mercoledì 13 luglio 2011

Nessuna ambiguità


Nella nostra battaglia per tornare a vivere in un quariere pulito ci è stato spesso rinfacciato che volevamo riavere indietro i nostri cassonetti semplicemente perché non avevamo nessuna voglia di fare la raccolta differenziata.

Inutili le nostre spiegazioni. Il dire che invece da noi la differenziata, per quanto riguarda la carta, la plastica, il vetro, i metalli, la si fa da anni. E che non è certo colpa nostra se già in passato (sotto un sindaco di tutt'altra fede politica) i cassonetti erano strapieni (di nostra differenziata) perché non venivano svuotati con la giusta frequenza impedendo ulteriori conferimenti.

Inutile anche spiegare che oltre al sistema dei camioncini col conferimento a tempo e al porta a porta classico, esistono altre alternative di minor impatto sul cittadino per differenziare i rifiuti, che vanno dalla futuribile raccolta a valle (ci hanno dato dei pigri per aver avanzato questa proposta, che comunque è allo studio del comune di Roma) a un banale cassonetto per l'umido da aggiungere agli altri.

Fiato sprecato. I politici e i loro scagnozzi, con la pretesa di sapere quello che è giusto per noi cittadini, si sono divisi in due grandi partiti: a destra schierati per i camioncini, a detta di molti un utile strumento per imbarcare a bordo della municipalizzata carrettate di parenti, amici e amanti di questo o di quel potente (il condizionale è d'obbligo, visto che la magistratura sta ancora indagando), a sinistra per quel porta a porta spinto, visto ormai come una religione in nome della quale fare sacrifici umani (quello di noi cittadini)...


Sul porta a porta abbiamo già abbondantemente detto. Se uno qualunque dei nostri politici volesse dimostrarci, conti alla mano e non chiacchiere, come è possibile attuare un simile sistema nel nostro quartiere, pronti a rivedere la nostra opinione, ma fino ad allora vade retro porta a porta al Tuscolano.

Invece più delicato risulta essere il discorso sui camioncini. Perché nonostante tutto quello che ci è capitato, con un quartiere ridotto in una discarica da un metodo pensato per dei paesini e applicato a più di 50.000 abitanti in poco più di un chilometro quadrato, c'è ancora chi si ostina a difenderlo proponendo tutt'al più qualche fantasioso correttivo.

Evidentemente, fatta salva la buonafede di chi pensa così facendo di scegliere per il male minore, questa è una difesa di parte che poco ha a che fare con i reali interessi dei cittadini, ma piuttosto con la volontà di salvare la faccia ai propri politici di riferimento.

Dobbiamo però farci i conti, perché questo tipo di atteggiamento, quello del chiedere i camioncini anche al pomeriggio come soluzione, finisce per legittimare quel sistema contro cui ci battiamo. E oltre a non risolvere nessun nostro problema, rischia finanche di dividerci, per la gioia di chi ci ha messo in questa situazione.

Fra le proposte di correttivi per il misto-duale in particolare c'è chi simpatizza per quella che prevede il raddoppio dei camioncini con un turno anche al pomeriggio a "giorni alterni". Ma basta poco per accorgersi che questo tipo di soluzione non è economicamente sostenibile, quasi allo stesso modo in cui non è economicamente fattibile un porta a porta con ritiro sui pianerottoli.

Una simile proposta, a parità di rifiuti raccolti, prevederebbe un raddoppio secco dei costi che già adesso sono decisamente più alti di quanto preventivato. Basta rifletterci, ci vorrebbero il doppio dei camioncini e doppio personale. E poi divise, attrezzature, manutenzione, garage per i camioncini... Tutto doppio. E tutto questo ha un costo che il comune di Roma, nonostante una Ta.Ri. fra le più alte d'Italia, non può sostenere.

