martedì 28 febbraio 2012

Roberto Scialabba, uno di noi


Quello nella foto è lo stabile occupato in via Calpurnio Fiamma, punto di aggregazione del quartiere negli anni settanta di alcuni gruppi di estrema sinistra. Un edificio storico, perché proprio lì nel 1944, quando era ancora la trattoria "da Gigetto" (anche conosciuta come l'incannucciata), Giuseppe Albano, detto il gobbo del Quarticciolo, assalì con la sua banda alcuni soldati tedeschi facendone fuori tre e provocando la rappresaglia di Kappler chiamata "Operazione Balena" che scaturirà nel Rastrellamento del Quadraro.

La foto ci mostra l'ultimo periodo di esistenza di quello stabile. Da lì a poco, ormai abbandonato e probabilmente pericolante, verrà demolito (gia si vedono le impalcature pronte per essere montate). Al suo posto, ironia della sorte per un posto con così tanta storia, oggi c'è una banca. Ma sulla foto è ben visibile quella scritta, ROBERTO E' VIVO, in ricordo di Roberto Scialabba, un ragazzo del nostro quartiere scelto a caso come vittima di un altra rappresaglia fascista e ucciso il 28 febbraio del 1978 in piazza San Giovanni Bosco.

L'autore materiale di quell'omicidio porta un nome conosciuto: Giusva Fioravanti. Insieme a una combriccola di suoi pari era nel quartiere con il dichiarato intento di colpire a morte qualcuno degli occupanti dello stabile (per approfondire...). Ma trovandolo vuoto, perché sgomberato dalla polizia quello stesso giorno, Fioravanti e i suoi cominciarono a vagare per il quartiere in cerca di qualcuno su cui sfogare il loro odio che avesse almeno l'aspetto da comunista. Arrivati in piazza, videro Roberto insieme a suo fratello e ad altri ragazzi del quartiere. Non li conoscevano, ma da come vestivano, dai capelli lunghi, fecero in fretta ad etichettarli come loro nemici e a sparare...

E' successo tanto tempo fa, sono passati trentaquattro anni da quel giorno. Il modo di fare, di pensare, di essere, di quegli anni si è radicalmente modificato. Si potrebbe pensare che su questi fatti della storia con la esse minuscola è venuto il momento di mettere una pietra sopra e di andare avanti. Ma non è così, non si può farlo quando quegli stessi uomini responsabili di quelle violenze, di quelle uccisioni, dello stesso omicidio di Roberto Scialabba, continuano ad essere attorno a noi e da una certa parte politica vengono riveriti, corteggiati e finanche premiati con incarichi ad personam.


E' successo con Stefano Andrini, condannato insieme alla sua banda di naziskin per aver massacrato nell'89 davanti al cinema Capranica due ragazzi mandandone uno in coma, e nominato Ad di Ama Servizi ambientali. E' successo con Francesco Bianco, che il 28 febbraio del 1978 era al volante proprio dell'auto che portò il commando omicida in piazza San Giovanni Bosco, infilato all'ATAC e poi "solo" sospeso per alcune sue frasi antisemite.

Persone che non solo continuano a perseverare nelle loro becere idee, ma che ancor oggi usano la violenza come mezzo per dirimere le loro questioni. E' notizia di poche settimane fa la gambizzazione di Bianco ad opera di Carlo Giannotta, uno dei cosidetti custodi dell'Acca Larentia e padre di Mirko Giannotta arrestato nel 2003 per rapine a banche e gioiellerie, nominato sempre dallo stesso sindaco con la celtica al collo responsabile del "decoro urbano" all'AMA (sempre sull'AMA andiamo a finire...). E Giannotta è anche padre di un altro figlio, Fabio, anche lui dal passato criminale (fu arrestato per tentata rapina alla gioielleria Bulgari) e socio insieme a tutta la sua famiglia di una fantomatica associazione "D'Annunzio" a cui:

L’Amministratore Delegato di AMA dott. Panzironi è riuscito ad assegnare, a Gennaio 2010, gratuitamente, senza alcun bando ne alcuna procedura trasparente, dei locali al numero civico 78 del cimitero storico del Verano.


Oggi alle 17,00 in piazza San Giovanni Bosco, accanto al cippo che ricorda quel nostro concittadino, ci sarà una commemorazione in ricordo di Roberto Scialabba. L'occasione per tutti noi, trentaquattro anni dopo, di ricordare ai tanti distratti o che pensano che tanto sono storie del passato che allora come adesso opporsi al fascismo, in tutte le sue forme, continua ad essere una pregiudiziale imprescindibile se vogliamo continuare a considerarci esseri umani.

1 commento:

  1. Grazie per il ricordo che ogni anno porgi a Roberto e alla memoria storica del quartiere

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