giovedì 8 settembre 2011

Ancora cassonetti bruciati


Questa volta a bruciare è toccato a uno di quelli nuovi, uno dei cassonetti della carta da poco riposizionati in via Licinio Stolone. Il come e quando sia successo non si sa. Anche se a giudicare dal fatto che il cassonetto nero sistemato lì affianco soltanto qualche giorno prima è invece intatto deve essere per forza avvenuto più di una settimana fa, e meno di due.

Sul perché, invece, quel cassonetto sia andato a fuoco qualche idea ce la siamo fatta proprio sulla base delle esperienze passate e di quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. Perché è ormai una settimana, da quando tutti sono tornati dalle ferie, che i cassonetti di tutti i tipi sono sempre strapieni. E non solo nelle zone in cui ancora mancano quelli per l'indifferenziata, ma anche dove questi ci sono.

Attorno ai cassonetti, oltre alle solite buste di immondizia varia, sempre più spesso si vedono sacchetti pieni di plastica differenziata o cartoni ordinatamente ammontichiati che i cittadini non hanno potuto conferire correttamente nei cassonetti preposti perché questi non erano stati svuotati.

Insomma, continua la presa in giro dell'AMA verso i cittadini, che se da una parte li illude di aver capito i suoi errori e riposiziona un certo numero di cassonetti (troppo pochi!), dall'altra riduce di fatto il numero dei passaggi dei compattatori (rendendo vane le buone intenzioni di chi la differenziata la fa) e continua a farci vivere in un letamaio.

E con questi presupposti, con l'esasperazione che cresce sempre di più nel vedere sotto le proprie finestre accumularsi immondizia su immondizia, un cassonetto che brucia diventa la manifestazione di un malessere che è sempre più forte e con cui volente o nolente l'AMA e chi l'amministra a livello politico dovranno alla fine fare i conti.

5 commenti:

  1. Caro Drogo, mi dissocio totalmente da questa giustificazione del vandalismo. Questo è un cassonetto della carta, la carta non puzza, non sarà un bel vedere, ma dare fuoco ad un cassonetto NUOVO messo lì solo pochi giorni fa, è cosa da vandali oltre che da imbecilli. Ieri sono passato davanti i cassonetti di via statilio ottato all'altezza di Sforno, bè qualche "povero cittadino esasperato" ci ha buttato davanti addirittura una piscina gonfiabile da spiaggia per bambini, ancora gonfia. Ma di che parliamo? Quì la gente ha fatto una scelta, dei cassonetti, vecchi, nuovi, tanti o pochi se ne fotte. Ora i dubbi non ci sono più, gli zozzoni stanno superando quelli che cercano di evitare il peggio come possono. Basta a cercare giustificazioni, altrimenti si passa alla connivenza. Chi da fuoco ai cassonetti fa un danno ambientale, patrimoniale e danneggia chi paga le tasse, perchè i cassonetti li paghiamo noi(quelli che pagano la tari ovviamente, di certo non quelli che la evadono e fanno danneggiamenti.

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  2. Ciao Gothic, con il tuo commento mi dai la possibilità di eliminare alcune involontarie ambiguità contenute nel mio post.

    Io non giustifico affatto chi dà fuoco ai cassonetti. Ho espresso in maniera chiara e netta la mia personale posizione in un commento di qualche mese fa, nel bel mezzo della fase più acuta dell'emergenza monnezza, in cui rispondendo a un cittadino veramente esasperato dichiaravo che bruciare cassonetti per protesta non era auspicabile perché il maggior danno sarebbe venuto a noi stessi. E ho fatto l'esempio delle auto parcheggiate accanto ai cassonetti, che sono le nostre e non di chi ci ha messo in questa condizione.

    Ma se non giustifico nemmeno riesco a condannare. Perché ho abbastanza memoria per ricordare che se di incivili ce ne sono sempre stati, mai come nell'ultimo anno il quartiere è stato ridotto a un monnezzaio.

