venerdì 18 novembre 2011

Don Bosco, paese o città?


Sul Messaggero in edicola di ieri 17 novembre è apparso un articolo dal titolo "Cinema e chiesa, un piccolo paese" a firma di Marida Lombardo Pijola, che per alcune inesattezze, i toni e certe dichiarazioni di esponenti politici ha irritato alquanto i nostri amici dell'Associazione Vie e Piazze Storiche di Cinecittà. Tanto che questi hanno ritenuto, da orgogliosi cittadini del nostro quartiere, di dover dare una risposta pubblica.

L'Associazione Vie e Piazze Storiche di Cinecittà, con riferimento all'articolo Don Bosco Cinema e Chiesa un piccolo paese pubblicato dal quotidiano Il Messaggero in data odierna sulla Cronaca di Roma pag. 51 desidera esprimere la propria indignazione per le dichiarazioni ivi contenute e per il contenuto dell'articolo in generale....

L'articolo in questione non è ancora disponibile online. Se lo diventerà non mancheremo di segnalarvelo. Ma intanto proviamo noi a riportarne le parti che hanno suscitato più indignazione. A cominciare da alcune inesattezze che ci fanno capire come la giornalista conosce poco il nostro quartiere e si è affidata in modo frettoloso a fonti reperite in rete. Infatti scrive:

Don Bosco, periferia sud est di Roma, Cinecittà, 66.000 abitanti su 5.000 chilometri quadri...

Intanto gli abitanti del Don Bosco sono 54.175 (quelli della zona urbanistica) e la superficie non è certo di 5.000 km quadri come scritto, (cioè quanto Roma e provincia) ma di miseri 5, che si riducono ulteriormente se si escudono le aree verdi portando il quartiere ad avere una densità abitativa fra le più alte (se non la più alta) d'Europa...


Ma queste in fondo sono sciocchezze, come pure l'erroneo riferimento a un quartiere fatto di palazzoni di architettura littoria alquanto sgangherati (il quartiere è nato in buona parte negli anni '60 e soltanto per piazza San Giovanni Bosco il suo progettista, Gaetano Rapisardi, si è ispirato a quel tipo di architettura). Evidentemente non sono queste, ma altre, le cose che hanno dato fastidio agli amici di Vie e Piazze, come si può capire da questo altro estratto della loro lettera.

I cittadini del Quartiere Don Bosco lottano quotidianamente contro le mille avversità dovute ai pochi fondi disponibili e all'abbandono nonchè all'incuria da parte delle istituzioni locali e cittadine.
Non è certo colpa nostra se le strade non vengono riparate da anni, se in passato sono stato costruiti parcheggi privati sotterranei che hanno portato via centinaia di posti liberi in supericie, se il traffico è aumentato a dismisura perchè si consente ogni giorno a centinaia di pendolari di venire da fuori a parcheggiare nelle nostre strade per poi prendere la metropolitana, se da decenni non viene più fatta alcuna iniziativa culturale di rilievo, se la disoccupazione ha colpito come in tutta Roma le fasce sociali più giovani...

Probabilmente a dar fastidio, oltre alla definizione di paesello, è stata la rappresentazione a tratti nostalgica del bel tempo andato, altri all'insegna dell'allarme sociale, fatta del nostro quartiere. Nell'articolo si riportano testimonianze di cittadini più che legittime. Ma è evidente il taglio che la giornalista ha voluto dare nel privilegiare quelle testimonianze che parlano di un quartiere nel quale la solidarietà e la coesione sociale starebbero piano piano scomparendo. E ancora più fastidio ha sicuramente dato la descrizione esagerata di un quartiere abitato da vecchi.

Ecco uno scorcio di ciò che l'Italia potrebbe diventare. Farmacie, panchine, negozi di occhiali e per l'udito, patronati. Niente negozi di giocattoli, giostre, verde. Carrozzine a due ruote, e non a quattro. "Mio figlio si eccita se vede un bimbo, è una rarità", racconta Mariangela Santangelo, 33 anni. Un paese di sagome canute transumanti tra la bocciofila i giardini e la tv...

Innegabile che l'età media nel nostro quartiere sia molto alta, ma non mancano i giovani, e tutti i segnali, primo fra tutti quello del mercato immobiliare in crescita, indicano come sia in atto un lento ricambio generazionale nel nostro quartiere.


Ma sicuramente quello che ha dato più fastidio è stata l'improvvida dichiarazione del consigliere municipale David Di Giacomo del PDL, che a proposito dell'immondizia che trabocca nelle nostre strade avrebbe detto "Non c'è collaborazione da parte dei cittadini". Accusa gravissima da parte di un esponente politico eletto proprio da quei cittadini contro i quali si scaglia. Contro questa affermazione, la parte più dura della lettera di Vie e Piazze Storiche.

Le parole del Consigliere Di Giacomo, se pronunciate, dimostrano ancora una volta la lontanza dal territorio da parte dei politici del Municipio e l'ignoranza dei reali problemi da parte di questi.

E' solo grazie al costante e diretto impegno dei cittadini che la qualità della vita nel Quartiere Don Bosco continua a rimanere a livelli discreti. Ultime le iniziative che hanno portato al riposizionamento dei cassonetti per l'umido ed alla sostituzione di tutti i cassonetti con quelli nuovi e la festa di fine estate presso la Torre del Quadraro, con la partecipazione di migliaia di residenti entusiasti per la serata di musica spettacoli e cena interamente organizzata senza alcun contributo locale. 

Ribadiamo quindi tutto il nostro dispiacere ed attendiamo un chiarimento o una smentita da parte delle persone citate, ivi compreso la giornalista Pijola del Messaggero che ha voluto dipingere il nostro territorio in maniera incompleta e non obiettiva.

Il consigliere Di Giacomo avra tempo e modo, se lo desidererà, di smentire o precisare il senso di questa sua affermazione. Quello che però traspare dalla lettera di questi nostri amici è l'orgoglio per il quartiere in cui vivono e il dispiacere nel vederlo descritto in maniera così superficiale dimenticando i tanti (non solo sparute mosche bianche) giovani e non che sul nostro territorio ogni giorno conducono battaglie impegnandosi in prima persona per la scuola, per il diritto alla casa, contro il degrado e per una qualità della vita migliore. Un patrimonio umano che non va disperso, vilipeso e sottovalutato, ma semmai incoraggiato.

2 commenti:

  1. CHI DISPREZZA COMPRA...

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  2. Eh no, il nostro quartiere direi che non è proprio così, chi ha scritto l'articolo dovrebbe viverlo un attimino il quartiere, ho un bimbo di quasi 3 anni e posso dire che ogni sabato e domenica (pure i pomeriggi) se ci si fa un giro nei vari Oasi Park o zone attrezzate tipo a S. Policarpo, non ci si passa da quanti bambini ci sono, se ci sono i "vecchi" (anche se non mi piace) vuoldire che nel nostro quartiere si campa tanto, sintomo che anche se i politici non fanno nulla la gente è tosta e li vede cadere uno dopo l'altro.
    Nel nostro quartiere ci devi vivere per capire quanto è bello, anche l'angolo più brutto, ma che ne sanno questi...

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