mercoledì 16 maggio 2012

Sui rimborsi viaggi dei consiglieri del X municipio

L'indicazione è precisa, i consiglieri municipali che percepiscono rimbosi viaggio in quanto non residenti nel territorio comunale sono tenuti a presentare documentazione delle spese sostenute. E nel caso di irregolarità deve scattare la denuncia all'autorità giudiziaria.

Ce ne informa Abitarearoma che riprende le dichiarazioni di Liborio Iudicello, Segretario Direttore generale del Segretariato - Direzione generale - Direzione Giunta e Assemblea capitolina - Servizio funzioni di assistenza giuridico amministrativa (ma quanto gli piacciono i titoli a questi...! ndr)

“Pare comunque utile ribadire che non potrà procedersi ad alcun rimborso in assenza delle necessarie dichiarazioni dell'interessato, prescritte dalla legge e rese nella modalità per esse stabilite, nonché in carenza della documentazione delle spese effettivamente sostenute (ad es. biglietti ferroviari o di altri mezzi di trasporto di linea, ricevute pedaggi stradali e ogni altro elemento utile ad attestare l'effettività della spese) che lo stesso Amministratore dove produrre a corredo della richiesta di rimborso”.

La notizia ci riguarda da vicino in quanto cittadini del X municipio. Ne abbiamo già parlato riprendendo un articolo sempre di Abitarearoma che aveva pubblicato le cifre dei rimborsi viaggi di alcuni consiglieri eletti in casa nostra. Assolutamente abnorme (fosse anche legittimo) il rimborso chiesto dal consigliere del PDL Antipasqua, di ben 21.160,92 euro. Con quella cifra ci campa una famiglia e invece qui si tratta "solo" di un rimborso viaggi. Appare ridicola oltre misura, poi, la richiesta di 836,20 euro da parte della consigliera Cocciolo del PD come rimborso viaggio dalla "lontanissima" Ciampino...


Nell'articolo si riprende inoltre un'ulteriore dichiarazione di Iudicello che smentisce il direttore del X municipio, Francesco Febbraro, che sosteneva che non ci fosse l’obbligo di produrre ricevute, titoli di viaggio ecc.

“Le verifiche che gli Uffici devono effettuare ai fini della liquidazione del rimborso, oltre che incentrarsi su tali documenti non potranno prescindere, in ogni caso, dall'accertamento della residenza dell'Amministratore (dimora abituale) anche attraverso contatti diretti con le competenti strutture dell'amministrazione comunale di residenza dichiarata, né dal raffronto tra la documentazione delle spese con le convocazioni e i verbali delle riunioni degli organi cui lo stesso Amministratore ha partecipato, dal quale si evidenzi la compatibilità di tale necessaria presenza con i riscontri orari dei viaggi effettuati”.

Chiarissimo il messaggio: chi richiede il rimborso è tenuto a presentare una documentazione accurata e gli uffici hanno l'obbligo di verificarne la validità. Ma c'è dell'altro.

“E' del tutto ovvio, peraltro, che ove da tali verifiche dovessero risultare anomalie o incongruenze non giustificabili non potrà procedersi ad alcun rimborso e nel caso emergessero profili di responsabilità, anche solo omissivi, sufficientemente delineati, le SS.LL., oltre a riferirne tempestivamente allo scrivente, provvederanno senza indugio a produrre apposita denuncia ai competenti organi dell'autorità giudiziaria”.

Insomma, al di là di eventuali irregolarità tutte da dimostrare, a noi già sembra un assurdo che persone non della nostra circoscrizione o addirittura residenti a centinaia di chilometri vogliano farsi eleggere nel nostro municipio, ma sicuramente non troviamo giusto che queste persone debbano essere "premiate" con soldi pubblici per quella che è stata una "loro" scelta nel candidarsi al di fuori del comune di loro residenza.

Sono tempi duri e si deve tagliare la spesa pubblica? Cominciamo da questa.

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