sanno quello che è giusto per te, e per i loro interessi...

E allora diventa inutile per te documentarti e parlare di raccolta a valle, ma anche di differenziata a monte spiegando come da tante altre parti la raccolta la si fa anche con i cassonetti per l'umido, che guarda caso sono la soluzione adottata proprio per i quartieri più popolosi, come è il tuo.

Ma tu ci provi comunque, gli fai vedere le foto dei cassonetti per l'umido nella pulitissima Barcellona, o il sistema di raccolta pneumatico di Stoccolma e Copenhagen, per non parlare dei cassonetti a scomparsa di Amsterdam e di tante altre parti. Come pure gli ricordi che in Italia quei cassonetti li usano a Cagliari e in un sacco di altre città, ma anche a pochi chilometri da casa tua, in quella Ciampino che confina con la tua circoscrizione e dove in tutto il centro la raccolta la si fa proprio con i cassonetti dell'umido e i dati parlano lì di uno strabiliante 64,1% di differenziata.

E poi chiedi ai tuoi interlocutori se finalmente hanno capito che tu non sei affatto contro la differenziata, ma ne vuoi un modello sostenibile in un quartiere di più di 50.000 abitanti densamente popolato, e quella dei cassonetti per l'umido non ti sembra poi un'idea così malvagia.

Ci pensano, ti guardano, tu ti illudi che forse hanno capito e che finalmente potrete cominciare a discutere seriamente, e poi ti rispondono: Sì, ma la differenziata si deve fare...

Ma annatevene a...!

9 commenti:

  1. Una corretta separazione secco umido è precodizione per poter avviare a recupero gli scarti prodotti da persone fisiche e persone giuridiche.
    SE il cassonetto dell'organico è lasciato sulle strade e non su pertinenze personali (vedi quartiere Colli aniene a Roma!), il contenuto non può essere avviato a farne concime (un prodotto utile), ma solo a ricoprire le discariche.
    A Perugia il gestore ha piazzato inutili cassonetti dell'umido per le strade, e lo si sa da tutte (tutte) le esperienze italiane che non serve a niente. Così le matrici sono contaminate per produrre compost.
    Il gestore dei rifiuti a Perugia è anche il proprietario di Malagrotta...
    Per verifiche puntuali sui dati, cercare in rete "consorzio italiano compostatori" su questo argomento.

    O si cambia l'AMA con la necessaria volontà politica, o le cose possono solo peggiorare.
    Buona giornata a tutti

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  2. Eccone un altro...

    SE il cassonetto dell'organico è lasciato sulle strade e non su pertinenze personali (vedi quartiere Colli aniene a Roma!), il contenuto non può essere avviato a farne concime

    La domanda è sempre la stessa: perché...?

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  3. E per informazione di tutti, compreso l'aninimo amico, a Perugia i cassonetti dell'umido sono stati tolti e da allora è il disastro (leggere questo post), con la gente costretta a lasciare i sacchetti per strada.

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  4. Lo sapete che a Bologna, citta' che conosco molto bene, la raccolta dei rifiuti umidi da diversi anni avviene mediante cassonetti posti in strada ma che vengono aperti solo con apposita chiave?

    Questo e' uno dei metodi per assicurare che il contenuto organico non venga inquinato.

    http://www.comune.bologna.it/ambiente/servizi/6:3242/3460/

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  5. Scusate i commenti multipli, ma cercando in rete ne è uscita un'altra.

    L'admin del sito del consorzio italiano compostatori, portato ad esempio dall'anonimo, è Carlo Noto La Diega, cioè l'amministratore delegato della GESENU che è l'azienda rifiuti di Perugia con socio privato Manlio Cerroni.

    Direi che c'è un piccolo piccolissimo conflitto di interessi...

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  6. Cassonetti con chiave sperimentati anche in altre zone d'Italia:

    Provincia di Venezia:
    http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2011/04/05/news/arrivano-i-cassonetti-con-la-chiave-3870566

    Firenze:
    http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2011/01/26/448946-cassonetti_intelligenti.shtml

    Provincia di Biella:
    http://www.ilbiellese.it/article.php?id=6914

    Vicenza:
    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/244493_rifiuti__arrivato_il_cassonetto_intelligente/

    Provincia di Bologna:
    http://www.comune.san-giorgio-di-piano.bo.it/main/print.asp?Doc=15132

    E di idee diverse ce ne sarebbero a iosa, il problema e' solo prenderne atto e migliorare, non rimanere arroccati ad un sistema che e' evidente non puo' funzionare nella nostra realta' cittadina.

