venerdì 28 settembre 2012

Da quella che una volta era Cinecittà


Cinecittà sta chiudendo. Un lento e inesorabile declino che lascerà a spasso tanta gente. Tecnici qualificati, attrezzisti, macchinisti... Il loro sapere, frutto di anni e anni di esperienza nel realizzare capolavori visti in tutto il mondo, verrà irrimediabilmente perduto.

Almaviva, l'azienda che gestisce tre call center in via Lamaro con 632 dipendenti, se ne va. Si trasferisce al sud non perché abbia problemi, ma perché lì pensa di trovare condizioni a lei più convenienti infischiandosene dei tanti che saranno lasciati a spasso.


Ieri si è svolto un corteo nelle strade del nostro quartiere proprio per denunciare l'impoverimento in atto nel nostro territorio. Per pura speculazione si lascia marcire un patrimonio come Cinecittà. Per la fame di profitto dei gestori di un call center si riducono le persone a numeri con cui giocare in sottrazione...

Personalmente ho qualche dubbio che fare un corteo nel nostro quartiere sia utile. La protesta va portata sotto le finestre di chi di questi problemi ha la responsabilità, altrimenti diventa autoreferenziale. Ma è anche importante riuscire a rendere visibili le proteste che si vanno facendo e a farne conoscere le ragioni a cominciare da chi ci è più vicino. E allora forse si può anche cominciare da quel quartiere che è casa per tanti di quei lavoratori in difficoltà.


Oggi tocca a loro perdere il lavoro, tecnici iper specializzati da una parte e operatori di call center dall'altra, domani...

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