lunedì 20 giugno 2011

Le domande che vorremmo fare il 21 giugno


Se verrà confermata la presenza dell'assessore all'ambiente del comune di Roma, Marco Visconti, al consiglio municipale aperto ai cittadini del 21 giugno e se ci sarà concesso di parlare, come già successo sempre sul tema della differenziata nel precedente consiglio aperto del 19 aprile, avremo sicuramente modo di fargliele direttamente quelle domande che da tempo ci portiamo dietro e che non hanno ancora avuto risposta.

Domande di cittadini che si chiedono il perché dell'imposizione di un sistema, quello dei camioncini ad orario per il conferimento dei rifiuti, che da ottobre ha ridotto il nostro quartiere in una discarica e che i timidi correttivi dell'AMA del mese scorso, che ha rimesso un limitatissimo quantitativo di cassonetti per l'indifferenziato, non hanno risolto ma solo attenuato.

E la primissima domanda che faremmo (o che faremo se si presenterà) all'assessore Visconti è questa: chi, quando e con quale autorità ha deciso di spostare la differenziata dalle zone dove era stata prevista alla nostra...?


Già, perché, come fatto notare più volte, non c'è traccia nel Programma per lo sviluppo della Raccolta differenziata, parte integrante della delibera 274 del 9 settembre 2009 denominata Programma di interventi per il potenziamento della raccolta differenziata, della nostra zona, del Tuscolano Don Bosco, come una di quelle scelte per la differenziata (nella nostra circoscrizione le zone indicate erano Quarto Miglio, Statuario e Cinecittà Est).

E anche l'obiezione che in quella delibera si parlava esplicitamente di porta a porta (cioè di un sistema diverso dal cosidetto misto duale che è stato applicato da noi) non giustifica quella scelta. Anzi, l'aggrava, perché non ci sono stati consigli comunali (almeno che ci risulti) che abbiano approvato modifiche successive a quei piani. Quindi una risposta a questa domanda, assessore Visconti, è necessaria innanzituto per capire se l'intera differenziata che ci avete imposto dall'oggi al domani è davvero legittima.

Sottolineare da parte nostra che la differenziata andava fatta da altre parti non deve far pensare, come qualcuno potrebbe insuinuare, che siamo affetti dalla solita sindrome del nimby (not in my back yard, non nel mio cortile). Ci chiediamo soltanto perché a suo tempo si erano decise delle zone piuttosto che altre. Lo si sarà fatto, presumiamo, con cognizione di causa, valutando quella che era la densità di popolazione, che avrebbe reso conveniente ma anche "sostenibile" il metodo adottato. Questo siamo sicuri che non è avvenuto nel nostro caso, oppure si è trattato di un'analisi molto superficiale. L'immondizia per strada lo dimostra senza dubbio alcuno.

C'è poi un'altra domanda che vogliamo porre all'assessore. Come si fa ad affermare su tutti i giornali che nella nostra zona la differenziata è aumentata al 48,8%? Un dato strabiliante a leggerlo così (anche se non si capisce se si riferisce al volume o al peso, a quanto recuperato oppure, per sottrazione, a ciò che è stato inviato a Malagrotta). Solo che però cozza con quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. Che non sono solo i sacchetti abbandonati per terra, ma anche tutto quello che finisce di indifferenziato nei cassonetti della carta e della plastica rendendo inutilizzabile quel tipo di raccolta. Basta guardare in uno qualunque di quei cassonetti, in qualunque momento della giornata, per rendersene conto. Eppure si continua a sbandierare un dato che non può essere che gonfiato a dismisura. E allora, fuor di ogni diplomazia, ci viene da dire: con quel 48,8% che sbandierate in giro a chi pensate di prendere in giro?


