giovedì 3 maggio 2012

Zingaretti, te la ricordi la fine di Cicciobello?


La notizia è senza dubbio clamorosa, il PD ha finalmente una posizione certa sulla questione rifiuti. Epperò, per dirla con un famoso personaggio di Guzzanti, è sbagliata!

Anche quel partito, infatti, si è schierato per il porta a porta come "unica modalità". E pur non dichiarando apertamente il sostegno alla proposta degli ecofascisti del pensiero unico di Verso Rifiuti Zero aveva per il 21 aprile invitato i suoi iscritti a fare banchetti sullo stesso tema proprio in concomitanza con la loro raccolta firme (a cui invece aderisce Lega Ambiente Lazio, organizzazione strettamente legata al PD).


Un'unica modalità c'è scritto sul loro volantino. Se le parole hanno ancora un significato non c'è spazio per fraintendimenti. Ed è perfettamente inutile che poi nel loro documento programmatico scrivano:

La raccolta differenziata in un contesto urbano complesso come quello di Roma, con molteplici tipologie di quartieri, va ovviamente calibrata, quartiere per quartiere, individuando le soluzioni tecnologiche, logistiche e gestionali migliori e più adatte.

Comunque si tratterebbe di forme diverse di "quell'unico metodo" che hanno deciso di portare avanti, il porta a porta. Che poi sia porta a porta spinto o parziale, individuale o condominiale, per noi non fa la benché minima differenza. L'impatto devastante che avrebbe un simile metodo applicato a un territorio così densamente popolato come è il nostro sarebbe lo stesso...

Se il Pd dovesse riconquistare il comune di Roma, in ossequio a quanto dichiarato in questi giorni, imporrebbe quel metodo a tutta Roma, compresi noi del Tuscolano Don Bosco.


E così, dopo Alemanno, che ha ridotto le nostre strade a depositi di rifiuti, ci penserebbe Zingaretti a darci il colpo finale trasformando in discariche i nostri cortili, scale e androni dei palazzi.

Ma prima di cantar vittoria Zingaretti farebbe bene a ricordarsi che fine ha fatto la Bresso in Piemonte, che è stata trombata per poche migliaia di voti per essersene voluta infischiare di quello che chiedeva la sua stessa base elettorale sulla questione No Tav.

Ed è certo che se anche lui continuerà su questa china, ascoltando soltanto i comitati di affari e dando voce solo alle loro ambizioni e interessi invece che ai cittadini (chieda a Rutelli che c'è già passato), farà la stessa identica fine.

1 commento:

  1. Me le ricordo le foto. Zingaretti che si prende un limone in faccia al 25 aprile 2010 diretto alla Polverini. Per colpa sua che voleva fare la passerella sul palco hanno dovuto invitare anche quella merda che fa il saluto romano e che ci chiama zecche. E per colpa di Zingaretti, che voleva far parlare una fascista proprio al 25 aprile, due compagni che hanno giustamente reagito si sono beccati una denuncia.

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