    Fatta salva l'innegabile responsabilità individuale di chi compie certi gesti, come bruciare un cassonetto o abbandonare piscine gonfiabili, esiste una maggiore responsabilità amministrativa e politica di chi ci ha messi in una condizione di degrado permanente, in cui i furbetti, gli sfaticati e quelli del "tanto lo fanno tutti" hanno prosperato.

    L'Ama e il comune di Roma, su pressione del purtroppo nuovamente silente municipio, devono ripristinare le condizioni pre differenziata. Finché questo non accadrà il malumore della gente potrà di nuovo sfociare in comportamenti al limite. Non si tratta di giustificarli, ma di comprendere da dove nascono e adoperarsi per eliminarne le cause.

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  3. Segnalo anche l'ottima sintesi del mio post pubblicata oggi da Roma Today

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  4. Drogo, perchè nel nostro quartiere, le cucine intere, i divani, le brande, i materassi, le tazze der cesso, sanitari vari,biciclette, mobili e chi più ne ha più ne metta, lasciati sui marciapiedi addosso ai cassonetti, non hanno mai fatto storia? Mai un indignato, mai un trafiletto di giornale, andava bene a tutti vedere certe manifestazioni di inciviltà radicata, oppure, semplicemente, non fregava un cavolo a nessuno. Oggi, mi sembra si voglia strumentalizzare una situazione che c'era anche prima di questa scellerata raccolta differenziata dell'ama, così come nel nostro quartiere ogni tanto arrivavano i viglili del fuoco a spegnere qualche cassonetto dato alle fiamme. I problemi sono diversi. Non ammucchiamo tutto quanto insieme sennò si fa confusione e chi ci rimette siamo noi, sia materialmente che come persone. Le condizioni pre differenziata vanno certamente ripristinate, ma bisognerebbe anche ripristinare l'educazione delle persone, educazione che manca da decenni.

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  5. E' evidente che noi due affrontiamo i problemi da prospettive diverse. Ma questo non ci ha impedito in passato di trovare dei punti di convergenza fra le nostre idee, perché entrambi viviamo lo stesso disagio. Ma quest'ultimo tuo commento, diversamente dal precedente che aveva ragione d'essere, mi lascia molto perplesso. Perché affermi:

    "mi sembra si voglia strumentalizzare una situazione che c'era anche prima di questa scellerata raccolta differenziata dell'ama"

    Al di là dell'accusa a me diretta di strumentalizzare la situazione (sulla quale ti risponderò più avanti), quello su cui non può esserci discussione è la tua affermazione che la stessa situazione di inciviltà esisteva anche prima in uguale maniera.

    No, no, no, e poi no! Gli zozzoni c'erano anche prima, mai negato. Così come c'erano i cassonetti che non venivano svuotati e chi lasciava i cessi accanto ai cassonetti. Ma per quanto il nostro quartiere non fosse pulitissimo non era certo ridotto nelle condizioni di adesso.

    L'ho già detto ad altri, fatti un giro con street view per il quartiere (le immagini sono del 2008) e confronta le stesse strade con adesso. Se disponi di onestà intellettuale, e so che ne hai, ammetterai che non c'è paragone fra oggi e allora. Ma se c'è questa evidente differenza, cosa ha causato questo cambiamento in peggio se non la scellerata raccolta differenziata dell'AMA, come l'hai definita tu stesso?

    Se vogliamo provare a trovare una sintesi fra le nostre posizioni io direi che l'AMA levando i cassonetti "ha aperto le gabbie" agli zozzoni. E sempre continuando nella metafora io penso che andare a rincorrere il singolo pollo è completamente inutile se prima non ripari il cancello della gabbia. Il succo è: prima rimetti i cassonetti e togli qualsiasi alibi agli zozzoni e poi parliamo di educazione.

    E per rispondere anche alla tua accusa di voler strumentalizzare la situazione, ti dico che avresti avuto ragione se io avessi continuato a sostenere che il quartiere è sporco "come" ad ottobre. Invece ho riconosciuto all'AMA, pur continuando a criticarla, che sono stati fatti notevoli passi avanti. Questo non mi sembra strumentalizzare. A meno che non ritieni che ormai l'AMA ha fatto quello che doveva fare e ogni ulteriore richiesta è pretestuosa.

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