giovedì 5 maggio 2011

I sacchetti trasparenti dell'AMA e la privacy violata

L'indicazione del garante per la protezione dei dati personali sulla questione è chiarissima:

"Viola la privacy l'obbligo previsto da alcuni comuni di far utilizzare ai cittadini sacchetti dei rifiuti trasparenti o con etichette adesive nominative per la raccolta "porta a porta"..."

Non c'è equivoco possibile in questa frase. Semplicemente i sacchetti per la raccolta dell'umido distribuiti dall'AMA ai cittadini sono "fuori norma" e violano la privacy proprio perché, nonostante una blanda opacità, lasciano vedere quello che c'è dentro.

Ci avevamo scherzato su in un post dei giorni scorsi pensando alle imbarazzanti situazioni che potevano verificarsi dovendo mostrare a tutti il contenuto della propria immondizia. Ma una nostra lettrice, Laura di Marconi, che già in passato ci ha dato un sacco di dritte, ha voluto vederci chiaro e con una rapida ricerca in rete ha trovato un bel po' di materiale, compreso il pronunciamento integrale del garante. Il quale non si è limitato a un semplice ammonimento, ma ha approfondito con coscienza tutte le implicazioni della faccenda.

"Il Garante ha rilevato che la raccolta differenziata, prevista da specifiche norme, risponde ad un importante interesse pubblico. Ma non ha ritenuto proporzionato l'obbligo imposto da alcuni enti locali ad utilizzare sacchetti trasparenti per la raccolta "porta a porta", perché chiunque si trovi a transitare sul pianerottolo o nell'area antistante l'abitazione può visionare agevolmente il contenuto..."

E ancora...

"Invasiva è stata ritenuta anche la pratica di ispezioni generalizzate dei sacchetti. Gli organi addetti ai controlli possono procedere ad ispezioni selettive solo nei casi in cui abbiamo ragione di ritenere che i rifiuti siano stati lasciati senza osservare le norme in materia di raccolta differenziata e il cittadino non sia identificabile in altro modo..."

Chiaro il discorso? Gli addetti ai punti mobili, secondo il garante, non hanno diritto alcuno a "ispezionare" i sacchetti che gli portiamo, né possono sindacare sul loro contenuto. E anche i controlli non possono essere "generalizzati", ma solo "selettivi"...

Esattamente tutto il contrario di quello che sta facendo l'AMA, che invece spaccia per funzione educativa quello che è un vero e proprio controllo di massa sul cittadino in pieno stile Germania dell'Est. E il garante, nella sua relazione, ci fa ben intendere a cosa può portare un controllo così capillare.

"Le lettere d'amore, le bollette, gli estratti conto, le confezioni medicinali che decidiamo di buttare nei nostri rifiuti non devono finire nelle mani di chiunque o essere esposti a sguardi indiscreti - afferma Giuseppe Fortunato, relatore del provvedimento - perché sono tutte informazioni che fanno parte di noi, della nostra identità. Da esse si può capire molto dei nostri gusti, delle nostre preferenze, dei nostri stili di vita, del nostro stato di salute..."

Il provvedimento è del 2005 e si potrebbe pensare che nel frattempo siano intervenuti fatti nuovi, sentenze o ulteriori pronunciamenti, tali da far decidere l'AMA all'acquisto di quel tipo di sacchetti trasparenti. Ma invece pare proprio che non sia così, visto che la stessa Arma dei Carabinieri il 30 settembre scorso (quindi, quando l'AMA già distribuiva quei sacchetti) ha ribadito il divieto sul suo sito. E se lo dicono i carabinieri...

Ma ancora più importante è che sempre sulla base di quel provvedimento a Trento, nel novembre scorso, si è deciso di eliminare i sacchetti trasparenti sostituendoli con altri davvero opachi.

Quanto dovremo aspettare a Roma perché l'AMA faccia altrettanto e la smetta di avere come modello la Stasi nelle sue politiche di controllo del cittadino?

