mercoledì 12 dicembre 2012

12 dicembre, la memoria perduta


Chi si ricorda oggi di piazza Fontana e dei suoi 17 morti e 89 feriti? E di Pinelli il ferroviere, l'anarchico distratto caduto giù da una finestra? E quanti di voi sanno chi era Saverio Saltarelli, morto a 23 anni anche lui il 12 dicembre ma del 1970 (un anno dopo quella strage), ucciso da una bomba lacrimogena sparata dai Carabinieri ad altezza uomo perché gridava che quella di piazza Fontana era stata una strage fascista?

Altri tempi, ormai lontani, a cui magari guardare con nostalgia da parte di quelli che allora, ragazzi di sinistra, scendevano in piazza a gridare "Strage fascista strage di stato". Quell'Italia non c'è più e nel frattempo tutti i compagni di allora hanno preso altre strade.

Essere di sinistra oggi non è più lottare per la libertà, l'eguaglianza e i diritti di tutti, contro chi ideologicamente (il fascismo e chi si richiama ad esso) questi principi vuole negare. Più comodo occuparsi di piste ciclabili e di differenziata o, per dirla con Gaber, di dov'è che i cani devono pisciare.

Che peccato che invece loro, i fascisti, la memoria la conservino ben bene e continuino a lavorare sotto sotto sostenendo che il saluto a mano tesa è solo un omaggio sportivo, che medagliette e gadget col faccione pelato sono la testimonianza di un'epoca del nostro paese e che i monumenti a certi personaggi storici sono legittimi, anche se si trattava di criminali di guerra.

E poi, dai, ma chi l'ha detto che le stragi (piazza Fontana, Brescia, Italicus, Bologna...) le hanno fatte i fascisti? E' solo becera propaganda comunista.

Che memoria che abbiamo!

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