lunedì 19 novembre 2012

Le ambiguità della candidata Prestipino e lo scempio nella nostra piazza


Oggi si parla di Patrizia Prestipino, assessore alla provincia di Roma e candidata alle primarie del Pd per la carica a sindaco di Roma, che ieri ha voluto allietarci della sua presenza in piazza San Giovanni Bosco dimostrandoci tutta la strafottenza, il degrado e lo scempio che possono portare i politici e i loro carrozzoni elettorali, con la "nostra" piazza ridotta a "loro" parcheggio personale, patrocini assurdi e immotivati, squallide consorterie corse alla corte del candidato per foto ricordo e vigili urbani che a voler essere buoni potremmo definire quantomeno "distratti".

La Prestipino era già salita agli onori della cronaca per aver sfruttato le statue del Pincio come testimonial della sua campagna per le primarie degradandole con lo scempio dei suoi manifesti, quelli che riportavano lo slogan "L'uomo giusto per Roma". Che poi, l'uomo "ambiguamente" sarebbe lei. Questa una dichiarazione esplicativa del suo pensiero.

"ormai le donne hanno le palle (come me) e quindi il maschio della situazione ha i capelli lunghi biondi, fa la prof di liceo e ama gli animali".

Sarà contento di saperlo il marito Riccardo Milana, deputato dell'Api passato all'Udc. Ma se c'è una cosa odiosa più del maschilismo sono le donne che si vantano di avere gli attributi. In questo la Prestipino fa il paio con la Polverini che proprio ieri ha detto di Zingaretti: 

"per governare questa Regione ci vogliono gli attributi, e non mi aspettavo che questa sinistra prendesse il solito zimbello...".

Insomma, per questi esemplari di signore la cultura, l'intelligenza, l'impegno della politica si misurano solo col centimetro, a chi ce l'ha più lungo. Inevitabile pensare che sarebbero state ottime cavie per il dottor Freud nell'elaborare la sua teoria sull'invidia del pene...


Ma ieri in piazza la Prestipino ha dimostrato di saper fare anche peggio, a cominciare dal manifesto che annunciava la sua iniziativa, che presentata come una manifestazione dedicata alla bici, dal titolo "Roma Pedala", altro non era che una vera e propria kermesse propagandistica, con quel simbolo 4P (il logo della sua campagna) in testa al manifesto, link dedicato e con quella scritta che non lasciava spazio ad equivoci:

Conclude Patrizia Prestipino candidata alle primarie per il sindaco di Roma.

E questa è un'altra grande ambiguità della Prestipino. Di quali primarie parla? Di quale schieramento o partito? Forse che la signora si vergognava di scrivere che le primarie in questione sono quelle del PD? C'è da capirla, visti i venti di antipolitica che soffiano. Ma giocare a camuffarsi è davvero poco dignitoso per una persona che la tessera di quel partito la ha in tasca.


Ma la vergogna più grande di quel manifesto è quel logo MuniX in basso a destra a testimonianza del patrocinio ricevuto dal X municipio, come ha confermato pubblicamente in piazza lei stessa nel ringraziare l'assessore del municipio Massimo Perifano, intervenuto al suo fianco. E questo ha davvero dell'incredibile! Da quando in qua si dà il patrocinio di un "pubblico ente" alle iniziative elettorali di un "candidato di parte"?


L'ennesima vergogna che ci dimostra di che pasta sono fatti questi politici, che per raggiungere i propri obiettivi non si fanno scrupolo di concedere allegramente la nostra piazza ai loro sodali, i quali non mancano di trasformarla nel loro personale parcheggio, con mezzi e furgoni del peso di oltre una tonnellata sulla fragilissima e sottile pavimentazione che ormai porta parecchi segni di quei passaggi.


Questo è successo in passato in altre manifestazioni e questo è successo ieri con la Prestipino. Si dirà, si potevano chiamare i vigili per chiedere a loro di far rispettare quel divieto di sosta che vige in piazza. E non era nemmeno difficile trovarli. Eccoli, in tanti, e con tutte le loro auto parcheggiate... in piazza.


Cosa si poteva, quindi, andare a chiedere a quei vigili? Il rispetto di quelle leggi e regolamenti che loro stessi per primi infrangono?


I mezzi delle foto sopra (oltre alle auto dei vigili) erano degli organizzatori degli stand, ma anche dell'ennesimo gruppo di cosidetta "protezione civile". Personaggi in cerca di visibilità, lo si vedeva chiaramente, con le loro divise con baschetto e anfibio d'ordinanza (ma quanto gli piacciono le divise a questi...) e lì per fare da spot per la candidata, schierati in drappello con maglietta dedicata.


Per fortuna, compresi i leccaculo di professione e dei ragazzotti (che si spera stipendiati) messi a distribuire tazze, magliette, spille e gadget vari (a proposito, chi paga la campagna della candidata?) erano una cinquantina appena gli intervenuti al comizio elettorale della Prestipino.


Quello che a noi resta del suo passaggio è l'ennesimo sfregio e danno alla nostra piazza, con una pavimentazione ormai piena di buche e che ha bisogno di lavori urgenti.


Sempre che non si voglia nostalgicamente tornare a camminare fra i sassi, come si faceva negli anni sessanta e settanta.

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