(grazie a Laura per le ricerche e a Re D per le foto)

23 commenti:

  1. Non so, scusa ma mi sembra veramente un'esagerazione questa della violazione della privacy. Non è che gli addetti dell'Ama si mettono a raccogliere e archiviare la nostra spazzatura per non si sa bene quale motivo. Ben altre sono le violazioni della privacy. Ad esempio,per rimanere in un campo forse simile, quando andiamo al supermercato e scegliamo i prodotti, telecamere registrano i nostri comportamenti, o le tessere punti i nostri acquisti. Il marketing ci controlla continuamente, ma in nome della sicurezza, nessuno dice nulla. Nell'umido non gettiamo le nostre lettere d'amore. D'altra parte, è un fatto che non siamo capaci di differenziare i nostri rifiuti (prego guardare cosa c'è nei cassonetti stradali, sia quelli della differenziata sia quelli dell'indifferenziato), non ce ne importa nulla, però ci preoccupiamo se si vedono i resti di cipolla o zucchine nel sacchetto dell'umodo. E allora la raccolta porta a porta? E allora le multe, che molti auspicano? In Germania, dove la raccolta dei rifiuti funziona veramente, sono i sacchetti del non riciclabile ad essere completamente trasparenti. Si deve vedere cosa c'è dentro, anche per garantire una corretta gestione. Se la raccolta è fatta male, è completamente inutile, tutto deve essere gettato in discarica, i ricavi dalla vendita diminuiscono.

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  2. ciao, approfitto per segnalare che dopo mesi di notizie puntuali sui disservizi su questo blog, oggi i media di Roma si sono improvvisamente resi conto che "Roma è sporca". Ma dai!
    Ben svegliati, dormito bene al Corriere, Repubblica, Messaggero?

    di solito si usano sacchetti SEMItrasparenti, apposta, per esigenze di privacy. non ho idea dei regolamenti in proposito nel Comune di Roma. Il contratto di servizio dell'AMA è scaduto da anni e anni. capace che non si sono neppure posti il problema (non sarei sorpreso)

    dove in Italia i sistemi funzionano (non è il caso del "sistema misto AMA") gli addetti capiscono anche da peso e eventuale rumore SE il cittadino in questione non rispetta le regole, senza aver neppure bisogno di aprire i sacchetti.
    Ci sono città all'80% di raccolta differenziata in provincia di Treviso, ad esempio, dove chi viene sorpreso più volte a non rispettare le regole si vede aumentata la tariffa oltre al pagamento di una severa multa. Ti beccano...ci sono tecniche di indagine per gli abbandoni del tal quale che inchiodano chiunque...non a caso sono all'80% di raccolta differenziata. Tariffe basse, regole scritte e condivise, servizio regolare come un orologio.

    Il problema più complesso di Roma non è certo la privacy, è che se si fa la raccolta differenziata o non la si fa, il pagamento della tariffa è uguale. Non ha senso!
    Le multe dell'AMA sono solo una "pesca a strascico", per fare cassa, e non sono inserite in un sistema nel quale ad un corretto servizio ricevuto si sommano le sanzioni per quei pochi che non rispettano le regole, o a quei pochi che tentano di far pagare alla collettività la personale produzione di rifiuti.
    A Roma non si servono con puntualità neppure i commercianti, che infatti inzeppano i cassonetti che trovano per strada, tanto spendono uguale...

    O si cambia l'AMA con la necessaria volontà politica di farlo (tutti i Partiti non solo di maggioranza attuale), o le cose possono solo peggiorare. Le tue sensazioni Gian, che tutto questo "serva ad imporre" impianti nocivi non sono affatto campate in aria: è la storia esatta di quel che avvenne in Campania 20 anni fa.
    Togli malagrotta alla città di Roma e il risultato è Napoli.
    Un po di sacchetti in strada, si decreta "emergenza", e si possono imporre discariche e inceneritori bypassando la Legge.

    buona giornata a tutti

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  3. Paola,

    intanto non sono io a dire che quei sacchetti sono fuori norma, ma il garante con un suo pronunciamento, che evidentemente ha il suo peso visto che a Trento ne hanno tenuto conto.

    Una municipalizzata non può fare come gli pare, ma deve attenersi a quello che dicono le leggi, condivisibili o meno. E nel caso specifico a me sembrano più che condivisibili.

