lunedì 2 gennaio 2012

Da Repubblica: "caos differenziata"


Ormai è chiaro anche ai media ufficiali. Se Roma è sporca, se sono decine e decine le lettere di protesta dei lettori dei vari quodidiani che arrivano alle redazioni, lo si deve in gran parte all'introduzione di un modello sbagliato di differenziata chiamato misto duale e voluto dall'AMA e dalla giunta Alemanno.

Questa volta è Repubblica a parlarcene in un sintetico reportage dai quartieri toccati da questo tipo di raccolta dall'indicativo titolo "Rifiuti, nei quartieri è ormai "caos differenziata"" e dall'ancor più esplicito sottotitolo (che ci riguarda direttamente) "A Don Bosco i cassonetti sono sempre stracolmi e l'immondizia finisce a terra", pubblicato nell'edizione in edicola del 31 dicembre (qui il pdf e qui la versione solo testo).

Nell'articolo in questione, oltre alle foto e a una precisa descrizione di quello che succede nelle nostre strade, vengono riportate anche le dichiarazioni del presidente dell'Associazione Vie e Piazze Storiche di Cinecittà, che ai lettori di quel giornale dice: "le esigenze di un quartiere così popoloso sono tante, non sempre conciliabili con gli orari di raccolta". E ricorda anche le tante iniziative messe in campo dalla sua associazione per protestare contro questo sistema, fra cui una petizione con migliaia di firme consegnata al X Municipio...


L'obbligatoria sintesi a cui sono costretti i giornalisti non ha lasciato spazio per ulteriori considerazioni. Ma è già importante essere riusciti a rompere il muro del silenzio e soprattutto dire che la colpa di una città così sporca non è del cittadino romano pigro, sporcaccione o incivile (come hanno provano a far credere certi altri tanto ma tanto vicini all'AMA e ad Alemanno), ma di un fallimentare metodo di differenziata.

Peccato che la conclusione dell'articolo sia stata affidata alle dichiarazioni del solito fanatico sostenitore del porta a porta come "unico" metodo per risolvere il problema rifiuti. Sistema, sia chiaro, ottimo in zone con conformazioni urbanistiche standard, ma impossibile da attuare in un quartiere come il nostro, con una delle densità abitative più alte d'Europa.

Prima o poi con questi che possiedono la verità dei rimedi miracolosi bisognerà parlarci, e spiegargli che non si può imporre un metodo senza averlo prima concordato con i cittadini su cui va a ricadere e soprattutto senza prima averne verificato la sua fattibilità sul campo. Vedremo allora, dalle loro risposte, se a muoverli sono buone intenzioni, interessi particolari, ambizione o semplice miopia.

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