giovedì 16 febbraio 2012

Sandro Medici e la faccia che ha


Adesso che è passato quasi un mese, a mente fredda, vale la pena di tornare sulle dichiarazioni del minisindaco del X municipio, Sandro Medici, andate in onda domenica 22 gennaio nel corso della trasmissione Presadiretta (qui il video). Al giornalista che gli chiedeva come era iniziata la differenziata nel municipio Medici ha infatti dichiarato:

Nel progetto originario, quello almeno che vedemmo noi, era un progetto di raccolta differenziata, ma porta a porta.

Peccato che quella proposta di porta a porta di cui parla Medici non comprendeva in nessun modo il Tuscolano Don Bosco, ma riguardava le zone di Quarto Miglio, Statuario, Capannelle e Cinecittà Est. E questo è stato rinfacciato più volte a Medici sia da consiglieri dell'opposizione che da cittadini intervenuti in consiglio municipale per protestare e che volevano sapere chi avesse deciso quel cambio di zona così assurdo...

In quel consiglio, contraddicendo quanto invece ha poi dichiarato a Presadiretta e senza rispondere su chi l'avesse autorizzata, Medici affermò che quella di Cinecittà Est era una proposta per il porta a porta e quindi "cosa diversa" da quella del misto duale che attualmente riguarda il nostro territorio.

Oltretutto, nell'intervista a Presadiretta è continuato lo scaricabarile sulle responsabilità, che Medici prova ad addossare esclusivamente all'AMA dimenticando che la firma sulla lettera ufficiale che ce l'annunciava era proprio la sua e che è andato finanche in Campidoglio alla presentazione con Alemanno per rivendicare il merito dell'iniziativa. 

- Senta, invece com'è iniziata questa storia della raccolta differenziata qui nel suo municipio?
- Nel progetto originario, quello almeno che vedemmo noi, era un progetto di raccolta differenziata, ma porta a porta.
- Ma gliel'avete chiesto all'AMA come mai avevano scelto il porta a porta e poi invece vi hanno proposto un altro modello?
- Per motivi economici ci hanno detto. Col sistema duale si spende meno, però c'è una resa sicuramente inferiore rispetto al porta a porta. Però, insomma, se si continua a ragionare soltanto in termini economici noi il problema dei rifiuti a Roma non lo risolveremo così.

Non lo risolveremo nemmeno con le sue parole, perché intanto dà un'informazione sbagliatissima parlando "con dispiacere" del ritorno di ben "120 cassonetti per l'indifferenziata" (sono solo 70 per 53.000 abitanti). E poi perché conduce l'intervistatore in piazza Subaugusta di Cinecittà, mai nemmeno sfiorata dalla differenziata, davanti a tre cassonetti neri in fila, per mostrarli ad esempio. Alzi la mano chi sa dove trovarne così tanti da noi. Ovviamente nessuno. Infatti a stento, se si è fortunati, se ne trova uno ogni cento o duecento metri. E ci sono strade in cui non ce n'è neanche uno.

Ma del resto, del ritorno dei cassonetti neri ottenuto esclusivamente con le nostre lotte, Medici era già riuscito a lamentarsene a giugno scorso (dopo mesi di silenzio suo e di tutto il consiglio mentre il nostro quartiere diventava una discarica a cielo aperto) considerandolo un errore.

Secondo il Presidente del Municipio la questione della differenziazione dei rifiuti si concluderà con una soluzione a metà strada: "Partono con la raccolta differenziata così come l' hanno pensata poi, in seguito ai disagi dei cittadini, riposizioneranno alcuni cassonetti verdi." Il Presidente conclude sostenendo che "in questo modo si tende a ridurre in maniera sensibile la possibilità di fare la raccolta differenziata e di ottenere beneficio da questa".

Un atteggiamento insopportabile e sicuramente pieno di ambiguità che parte dall'avallo iniziale al sistema misto duale pensato dagli uomini del "nemico" Alemanno, passa dal suo silenzio quando le cose cominciano ad andare male, fino alla negazione di oggi di qualsiasi responsabilità sua e del municipio. Un comportamento che ci fa ben capire la distanza abissale che questo minisindaco (in buona compagnia praticamente di tutti i suoi consiglieri, compresi quelli che a parole si dicono sua opposizione) ha dai cittadini che dovrebbe amministrare.


E del resto come possiamo pretendere che capisca i nostri problemi uno che si è fatto eleggere al Tuscolano, ma che abita a Prati?

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