    Ma invece, sul concetto di privacy che tu vedi troppo restrittivo. L'immondizia nei sacchetti trasparenti non è vista solo dagli addetti, ma da tutti, proprio perché si è costretti a recarsi a un punto mobile a una stessa ora. E io al mio vicino di pianerottolo non ci tengo a fargli sapere né cosa mangio, né cosa butto per tanti e tanti motivi fra i più svariati, tutti privati.

    Ma per gli stessi motivi non ci tengo nemmeno che l'addetto al camioncino possa associare la mia faccia alla mia spazzatura, perché non è un poliziotto e non è nemmeno un addetto ai controlli (che è figura diversa).

    Per farti un esempio, la portiera che smista la posta nelle caselle non ha diritto alcuno a vedere quello che c'è nelle buste. Se anche ci fosse qualcosa di illegale toccherebbe a polizia e magistratura indagare, non certo a lei.

    E allo stesso modo in cui una portiera non può impicciarsi di quello che mi scrivono un monnezzaro, detto in maniera brutale, non deve sapere quello che butto.

    Spero che converrai che si tratta di una situazione simile, per cui o sostieni che una portiera ha diritto ad aprire la posta che ricevi, oppure concordi che un addetto AMA non ha diritto di controllarmi.

    Poi, scusami, ma il dire che ben altre sono le violazioni della privacy mi sembra la stessa giustificazione del ladro che dice che altri rubano di più. Una colpa più grande (se pure è più grande) non ne annulla un'altra.

    Sulla privacy si denuncia da tempo quello che non va. Le famose registrazioni delle telecamere di controllo in supermarket e banche sono sigillate e non possono essere usate o diffuse a meno che non ci sia stato un reato e possono essere visionate solo dalle autorità competenti. Questa è la legge, anche se sappiamo che tanti se ne infischiano.

    Io penso che la differenziata deve essere intanto una libera scelta del cittadino, che deve essere aiutato in questa scelta con politiche premianti per i comportamenti virtuosi (vedi regalo di compostiere previste nel vecchio regolamento rifiuti e cancellato da Alemanno), con adeguata sensibilizazione attraverso corsi, dibattiti e quant'altro nelle scuole e nei quartieri, e con politiche di riduzione dei rifiuti a monte che facciano ricadere i costi di smaltimento su chi quei prodotti che producono i maggiori rifiuti e i più pericolosi li vende e li produce.

    La differenziata imposta così, con coercizioni e minacce (visto che hai citato la Germania), è solo roba da nazisti.

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  4. Il motivo per cui negli ultimi giorni praticamente TUTTA Roma è sommersa dalla spazzatura è perché è stata chiusa temporaneamente "la stazione di trasferenza dei rifiuti indifferenziati di via di Rocca Cencia 273 di proprietà del Colari"

    Stanno spostando tutto sull'impianto affianco, che è dell'AMA:

    "Il trasferimento di uomini e mezzi da un impianto all’altro potrebbe comportare alcuni disagi al lavoro di Ama, ma in tal modo l’azienda sarà in grado di ripristinare, in 3-4 giorni, la normalità nell’intera area. L’ordinanza avrà effetto per tre mesi e cioè fino a quando l’impianto di Rocca Cencia del Colari non avrà effettuato tutti i lavori necessari per ottenere nuovamente l’autorizzazione da parte della Provincia di Roma".

    Ovviamente non potevano accorgersene prima che c'era un problema e che andava risolto. Si aspetta sempre che scoppi il bubbone e poi con la scusa dell'emergenza si fa tutto arrabbattandosi.

    Mi sa che sono le prove generali per l'emergenza Malagrotta...

