lunedì 26 settembre 2011

Il giorno dopo


La prima Festa di Fine Estate Cinecittà presso la Torre del Quadraro è finita, con gran soddisfazione di chi vi ha partecipato e sollievo di chi l'ha organizzata e che adesso che tutto è andato come doveva andare può finalmente tirare un sospiro di sollievo.

Sono state migliaia le persone passate per la torre nei due giorni di festa. Molto apprezzata è stata la parte gastronomica (la faciolata, come sbagliarsi...). Ma hanno strappato commenti entusiastici anche le mostre e la parte di musica e spettacolo. Indubbio successo, vale la pena di sottolinearlo, anche per la proiezione delle foto storiche del quartiere, con la gente in fila ad aspettare anche mezz'ora per poter accedere alla piccola (purtroppo) saletta dove venivano proiettate le foto.

E come le api al miele (per usare una metafora più delicata di quella che meriterebbero), non sono mancati i soliti politici in cerca di consenso personale che hanno preteso i loro cinque minuti di vanagloria sul palco con il solito repertorio di vaghe promesse, del vedremo, diremo e faremo.

Ma nemmeno le loro facce hanno guastato il buonumore della gente. Per due giorni si sono messi i problemi da parte e si è pensato solo a divertirsi. Per due giorni si è fatta festa. Da oggi si torna ai problemi di sempre.

3 commenti:

  1. Ma l'avete sentiti l'altra sera quei pezzi di m.... di politici sul palco? Adesso ci mettiamo d'accordo tra di noi a come spartirci la torretta e poi la chiudiamo. Senza parole!

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  2. L'ho sentiti sì il capoccia dei caldarrostari e quell'altro che era la prima volta che lo sentivo e già mi è stato sul cazzo. Fossi stato io manco li avrei fatti parlare. Ma che dobbiamo fare, tocca sopportare, siamo in Italia. Comunque complimenti per la festa. Bella davvero.

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  3. Ad onor del vero, cito moltooooo a memoria, la frase del politico era "mettiamoci d'accordo, comune e municipio, così chiudiamo la torretta". Ma sono convinto fosse solo un lapsus e si intendesse: chiudiamo "la questione" della torretta.

    Speriamo non si tratti di un lapsus froidiano, ma concordo che l'atteggiamento dei due sul palco era più quello di signorotti in visita ai loro possedimenti che di rappresentanti delle istituzioni. Fra l'altro eletti da quegli stessi cittadini che avevano davanti, e non da vassalli, come piace loro considerarci.

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