martedì 2 ottobre 2012

Un'Americana a Roma - Fatece largo che...


Fatece largo che passamo noi, una colorita strofa di una vecchia canzone romanesca che però nasconde arroganza, prepotenza e la solita strafottenza di chi pensa di poter fare tutto quello che gli pare infischiandosene degli altri attorno.

La stessa logica degli organizzatori della manifestazione Un'Americana a Roma, che a tutto assomigliano tranne che a li giovinotti de 'sta Roma bella e che pretendono per forza di farla svolgere in piazza San Giovanni Bosco, infischiandosene dell'impatto devastante che avranno con la loro iniziativa.

Dei danni fatti nelle passate edizioni alla pavimentazione e alle caditoie della piazza (da questa e da altre manifestazioni simili) abbiamo già ampiamente riferito in altri post. Oggi invece parliamo di un altro aspetto deteriore di questa americanata. Per due giorni l'intera piazza dovrà essere svuotata da auto e motocicli, oltre al divieto assoluto di transito per la giornata di domenica 7 ottobre.

Si tratta all'incirca di 190 posti auto in meno in un quartiere dove (per la sua alta densità abitativa) è estremamente difficile trovare un parcheggio già in condizioni normali. Il che significherà 190 automobilisti inferociti a cercare un posto nelle strade limitrofe invece di poter usare l'auto per andare a far spese o a trovare i parenti, come normale di domenica da queste parti...



E a questi 190 posti in meno si dovranno aggiungere anche quelli che occorreranno per le decine di furgoni e mezzi dell'organizzazione per i quali potrebbe essere richiesta un'ulteriore zona di sosta. L'anno scorso questi signori trasformarono la piazza (che è zona pedonale) nel loro personale parcheggio, con i vigili che chiusero tutti e due gli occhi mentre multavano le auto dei malcapitati cittadini che non avevano potuto ottemperare all'obbligo di rimozione. Vedremo quest'anno se la storia si ripeterà, vigili avvertiti.

Basterebbe questo semplice dato, 190 posti auto in meno, per far capire appieno il disagio che causerà questa manifestazione ai cittadini che abitano in zona e per capire come la piazza scelta per l'americanata in questione non è la più adatta e che esistono altre piazze e zone di questo stesso quartiere dove l'impatto sarebbe stato più sostenibile.

Altro degrado, centinaia di volantini sotto i tergicristalli delle auto

Anche a seguito delle nostre proteste dell'anno scorso, il consigliere municipale Giuseppe Antipasqua aveva a maggio avanzato in commissione la richiesta di delocalizzare quella manifestazione (altri cittadini hanno proposto in alternativa la zona del Parco degli Acquedotti, che sicuramente è molto suggestiva e adatta a una manifestazione sportiva), ma la proposta è stata respinta (chissà da chi e perché) lasciando a noi cittadini un carico pesante di disagi.

Ma che l'americanata in questione non stia più così bene a tutti è ormai più di una semplice supposizione. Voci parlano di screzi e di una spaccatura all'interno del gruppo consigliare del PD in municipio nella cui orbita (il condizionale è d'obbligo) graviterebbe questa manifestazione. Mentre un ulteriore segnale che qualcosa non è andato per il verso giusto è il venir meno del patrocinio della Provincia di Roma, che era invece presente sui manifesti e sui volantini nelle scorse edizioni.

Poco importa a noi delle loro beghe, perché alla fine la manifestazione si terrà lo stesso. Piuttosto questo è un ulteriore segnale che su queste questioni, per decidere se farla o meno, non valgono le ragioni dei cittadini, ma solo le convenienze degli esponenti di quella che in un tempo lontano (ma siamo sicuri che non lo sia anche adesso?) veniva chiamata la società de li magnaccioni.

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