lunedì 8 ottobre 2012

Un'americanata, ma con moderazione


Anche quest'anno quella manifestazione chiamata Un'Americana a Roma ha portato il suo carico di disagi in piazza San Giovanni Bosco. Ma bisogna anche riconoscere agli organizzatori (o a chi vigilava su di loro) che hanno fatto del loro meglio per contenerli.

Una situazione certamente migliore di quella degli anni passati, quando la piazza con la sua fragile pavimentazione diventava il personale parcheggio dei pesanti mezzi dei gestori degli stand. Ma non sono purtroppo mancati anche questa volta alcuni comportamenti al limite.


I mezzi degli organizzatori, anche se non vi hanno sostato, sono comunque entrati in piazza per l'allestimento degli stand. Nella foto se ne vedono due, col furgonato pericolosamente parcheggiato a filo con la grata già provata dai tanti passaggi (in realtà, mia testimonianza diretta, quel furgone appena arrivato si era posizionato con le ruote proprio sulla grata e si stava apprestando a scaricare quando qualcuno ha fatto notare la cosa all'autista, che si è sprecato a spostarsi di un paio di centimetri)...


In compenso quest'anno, per fortuna, non c'era in piazza il pesante bolide di oltre una tonnellata di peso in esposizione. C'era però di nuovo quel caratteristico camioncino che ne pesa probabilmente altrettanto. Non ha certo fatto bene alla pavimentazione il suo passaggio e lo stazionamento lì per tutta la giornata.

Modestissima la partecipazione del pubblico, niente a che vedere con altre manifestazioni fatte nella stessa piazza. Segno che gli stessi abitanti del quartiere hanno in buona parte snobbato l'evento, pur avendolo sotto le loro finestre.


Insomma, da parte degli organizzatori si è fatto meglio che negli anni passati (e per questo ci prendiamo anche un po' di merito nell'aver segnalato la situazione), ma si poteva fare certamente di più. Sottrarre al quartiere quasi 200 posti auto, interrompere il transito sulla sua direttrice principale, far deviare una linea Atac (il 502) per un'intera giornata, è un disagio pesante che dovrebbe far riflettere gli organizzatori e chi concede loro i permessi per il prossimo anno nello scegliere un'altra zona del quartiere con un minore impatto. E ce ne sono.


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