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  5. Non so, in Germania credo che funzioni perchè c'è collaborazione da parte di tutti, e che il nazismo non c'entri nulla. Ed è, secondo me, l'unico modo (quello della collaborazione di tutti, intendo dire). Anche il sistema più perfetto fallirà, se la gente continuerà a fare come vuole, e da questo punto di vista sono molto pessimista per quanto riguarda la città di Roma. La raccolta differenziata è una precondizione essenziale alla corretta gestione dei rifiuti, non un optional. Quando l'emergenza rifiuti esploderà a Roma, quella vera, tipo Napoli, io potrò giusto avere la coscienza a posto per aver fatto di tutto per ridurre i miei rifiuti, differenziarli correttamente, conferire l'organico se possibile e fare il compostaggio domestico, ma per il resto dovrò subire tutte le conseguenze negative proprio come i cittadini che invece hanno preferito continuare a ignorare il problema. Senza naturalmente togliere all'ama tutte le enormi responsabilità che ha. Proprio perchè chi gestisce il sistema non è all'altezza, dobbiamo darci da fare noi in modo costruttivo. Perchè il problema è nostro. Saluti e grazie per la risposta.

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  6. Il caos legato allo stop di un impianto per il trattamento dei rifiuti indifferenziati la dice lunga su quanto è importante una gestione diversa, di cui riduzione dei rifiuti e raccolta differenziata siano i capisaldi. Concordo sulle prove generali. Proprio per questo dobbiamo invertire la tendenza.
    P.S. L'altro commento era alla tua prima risposta. Ciao

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  7. Che sia importante una gestione diversa siamo d'accordo, ma oggi a Roma ad essere più in crisi non è Malagrotta, ma proprio gli impianti per la differenziata.

    L'unico impianto per l'umido, quello di Maccarese, è al limite dal 2009 e l'AMA paga (con i nostri soldi) 130 euro alla tonnellata per far portare l'umido raccolto in nord Italia. Ha speso mezzo milione di euro nel 2009 e prevede di spenderne 4 milioni e mezzo nei prossimi due anni (da qualcosa in cui invece dovrebbe guadagnare)

    E sul multimateriale, visto a Presa Diretta, l'impianto dell'AMA è praticamente fermo e si pagnao camion per portarsi via plastica e metalli. Se fino al 2009 dalla vendita di quel materiale si ricavavano 3 milioni di euro adesso se ne guadagna solo 1.

    Bisogna sì invertire la tendenza: PRIMA costruire gli impianti e POI fare la differenziata

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  8. Io penso invece che la differenziata non possa essere una libera scelta del cittadino. Mi spiego meglio. Fermarsi ad un semaforo quando è rosso non può essere una libera scelta, ma và fatto obbligatoriamente perchè tutti concordiamo che alcuni comportamenti sono obbligatori per vivere in un consesso civile che possa rimanere tale e per minimizzare rischi e problemi. La nostra libertà individuale finisce dove comincia quella degli altri, e non potrebbe essere altrimenti sennò tutto salta. Quando non c'erano le auto o ce n'erano ancora pochissime l'assenza dei semafori non comportava alcun problema. Ma ora di auto ce ne sono molte e credo che tutti concordiamo che servono i semafori per stabilire le precedenze.
    Allo stesso modo, il consumismo(benessere, sviluppo...chiamatelo come volete), oltre a portare milioni di auto sulle strade e fare tanto altro, ha portato a un'incremento dei rifiuti incredibile. Basti pensare che fino agli anni 50 la plastica non esisteva (!). Per anni il problema non abbiamo pensato che esistesse. Ora però i nodi cominciano a venire al pettine: si scopre che gli inceneritori producono diossine e rifiuti speciali (le ceneri sono il 30% in peso del rifiuto e sempre in discarica finiscono) e che anche le megadiscariche prima o poi si riempiono. Mi sembra quindi logico che mutino anche i nostri comportamenti in materia di raccolta e sopratutto produzione dei rifiuti.
    Certo, facciamo pure ricadere i costi di smaltimento anche su chi vende e produce merci monodosi, con packaging ridondanti, o con componenti tossici; ma non deresponsabiliziamo chi le merci le trasforma in rifiuti, cioè noi tutti.
    Saluti

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  9. Di fondo sono d'accordo con te, ma penso che le regole debbano anche avere un senso. E imporre ai cittadini di differenziare rifiuti perché poi vengano raccolti e ributtati tutti insieme (perché non ci sono impianti, sono insufficienti o guasti) è semplicemente una "costosa" presa in giro.

