lunedì 4 luglio 2011

Grido d'allarme dal Testaccio


Avete presente com'è fatto quel quartiere storico di Roma? Palazzine basse, ampi cortili interni molto ben curati, con alberi, giardini e fiori, frutto del lavoro di generazioni di testaccini orgogliosi del loro quartiere e delle loro case.

Il quel quartiere da un po' si fa un porta a porta parziale, con i cassonetti per gli scarti e rifiuti organici messi dentro i portoni, nei cortili e sotto le piante (come nella foto). Ma anche da lì, dove ci sarebbero le migliori condizioni per quel tipo di racolta, stanno arrivano parecchi malumori. Questa la testimonianza di uno degli abitanti riportata da Roma Today:

"Andate a vedere in via Zabaglia. Lì sono 22 famiglie e il pattume con questo caldo puzza. Raccolto a giorni alterni diventa insostenibile, sui pianerottoli viaggiamo in apnea"

Qui da noi al Tuscolano quasi tutti gli amministratori, appena si è saputo del sistema duale dell'AMA, hanno saggiamente affiso dei cartelli nei condomini in cui si vietava di usare i pianerottoli per depositarvi i rifiuti, anche solo temporaneamente. Si vede che a Testaccio pensavano che non ci sarebbero stati problemi per quel tipo di palazzine. E invece così non è stato...


"Prima ci svegliavamo con l'odore del caffè, del pane ancora caldo", dice in romanesco Pietro esercente della zona. "Adesso quando mi sveglio sento la puzza di quello che il palazzo ha mangiato".

E un altro cittadino aggiunge: "La raccolta dell'umido è giusta, ma o mettono il cassone fuori o fanno come al nord, li interrino".

Questo succede a Testaccio un po' ovunque, compreso il palazzo di 22 famiglie portato ad esempio. Adesso immaginate, a parità di spazio perché da noi lo sviluppo urbanistico è in verticale, di applicare lo stesso sistema ai nostri palazzoni di 70, 100, addirittura in alcuni casi anche 160 famiglie.

C'è ancora qualcuno che sostiene che il porta a porta al Tuscolano si può fare?

5 commenti:

  1. Però una domanda la voglio fare: si è d'accordo sulla raccolta differenziata? Se sì, quali proposte si possono fare? Il metodo attuale è fallito, il porta a porta non lo si vuole, e allora? Indipendentemente dal fatto che la sperimentazione sia iniziata nel quartiere più popoloso di Roma, penso ci si renda conto che la differenziazione, insieme alla diminuzione degli imballaggi, è l'univa via per diminuire l'impatto ambientale dei rifiuti: e allora? Dobbiamo proporre un metodo di raccolta altrimenti avrà ragione chi vuole imporre il proprio, anche multando. E questo non lo vuole nessuno, nemmeno i politici che pensano di rappresentarci perché perderebbero voti.

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  2. Giorgio, suppongo tu sia la stessa persona di Torino che ha commentato anche su Roma Today.
    Non so bene qual è la tua conoscenza della nostra situazione e vorrei evitare un fastidioso riassunto delle puntate precedenti.

    Rimaniamo allora sul porta a porta e diciamo che non siamo noi cittadini del Tuscolano a non volerlo, ma un semplice calcolo matematico: non c'è spazio sufficiente nei nostri palazzoni di minimo sette piani, abitati persino nei sottoscala e con appartamenti di 50-60 metri quadri per quel tipo di raccolta.

    E' una situazione più unica che rara, ma è con questa che si deve fare i conti.

    Sul metodo alternativo che chiedi potrei parlarti di raccolta a valle e di TMB, come si fa a Sidney, Israele e in forme diverse in altre parti d'Europa.

    Oppure di un altro semplicissimo metodo non invasivo e in uso proprio per i quartieri più densamente popolati (come a Barcellona) e anche nella vicina Ciampino: i cassonetti per l'umido affianco a tutti gli altri.

    L'obiezione che in genere viene fatta è che senza controllo ognuno ci butterebbe quello che vuole.

    Forse. Ma adesso i cittadini sono costretti a usare i cassonetti della carta e della plastica per i rifiuti ordinari invalidando quel tipo di raccolta, oppure a lasciare tutto per terra, compresi quelli che fanno la raccolta dell'umido ma non possono consegnarlo all'ora assegnata perché magari sono già al lavoro.

    Credo che fra i due mali vada scelto sempre il minore. I cassonetti per l'umido sarebbero una scelta condivisa dai cittadini, perciò ci si impegnerebbe tutti per dei risultati positivi.

    Quindi, domanda finanche banale: perché deve essere imposto a forza un metodo che porterebbe a un disastro peggiore dell'attuale quando invece la soluzione c'è ed è semplicissima?

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  3. Hai capito ora Giorgio ?

    O sei duro di comprendonio ?

    Ciao

    Fiorella

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  4. Regà, con tutto il rispetto, ormai ve la cantate e ve la suonate. Mò con la chiusura di Malagrotta voglio proprio vedere che dite. Una curiosità: siete d'accordo per la nuova discarica a Fiumicino e quella a Riano? Se no, avete altre proposte alternative per le nuove discariche da fare nel Comune di Roma? Lo chiedo perché gli abitanti di Palidoro, a torto o a ragione, invocano la raccolta porta a porta per evitare la costruzione della discarica. Voi siete ancora convinti che la soluzione siano i cassonetti dell'indifferenziata fuori casa? Fatemi sapere, grazie.

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  5. Les, noi vogliamo una differenziata che sia sostenibile.

    I cassonetti per l'indifferenziato che stiamo chiedendo servono a tamponare un'emergenza che non è stata voluta da noi. Poi, una volta tornato il quartiere vivibile, pronti a discutere altri metodi. Che possono essere: in termini generali quella raccolta a valle coi TMB a cui non noi, ma comune e Ama si sono detti interessati, e riguardo il nostro particolare specifico di zona densamente popolata l'utilizzo dei cassonetti dell'umido affianco agli altri.

    Come vedi non stiamo chiedendo nuove discariche o inceneritori, né ci stiamo rifiutando di fare la nostra parte. Ma anzi, con l'azione di questi mesi, sia del blog che di Vie e Piazze, siamo riusciti a sensibilizzare su questi temi (informando e facendo discutere) molte più persone del quartiere di quanto abbiano fatto comune e AMA con i loro diktat calati dall'alto.

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