Ma ci sono tante altre domande che riguardano la differenziata in generale e che non hanno avuto ancora risposta. E' vero o non è vero che Maccarese è già al limite dal 2009, che non ci sono altri impianti dell'AMA per il compostaggio e che proprio per sopperire a queste mancanze si è previsto di spendere ben 4 milioni e mezzo di euro per spedire quello da cui si dovrebbe avere un ricavo fuori regione? Ed è vero, come denunciato da Presa Diretta, che l'impianto multimateriale di Rocca Cencia è praticamente fermo e perciò anche questo materiale pregiato finisce in mano ai privati? E soprattutto perché, contro ogni logica, si è deciso di cominciare la differenziata PRIMA di aver fatto gli impianti per accoglierla?

Ma per tornare alle nostre strade, perché anche se è giusto allargare gli orizzonti non si deve mai prescindere dalla propria realtà locale, qual è la logica per cui, a fronte di un disastro totale con immondizia ovunque, l'AMA decide di rimettere al loro posto dei cassonetti verdi per l'indifferenziato ma solo in alcune strade e anche lì in numero limitatissimo?

A tutti noi sfugge la logica che è stata adottata. Se si è ritenuto necessario far tornare al loro posto dei cassonetti verdi per permettere a chi non poteva sostenere gli orari imposti di liberarsi dei propri rifiuti senza abbandonarli per terra allora questo doveva essere fatto dappertutto. E così invece non è stato creando una differenza di trattamento fra strada e strada, fra cittadino e cittadino.

Ecco, queste sono solo alcune delle domande, le principali, che vorremmo fare all'assessore sulla questione differenziata, ma che già da sole dovrebbero far capire che se così tanti cittadini, in questi mesi, hanno denunciato (su questo blog, sui giornali e sui siti di news romani, come anche nello stesso consiglio municipale) il disastro differenziata pretendendo delle soluzioni che non sono arrivate è perché l'autoritario sistema dei camioncini ad orario imposto ha FALLITO. Ed è ora che al comune, al municipio e all'AMA se ne rendano conto.

Ma per chiarire che le nostre non sono solo chiacchiere chiediamo all'assessore un po' di pazienza e di dare un'occhiata a questa selezione di foto scattate nel quartiere soltanto nel pomeriggio di ieri. La prima foto in testa al post è presa in via Bibulo, all'incrocio con via Masurio, i cui abitanti evidentemente non gradiscono il nuovo sistema e certamente, se glielo chiedessimo, vorrebbero tornare indietro. La seconda foto, con lo sfondo della Torretta dei Consoli, ci mostra uno dei pochi cassonetti verdi tornati al loro posto, sempre strapieno. Mentre la terza foto è stata scattata in via Flavio Stilicone, come pure le due qui di seguito...


Via Tarquinio Collatino, oltre l'auto sulla destra c'è un cassonetto verde, per cui si potrebbe pensare che quei rifiuti per terra sono solo frutto di inciviltà...


Ma invece ecco qual è la situazione, con l'immondizia che addirittura straripa dal cassonetto verde e il coperchio che nemmeno ce la fa a chiudersi. Normale che poi si sia costretti a lasciare i propri rifiuti per terra...


Dove invece i cassonetti verdi non ci sono proprio la situazione diventa tragica, come in via Claudio Asello...


O in piazza dei Consoli...


Stessa situazione anche in via Calpurnio Fiamma, dove alcuni cassonetti sono ricomparsi, ma non all'incrocio con via Valerio Flacco...


Probabilmente il nostro assessore starà pensando che questa è una galleria di foto piuttosto noiosa, ma questo è quello che abbiamo noi davanti agli occhi tutti i giorni. E allora è giusto far vedere che la situazione è comune a tutte le strade, come in via Sestio Menas...


E la scena non cambia se ci si sposta in via Scribonio Curione...


Altri cassonetti strapieni in via Marco Celio Rufo, compreso quello blu della plastica evidentemente non svuotato con la giusta frequenza...


Chiudiamo con una foto scattata in via Ponzio Comino...


E' bastata una breve camminata ieri pomeriggio per scattare queste foto che mostrano immondizia ovunque. Se questo all'assessore sembra normale...

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