Per averne una controprova basta guardare a quello che succede da noi. Sempre più spesso ai camioncini c'è un solo addetto invece dei due che c'erano all'inizio. Ed è capitato più volte che dei camioncini saltassero i turni, qualche volta per guasti ai mezzi, altre perché, pare, non ci sarebbero più soldi per pagare gli straordinari, figuriamoci per raddoppiare il servizio.

Ma anche guardando al resto di Roma il discorso non cambia. Questo sistema doveva già essere esteso all'intero quartiere di Montesacro e a Prati. Ed era già una riduzione di zone rispetto a quanto preventivato e annunciato. Invece non è partito (per loro fortuna) e non se ne sa più nulla.

Irrealizzabile economicamente, quindi. Ma quel che è peggio è che questa proposta può essere usata dall'AMA e dal comune di Roma come base di una trattativa fittizia, che dietro apparenti minime concessioni legittimerà proprio quel metodo misto-duale che ci ha ridotti in questo stato e contro cui lottiamo da un anno. L'attivismo che stanno dimostrando i partiti su questo tema, dopo mesi di silenzio, è un chiaro segnale che qualcosa si sta muovendo e che c'è chi intende approfittarne.

E' per questo che oggi è necessario eliminare ogni ambiguità dalla nostra azione e dire con chiarezza che fra le istanze dei cittadini c'è anche la non riformabilità di un metodo che ci è stato imposto dall'alto e che nella sua applicazione ha creato solo malumori e sporcizia nelle strade. E' un metodo che ha "fallito", e perciò se ne richiede la sua immediata cancellazione.

4 commenti:

  1. Non capisco una cosa, ma se le persone sono pigre, sporcaccione e non vogliono differenziare i rifiuti a casa loro, cosa impedirebbe loro di buttare rifiuti indifferenziati nei camioncini? Quando butto la mia spazzatura nessuno controlla il contenuto del sacchetto. Più in generale vorrei sapere in che modo questo sistema aumenti la percentuale di differenziata che sulla carta è a livelli altissimi... mi pare di aver letto il 70%! Inoltre a ben vedere i cassonetti bianchi e blu sono pieni di rifiuti di ogni genere. Con quali criteri si valuta l'effettivo risultato di questo ciclo dei rifiuti?

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  2. Beh, il problema vero è che non tutti possono recarsi ai camioncini all'ora stabilità.

    Il resto delle cose che chiedi sono appunto quello che non va in un sistema che dichiara percentuali di differenziata altissime 55-60% mentre invece noi tutti vediamo che da un anno a questa parte nei cassonetti bianchi e blu ci finisce di tutto. Quindi paradossalmente quella percentuale dovrebbe addirittura essersi abbassata.

    La domanda è stata posta in municipio a un dirigente dell'AMA. La sua risposta è che i camion arrivano nel piazzale delle stazioni di trasferenza, svuotano il loro carico, e lì avviene una cernita "a mano" per togliere i sacchetti dell'indifferenziata dalla plastica e dalla carta.

    Beato chi ci crede. Il mio sospetto, senza prove ma avvalorato da una trasmissione di Presa Diretta su Rocca Cencia, è che i furbastri "prima" pesano il contenuto dei compattatori dichiarando tutto differenziato e "poi" alla verifica che in quei carichi c'è di tutto, ricaricano l'immondizia: destinazione Malagrotta.

    Bella furbata, vero?

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  3. L'importante e' che ripuliscano le strade del nostro quartiere dalla monnezza e che rimettano i cassonetti, e per la gente che sporca cominciassero a fare le multe. Vedi che dopo stanno tutti in campana.

    Greg

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  4. Greg cerchiamo di ottenere quello che chiediamo da un anno (questa è la cosa più importante) non è una questione di stare in campana dopo, il degrado porta degrado vedrai che tutti si riallineranno adeguatamente a quello che accadrà, i veri romani e ancor dippiù i residenti delle Vie e Piazze Storiche di Cinecittà sono bella gente e premurosa a preservare l'ambiente ed a difenderlo se gli si dà l'opportunità ;-)

    Ciao

    saluti cari

    Viaflavio Stilicone
    contatto facebook

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