    L'esempio che fai del semaforo per dire che la differenziata è obbligatoria è certo condivisibile, ma anche qui si possono fare delle differenze sostanziali.

    Oltre ai semafori esistono le rotatorie e in alcune zone sono più indicate le seconde ai primi. Invece, imporre semafori ovunque, anche dove non sono adatti o non ce n'è bisogno è semplicemente stupido. E sulla differenziata nel nostro quartiere è successo esattamente questo.

    Qui un fantastico esempio di dove porta la logica del semaforo a ogni costo.

    Insomma, ad ogni zona il sistema più adatto, che può essere il porta a porta, i cassonetti dell'umido, oppure ancora la raccolta a valle (come si prova a fare in molte zone d'Europa per le città più popolose).

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  10. Fabio buonasera,
    a prescindere che quella di drogo potrebbe essere una provocazione, ma il fatto della libera scelta ci sta tutto.

    Come saprai è quasi un anno che la facciamo la differenziata, che poi differenziata non è, avendo tolto i Secchioni Verdi che potevano essere una valvola di sfogo, non pochi buttano di tutto e dippiù in quelli blu e bianchi, persino la merda dei cani, e io sono uno di quelli, pur di non lasciandola sui marciapiedi e farla pestare da tutti ;-)

    Detto questo, Caro Fabio, ha ragione drogo:

    Bisogna invertire la tendenza: PRIMA costruire gli impianti e POI fare la differenziata.

    Viaflavio Stilicone

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  11. Lungi da me pensare che le regole inappropiate e inutili debbano essere rispettate solo perchè qualcuno le ha imposte. Ma, per restare all'esempio della rotatoria, essa funziona molto bene e molto meglio del semaforo in molti incroci a patto che si rispetti la semplice regola di dare la precedenza a chi è già dentro alla rotatoria (anche se viene da sx), sennò c'è il botto. Basta che una piccola percentuale non rispetti la regola per rendere ogni rotatoria una ruolette russa e quindi di fatto inutile. Se siamo d'accordo che il mondo non è infinito (consiglio a tutti di leggere "I nuovi limiti dello sviluppo"), che non lo è la capacità che ha l'ambiente che ci circonda di accogliere i nostri rifiuti, allora forse concordiamo che dobbiamo ridurre la nostra produzione di rifiuti e che dobbiamo riciclarli nei limiti del possibile. A me che la differenziata fatta da ogni singolo cittadino sia il passo logico conseguenziale pare evidente. Non dico di avere la verità in tasca, ma non ho esperienza e conoscenza di altri sistemi praticabili (ho vissuto un po' in Belgio e in Germania, e anche lì si fa la raccolta differenziata individuale). Vedo che però tu Giovanni sei di diverso avviso e che hai degli esempi diversi da portare alla nostra attenzione. Potresti darci qualche dettaglio in più? Grazie

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  12. Beh, intanto una precisazione. Ridurre e recuperare i rifiuti è essenziale per la specie umana se vuole avere un futuro. E non si tratta solo dello sporco nelle strade, ma del fatto che non è più "sostenibile" un sistema economico basato sul consumo.

    Ci sarebbe da parlarne per giorni, ma diamo per scontato che siamo d'accordo su questa mia affermazione e proviamo ad applicarla a livello locale.

    Che la differenziata debba essere fatta per forza coi camioncini non è scritto da nessuna parte. Anzi, nella maggior parte d'Italia non sanno nemmeno l'esistenza di questo metodo.

    Gli esempi diversi, quindi, sono tutti quelli che già si usano in Italia, dal porta a porta, agli orari di passaggio per la raccolta, ai cassonetti per l'umido, ad altro come i cassonetti a scomparsa, pneumatici, ecc.

    Sono metodi che servono a "differenziare" i rifiuti e che funzionano bene o meno bene a seconda delle zone dove sono applicati.

    Ma queste cose Fabio le sa, e allora credo che quando parla di esempi che dovrei fare si riferisca ai tipi di raccolta "a valle", cioè a quei sistemi in cui la differenziazione viene fatta non dal cittadino, ma in appositi impianti giudicati più efficienti del singolo individuo.

