mercoledì 17 ottobre 2012

Roma Sì Muove, un fallimento meritato


Una buona notizia. La santa alleanza dell'ipocrisia, quell'accozzaglia di radicalverdifiniani chiamata Roma Sì Muove che sulla base di generici slogan (non supportati da nessuno studio di fattibilità sulla realizzabilità, sui costi e sul dove reperire le risorse e, importantissimo, a cosa sottrarle) pretendeva firme per ben otto referendum comunali, non è riuscita a raggiungere il tetto minimo di 50.000 firme richiesto.

Sono stati appena 40.000 i romani (sui 2 milioni e settecentomila abitanti di questa città) che hanno firmato. E questo nonostante una proroga di ulteriori 15 giorni che gli organizzatori hanno chiesto e ottenuta, accettando pero nel contempo di invalidare e rendere così inutili le quattromila firme di luglio, in buona parte quelle raccolte durante la Festa dell'Unità a Caracalla.

Adesso i promotori di quei referendum (radicali, finiani ed eco opportunisti in genere) dovrebbero interrogarsi sui perché del loro fallimento. Per esempio sul fatto che era impossibile parlare e discutere, fosse anche in positivo, delle loro proposte perché erano solo vuote enunciazioni, oppure sul non essere riusciti a dare la giusta visibilità alle loro proposte. Invece, sui loro siti e profili, in queste ore è tutto un accusare e dare le colpe ai romani, senza fare la benché minima autocritica sulla loro incapacità nel convincere i cittadini a firmare. Questi alcuni dei loro messaggi.

continuo a non capire come mai tanta gente non alza le chiappe e va a firmare! Che rabbia! Poi si lamentano...

bravi voi ..un po meno bravi, i romani che nun firmeno..

 Bravi!! resta il rammarico che questa citta non si muove..Ma non ci arrendiamo!!!

Fra le ipotesi più strampalate, c'è anche chi fra i promotori chiede un'ulteriore proroga, come se si possa continuare all'infinito a raccogliere firme.

È tutto finito? No, in realtà la campagna può proseguire ancora per altri 15 giorni, facendo slittare in avanti l’inizio della raccolta firme e perdendo però quelle raccolte nei giorni precedenti. La regola infatti è che le firme debbano essere raccolte nei tre mesi precedenti il deposito.

Un'interpretazione fin troppo elastica di cosa è un referendum in democrazia e un'ulteriore conferma della loro pochezza.

Adesso, possono fare tutti i proclami che vogliono, ma questa citta e i suoi cittadini (che hanno etichettato come pigri e indolenti), non firmando hanno dato loro una risposta chiara. Ed è ora che questi vecchi tromboni della politica (mentalmente quando non anagraficamente) se ne rendano conto e se ne vadano a casa!

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