sabato 11 febbraio 2012

Decimo municipio, il consiglio allo sfascio (parte seconda)


Torniamo a parlare della delirante situazione in cui si trova il consiglio municipale del nostro quartiere con la notizia che il suo presidente Stelitano ha finalmente, dopo un mese e mezzo di blocco, convocato il consiglio per lunedì 13 febbraio dalle 12 alle 14 (insolito orario), ma mettendo all'ordine del giorno ben 22 punti, quelli rimasti in arretrato, col primo che risale addirittura al 29 settembre del 2010 (un anno e mezzo fa) e l'ultimo, il ventiduesimo, che riguarda proprio noi con l'emergenza rifiuti.

Sgomberiamo subito il campo dai sospetti. Se la questione immondizia è finita in coda (e  quindi difficilmente riuscirà ad essere discussa in quel consiglio) non è per piccole vendette dello Stelitano che si è visto criticato (nella prima parte di questo post) anche da questo blog, ma semplicemente perché ha ritenuto di dover applicare pedissequamente il regolamento rispettando l'ordine di presentazione delle mozioni.

E questo apre un capitolo a parte, perché la nostra proposta di mozione, a cui è ispirata (in malomodo) quella presentata solo da pochi giorni da alcuni consiglieri del municipio, risale al 28 novembre (un mese e mezzo fa). Questo per dire della tempestività dei nostri politici nell'affrontare "un'emergenza" in tempi rapidi...


Ma tornando allo sfascio del municipio nel suo complesso, vale la pena di guardare anche alle responsabilità degli altri consiglieri oltre che a quelle del suo presidente, perché a quanto pare nemmeno loro si sono dati un granché da fare per sbloccare la situazione. Almeno stando alle dichiarazioni di Stelitano che nessuno ha smentito.

...solo ieri (2 febbraio, ndr) ho ricevuto una richiesta formale di convocazione, firmata da un numero sufficiente di consiglieri, per discutere, così è genericamente indicato, tutte le questioni all’ordine del giorno del Consiglio.

Il paradosso in tutta la questione è che se è comprensibile, ma non scusabile, l'atteggiamento dei consiglieri della maggioranza nel prendere tempo per risolvere la grana, è assolutamente incomprensibile quello dei consiglieri dell'opposizione, che sono rimasti in silenzio (tranne in un caso), quasi che non fosse loro interesse poter portare le proposte della loro parte in consiglio.

In tutto questo, proprio per far capire il clima avvelenato che si respira in consiglio, dobbiamo anche dar conto di una tegola caduta il testa al minisindaco Sandro Medici attraverso un articolo de Il Tempo (qui il pdf e qui la versione solo testo) in cui si parla dell'appartamento in cui abita in piazza Cavour comprato a un prezzo convenientissimo che è la metà del valore effettivo degli immobili di Prati.

Il giornalista non cita la sua fonte, ma a quanto si mormora, a quanto si dice, la talpa che avrebbe fornito quelle informazioni sarebbe interna alla stessa maggioranza che sostiene Medici e non sarebbe che una rivalsa per la revoca della carica di assessore a quel Piero Latino che avrebbe chiesto sottoscrizioni agli imprenditori che avevano a che fare col municipio.

Si tratta ovviamente soltanto di chiacchiere, illazioni, deduzioni o maldicenze senza alcuna possibilità di verifica, per cui le prendiamo per quello che sono e ve le riferiamo solo per dovere di cronaca. Ma ciò che ne traspare è un consiglio diviso, con i consiglieri impegnati in beghe personali, in cui l'ultimo, l'ultimissimo pensiero è il bene di quei cittadini in nome dei quali quei signori si sono fatti eleggere.

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