venerdì 26 ottobre 2012

Il più pulito c'ha la rogna


Dell'AMA abbiamo detto peste e corna. E ne avevamo tutte le ragioni. Per la loro incompetenza, inettitudine, per ambizione, calcolo politico ed economico hanno lasciato quartieri interi di Roma (e noi al Don Bosco più di tutti) per due anni in mezzo all'immondizia. E l'hanno chiamato fare la differenziata.

Da questo blog ne abbiamo dette tante sui politici (al comune e al municipio) che avrebbero dovuto e dovrebbero dettare gli indirizzi della loro azione, ne abbiamo dette sui loro dirigenti, nominati chissà come, e tante altre ancora ne abbiamo dette su quelli assunti in AMA per chiamata diretta in quanto parenti, amici amanti e camerati di quelli al vertice.

Ma non bastava. Adesso è il turno dei sindacalisti dell'AMA (di certi sindacati, la Cisl in questo caso), quelli senza il cui benestare non si muove una foglia e che le promozioni, i permessi e le altre agevolazioni devono andare ai loro iscritti e non a quelli di altri sindacati...

Alessandro Bonfigli (indicato dalla freccia), il sindacalista Cisl tanto chiacchierato in questi giorni

Questo già si sapeva. Ma quello che ancora non era venuto fuori è che per queste agevolazioni quei sindacalisti pretendevano dai lavoratori soldi con la scusa di regali da fare. Il Corriere della Sera ha pubblicato nei giorni scorsi interessanti articoli sull'argomento e in uno di questi si parla di un computer da 1.750 euro da regalare a un certo figuro, con quota di 350 euro a lavoratore. Scrive il Corriere a proposito di quegli sms mostrati nella foto in testa al post:

Ecco, le promozioni in Ama, secondo la ricostruzione del dipendente e la robusta prova che adesso torna nel taschino della sua giacca, funzionerebbero così. «I 350 euro mascherati da regalo servono a passare, ad esempio, da vice capodistretto di 6° al livello successivo. Il sindacato se ne occupa nella persona di Alessandro Bonfigli, che manda avanti i suoi collaboratori e poi gestisce la pratica con la direzione del personale. Intanto partono gli sms, con la richiesta di contributo...

Nel messaggio «Ale» starebbe dunque per Bonfigli, autentico «direttore ombra» dell'azienda: segretario Fit-Cisl, presidente del Cral, Suv in garage, moglie assunta alla Multiservizi (controllata Ama) con lauto super-minino, 3-4 vacanze l'anno a spese del dopolavoro...

Una pratica assurda, questa dei soldi camuffati da regalo, di fronte alla quale chi si rifiutava veniva bandito e messo ai margini. Per fortuna, però, c'è stato chi si è ribellato e ha detto tutto. Ma sono tanti, purtroppo, i lavoratori dell'AMA, che tacciono, tollerano e addirittura incoraggiano queste pratiche vedendono solo gli egoistici vantaggi che vengono loro a scapito di chi vorrebbe solo lavorare onestamente.

Doppia fila per auto vigili e camioncini AMA

Sono quelli che ci circondano, che vediamo ogni giorno nelle nostre strade lavorare a rimediare alle geniali pensate dei loro dirigenti e tecnici (non tutti sono uguali). Ma sono anche quelli che sfrecciano coi camioncini, parcheggiano in doppia fila per andare a prendersi dei lunghi caffè. E soprattutto sono quelli che se ne stanno beatamente con le cuffie nelle orecchie o attaccati ai cellulari ai punti mobili mentre a noi tocca portare loro l'organico pena multe salatissime elevabili da altro loro parentame. Per inciso, è sempre più inutile chiedere loro un sacchetto rosa per l'organico di ricambio. Sempre più spesso la risposta è che sono finiti (inguattati anche quelli?).

Da qualsiasi punto di vista la si voglia vedere, fra inchieste, scandali, inefficienze, impianti che non ci sono (o sono guasti e non vengono riparati), gare d'appalto pilotate e parentopoli megacolossali, l'AMA appare marcia, in putrefazione, sempre più simile a quella monnezza di cui dovrebbe liberarci. E sicuramente (in questo caso è più che giustificato) questo rifiuto di municipalizzata non è differenziabile.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.