    E' un discorso solo teorico perché in Italia di questi impianti "integrali" non ce ne sono, ma solo parziali, come il centro di Vedelago.

    Comunque, prendo da wikipedia, che cita proprio le esperienze in Germania

    I rifiuti raccolti indifferenziatamente sono naturalmente molto più difficili da trattare di quelli raccolti in modo differenziato. Possono essere seguite tre strade principali:

    -Trattamenti a freddo, ovvero separazione e parziale recupero di materiali, biostabilizzazione e conferimento in discarica
    -Trattamenti a caldo ovvero incenerimento tal quale o a valle di separazione e produzione di CDR e conferimento in discarica
    -Conferimento diretto in discarica (oggi molto usato ma certamente da evitarsi).


    Il principale tipo di trattamento a freddo è il Trattamento meccanico-biologico (TMB). Esso separa la frazione organica ed i materiali riciclabili: permette quindi una ulteriore riduzione dell'uso delle discariche e degli inceneritori, il tutto con emissioni inquinanti nettamente inferiori rispetto a tali impianti. Infatti tratta i rifiuti indifferenziati a valle della raccolta differenziata, incrementando il recupero di materiali. In Germania, ad esempio, impianti TMB sono diffusi da circa una decina d'anni.

    Pensate, mettete tutto in un unico sacchetto e non dovete far altro, perché ci penseranno al Centro Riciclo a dividere tutto molto meglio di come fareste voi.

    Non sarebbe la soluzione ideale? E invece in Italia non si può fare, perché esiste la legge Ronchi che "obbliga" i comuni a fare la differenziata "a monte" e perché il CDR (combustibile da rifiuti) viene considerato dalla delibera CIP6 come fonte assimilabile a energia rinnovabile, per cui l'elettricità prodotta dai cosidetti termovalorizzatori rende molto di più a chi li possiede (vedi Moratti che usa i ricavi per comprare giocatori per l'Inter).

    E' questo il motivo per cui da parte di alcuni si insiste per fare la differenziata a monte, per avere più rifiuti da poter bruciare, non certo da differenziare.

    Non credo di dover aggiungere altro...

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  13. Se non sbaglio, il TMB si fa sull'indifferenziato che resta DOPO la raccolta differenziata, e serve a separare ulteriormente ciò che non è stato separato a monte e a recuperare altro materiale prima del conferimento in discarica o dell'incenerimento. Lo stesso testo di Wikipedia da te riportato dice del resto che i "rifiuti raccolti indifferenziatamente sono naturalmente molto più difficili da trattare di quelli raccolti in modo differenziato". Nel centro di Vedelago, se è quello che si occupa del riciclaggio dei materiali della raccolta differenziata, in particolare della plastica, i materiali raccolti sono PERFETTI quando arrivano al centro di riciclaggio, essendo stati raccolti con grande accuratezza. Questo richiede grande collaborazione da parte degli utenti che hanno differenziato i loro rifiuti. E abbassa i costi. Invece il materiale della differenziata di scarsa qualità ha minore se non nessun valore, non viene accettato da chi ricicla e deve essere smaltito in discarica (enorme spreco di denare perchè si paga per raccogliere in forma differenziata e poi si paga per conferire in discarica). Siamo tutti d'accordo sul fatto che il sistema a Roma è gestito male. Ma non credo dobbiamo usare questo come alibi per continuare a comportarci in modo poco responsabile. Per quanto riguarda infine la Germania, è vero che i sistemi sono diversi a seconda dei vari Land, ma la raccolta differenziata, per quello che ne so, si fa, eccome, dappertutto e con grande successo.

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  14. Paola, credo invece (sto andando a memoria) che proprio in Germania, e per la precisione a Berlino, sono nati per primi i centri che trattano rifiuti accorpati, cioè più tipologie di rifiuti in un unico cassonetto o conferimento.