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  7. Ciao Laura, il sistema dei cassonetti con la chiave è quello che hanno adottato (in maniera artigianale perché l'AMA non l'aveva previsto) anche i commercianti del nostro quartiere.

    Credo però che un sistema del genere si basi sul concetto di cassonetto individuale. Utile sicuramente in quartieri con palazzine basse e per i negozi. Ma prova a pensare da noi a sessanta, settanta, anche cento cassonetti (uno per ogni appartamento) messi davanti al portone.

    Assolutamente improponibile. Forse meglio andrebbe con i cassonetti condominiali. Ma allora quale sarebbe la differenza coi casssonetti tradizionali messi sempre in strada davanti ai portoni? La chiave uguale per tutti?

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  8. drogo buongiorno,

    praticamente quello che hai scritto sarà stradetto alla riunione di domani.

    Eh, ma la differenziata si deve fare...

    Mi auguro che andranno più in là del disco rotto che suona sempre la stessa nota ;-)

    Questa nota : Al massimo si dividono fra quelli che vogliono qualche camioncino in più e gli integralisti che vogliono il porta a porta classico, coi secchioni nascosti nei portoni.

    Cascheranno le palle a tutti :-(

    Pensi che il politichese aggirerà le menti dei cittadini facendogli assorbire questa super mega stronzata ?

    Viaflavio Stilicone

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  9. Bello, si cominciano a vedere proposte interessanti su questo blog.
    L’altro giorno o rivisto quella bellissima puntata di report “L’oro di Roma” che immagino tutti voi avete visto. Si parla anche della città di Berlino: raccolta differenziata 45 –50% (credo “vera” non come quella dichiarata da Ama!). Come la fanno? Cassonetti condominiali per vetro, plastica, carta e umido e indifferenziato. La tariffa rifiuti si paga a livello condominiale. E ora che ci penso quando nel 2008 per lavoro ho passato 6 mesi a Aachen, nel parcheggio del palazzo dove abitavo (grande, con molti appartamenti) c’era un piccolo box in legno (4-5 mq) con dentro i diversi tipi di cassonetti per la raccolta differenziata. Il box era chiuso a chiave. Avevamo le chiavi noi condomini e il netturbino che veniva con il camioncino a svuotare i cassonetti. Il sistema, come a Berlino, era molto comodo. A Roma, si è scelto un sistema che è forse buono ma che sicuramente non è comodo per i cittadini. Per mia personale esperienza, ho visto che in alcune zone bene o male funziona (quartieri conca d’oro e sacco pastore al IV municipio) e in altre, come il nostro quartiere si è rivelato un disastro. Potrebbe funzionare un sistema alla tedesca? Forse si. Immaginiamo dei box chiusi in rete metallica che occupano un posto auto davanti ai portoni, e ancor meglio per i condomini come quelli di Via Stilicone, nei cortili interni. Ogn’uno potrà buttare l’immondizia nel suo box e pagare la Tari con il condominio (a quel punto si possono forse anche avviare percorsi virtuosi con pagamento legato al quantitativo conferito, sgravi se si riduce l’indifferenziata e si aumenta la differenziata ecc.). Un sistema così piacerebbe credo anche a chi ora diligentemente conferisce i rifiuti nei punti di raccolta mobile. Che ne pensate lettori del Blog?
    Per finire vorrei condividere con voi tutti una storiella che gira in Giappone in questi giorni e che si lega al discorso del semaforo rosso del mio commento al post del 5 maggio. Una coppia di anziani giapponesi stava fuggendo in auto dalle onde dello tsunami dell’undici marzo. Arrivata a un incrocio l’auto si è fermata perché il semaforo era rosso. L’onda è arrivata, e ha travolto i due anziani a bordo dell’auto. La storia e sicuramente una leggenda metropolitana, ma il fatto stesso che giri in Giappone deve far riflettere. I giapponesi in primo luogo, ma anche noi su come le regole vadano applicate “cum grano salis”.
    Saluti

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