venerdì 2 dicembre 2011

Come non detto...


Ci eravamo illusi, avevamo sperato che finalmente quel punto di travaso dell'immondizia in via dell'Aeroporto, piazzato fra le scuole e il centro anziani del quartiere, fosse stato finalmente trasferito altrove. Tre giorni è durato questo bel sogno, ma purtroppo, da stamattina, i compattatori sono tornati nuovamente in quel punto con il loro carico di miasmi e rumori molesti.

A quanto pare (sempre raccogliendo voci perché non c'è stata nessuna comunicazione ufficiale al riguardo) alcuni automobilisti, non vedendo più i cartelli di divieto né la solita fettuccia che delimitava la zona di manovra dei mezzi AMA, avevano ripreso l'abitudine a parcheggiare in quel punto, ostacolando di fatto le operazioni dell'AMA.

Pare anche che i vigili chiamati per multare quegli automobilisti si siano rifiutati in quanto la segnaletica, come mostrato anche dalle nostre foto, era inesistente e i permessi illegibili. Per questo motivo, sempre pare, il servizio di travaso è stato sospeso sino ad ieri, data in cui è stato, purtroppo, effettuato il ripristino di tutti i divieti. E questo è tornato il solito scenario di quella via: una lunga fila di camioncini in attesa di travasare immondizia.


Ma la tensione fra i cittadini resta alta. Proprio mentre eravamo lì per documentare quello sgradito ritorno, si sono sentite all'improvviso alte le grida di una signora che inveiva contro gli addetti dell'AMA...

Era successo che alla sua richiesta di un sacchetto per l'umido l'addetto l'aveva trattata in malo modo dicendole (riferito dalla signora) che dopo le undici non ne danno più e le ha chiuso la porta del camioncino in faccia.

Da quella scortesia è partito lo sfogo di quella signora contro non solo l'addetto, ma verso l'AMA tutta, verso il sistema assurdo dei camioncini "che bisogna noi cittadini portare tutto e loro non fanno un c...", e contro gli accertatori che si fanno "le passeggiate", e le buste in mater-bi che più si diffonderanno e "più faranno salire il prezzo del mais nel mondo..." (molto preparata la signora).


Non contento di quello che aveva scatenato, lo scortese addetto è sceso a quel punto dal camioncino, rosso in faccia, e ha provato a replicare che la signora stava facendo una storia per un sacchetto da dieci centesimi. In sostanza, le ha dato della pezzente.

La signora aveva chiesto un semplice sacchetto per fare il suo dovere di cittadina ed è stata trattata a pesci in faccia dall'AMA. Ha quindi giurato che anche lei, fino a quel momento ligia ai doveri ai quali era stata obbligata, d'ora in poi non vorrà più avere niente a che fare con l'assurdo sistema del misto duale.

Di fronte a questi episodi, sempre più frequenti, sorge un dubbio. L'AMA in nome della differerenziata ha tolto i cassonetti, imposto orari ristrettismi per la consegna dell'umido, ridotto l'intero quartiere a una discarica a cielo aperto, mandato accertatori in stile Gestapo a trattarci da incivili. Ma non è che il suo obiettivo finale non è fare la differenziata, ma farcela odiare?

E per non perdere l'abitudine, ecco qualche foto scattata ieri mattina. A testimoniare che la situazione immondia al Don Bosco resta critica, a cominciare da un mucchione notevole in via Statilio Ottato...


Ma l'intera strada ieri mattina era un tappeto di immondizia...


Viale San Giovanni Bosco si presentava in queste condizioni...



Stessa situazione in piazza Dei Consoli, a poche decine di metri da quel punto di travaso dell'AMA e dai suoi "cortesi" addetti...


Anche peggio va in via Ponzio Cominio...


Si chiude con Via Flavio Stilicone: cassonetti della carta e della plastica strapieni che non vengono svuotati dall'AMA con la giusta frequenza.


Come si può fare una seria differenziata in queste condizioni?

2 commenti:

  1. Mi sa che i signorini che dovrebbero raccogliere l'immondizia devono quantomeno capire che qualcuno li sta pagando e quel qualcuno siamo noi, quindi se una signora che potrebbe essere la loro madre o moglie gli chiede un semplice sacchetto la risposta dovrebbe essere diversa da quella che leggo.
    Credo sinceramente che sia arrivato il momento di fare qualcosa, non vedo più la necessità di tenere 4 secchi dell'immondizia dentro casa per 'sti 4 rimbambiti, credo proprio che smetterò di dividerla e mi sa che il bel secchietto che mi hanno dato all'inizio della farsa con i sacchetti di carta (!) glie li riporto giù. Non s'è mai vista né sentita una cosa del genere, siamo nel 2012 cacchio!!!!!

    RispondiElimina
  2. L'idea di sbarazzarsi di quel secchietto grigio topo, pretenziosamente chiamato dall' AMA "biopattumiera", è già venuta a molti. E come dargli torto...

    Adesso però ti si pone un problema. Lo differenzierai nella plastica oppure, visto che l'hai deciso per protesta contro la differenziata, lo ficcherai in un cassonetto nero? Sempre che ne trovi uno non strapieno e non ti tocchi lasciarlo per terra... ;)

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.