    Stiamo facendo accademia, perché su questo fronte noi siamo all'anno zero. Ma da altre parti d'Europa, dopo essere arrivati a differenziare per colore di bottiglia (che poi è una leggenda urbana, perché il diverso colore serve solo a distinguere il vuoto a perdere da quello cosidetto a rendere, che è più spesso), stanno adesso sviluppando sistemi di raccolta "a valle" sempre più efficienti e sicuramente più selettivi di quanto possano fare i pur preparatissimi, in questo campo, cittadini tedeschi.

    Il centro di Vedelago tratta rifiuti pre differenziati e senza la parte organica, ma si basa sugli stessi principi di quelli TMB. Ha ottimi risultati, ma non è ancora (e non può esserlo per la legge Ronchi) un impianto a ciclo completo, come quelli a cui faccio riferimento.

    Continuo a ripetere che nessuno qui sta negando l'importanza del recupero e del riutilizzo dei rifiuti, ma soltanto faccio presente che esistono vari sistemi per farlo, "a monte" e !a valle". E che quello adottato dall'AMA per il nostro quartiere ci ha portati al disastro, e non è questione di alibi...



    Ti correggo sull'indifferenziato che sarebbe quello che resta dopo la raccolta differenziata.

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  15. Concordo con Fabio e Paola e le loro argomentazioni, soprattutto il concetto che se l'Ama è incapace, non dobbiamo esserlo anche noi.

    Perché il problema dello smaltimento dei rifiuti è nostro, di tutti i cittadini, non solo di chi lo fa di mestiere, anche se pagato da noi.

    Collaborazione costruttiva tra cittadini e istituzioni, ritorniamo sempre lì.

    Niente scuse all'Ama, ma se possiamo evitare di riempire di buste la strada, perché non farlo?

    Se aspettiamo che si costruiscano prima gli impianti, le strade saranno sommerse di rifiuti.

    Sarà sbagliato, ingiusto nei confronti di chi paga la Ta.Ri ma è così.

    Tanto vale chiedere all'Ama degli aggiustamenti e fare la differenziata, no?

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  16. Ripeto per la milionesima volta, perché forse non sono stato chiaro.

    L'impianto per la differenziata dell'umido di Maccarese è oltre il limite dal 2009, quello per il multimateriale, per guasti mai riparati, lavora a un terzo della capacità.

    Dove crede Les che finisca ADESSO quello che viene differenziato a Roma, visto che gli impianti NON CI SONO?

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  17. 'Se aspettiamo che si costruiscano prima gli impianti, le strade saranno sommerse di rifiuti.'

    Ma almeno ti rileggi i commenti prima di postarli?
    Le strade saranno sommerse di rifiuti se non costruisci gli impianti e pure in fretta. Questa è una frase logica, caro les

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  18. Allora, visto che ormai è piena anche Malagrotta, non facciamo manco la raccolta indifferenziata, giusto? E' questo il ragionamento?

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  19. Al nord, o per meglio dire fuori regione, ci finiranno (la nuova gara non risulta essere stata ancora assegnata) solo 60 tonnellate di umido al giorno (limite imposto dalla provincia). Tutto quello che eccede quella quota finirà a...

    Su, un piccolo sforzo e saprai anche dove finisce buona parte del multimateriale di Rocca Cencia (compreso quello "contaminato" della nostra zona), come denunciato da Presa Diretta.

    Questo per non dire che da umido e multimateriale l'AMA dovrebbe averne un ricavo economico, e invece spende soldi (i nostri della Ta.Ri.) per pagare chi se lo prende.

    E per rispondere alla tua provocazione, come ti è stato fatto notare anche dall'anonimo amico, io trovo logico differenziare se quello che differenzio so che finirà in un apposito impianto. Non trovo motivo di farlo se so che poi verrà buttato comunque tutto assieme o servirà solo per arricchire qualche privato.

    Ah, l'umido OGGI non va in nord Italia, visto che la gara non è stata ancora assegnata, ma anch'esso fa una brutta fine. Con buona pace di chi si è dannato per raccoglierlo.

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  20. Les,
    sei il solito duro di comprendonio !

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  21. Caro Les,
    non te la prendere.

    Dico: ci sei o ci fai ?

    Viaflavio Stilicone

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