martedì 27 novembre 2012

Parcheggio alla romana al Don Bosco, ieri


La foto l'avevamo già mostrata all'interno del post sulla "patrocinata Prestipino", ma merita uno spazio tutto suo. Intanto perché ci mostra piazza San Giovanni Bosco com'era negli anni 70, con il pietrisco al posto della pavimentazione, la classica giostra coi cavallucci (o almeno così sembra) e i binari del tram (lì perché deviato dalla Tuscolana, dove in quegli anni si stava costruendo la Metro A). Ma oltre a questo si può notare che nonostante le auto all'epoca fossero molto poche e lo spazio a disposizione tanto, anche allora ognuno parcheggiava come gli pareva.

Nell'ingrandimento lo si può notare meglio. C'è chi decide di salire direttamente sul pietrisco della piazza e chi si mette di traverso (manco avesse una smart) per riempire i buchi fra un'auto e l'altra.


Qualche anno fa un giornalista straniero, in una guida sulle capitali europee, descrivendo Roma disse che camminando per le sue strade gli sembrava sempre fosse appena finita una gara di parcheggio per ciechi. Si riferiva ovviamente alla brutta abitudine dei romani di parcheggiare dove gli capita e dove gli è più comodo in barba a ogni divieto, ma anche infischiandosene del rispetto che si deve agli altri.

Oggi tutti usano la scusa delle tante auto, del poco spazio e della fretta. Ma è evidente, guardando la foto, che questi pessimi comportamenti hanno radici profonde. Chissà se anche nell'antica Roma esisteva il brutto vizio di lasciare le bighe in doppia fila.

(La normale doppia fila oggi, in una foto di qualche mese fa, in piazza San Giovanni Bosco)

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