giovedì 20 dicembre 2012

L'amianto che si beve, i cassoni dell'acqua


A dimostrazione che il problema dell'amianto è molto sentito nel nostro quartiere, oggi diamo conto di un'ulteriore segnalazione, questa volta di una lettrice, che ci ha inviato le foto dei cassoni dell'acqua che si trovano nei locali di un edificio in via Pasquale Del Giudice.

Forse non proprio tutti, ma quei cassoni "sembrano" essere proprio in eternit, e anche parecchio usurati dal tempo. Una situazione perciò rischiosissima, perché è proprio col degrado (passaggio caldo freddo, eventi atmosferici, smog, ecc...) che l'eternit da "stabile" diventa "friabile" e quindi comincia a rilasciare particelle di asbesto nell'aria.

Ma ancora più inquietante quanto ci ha riferito la stessa lettrice sul fatto che l'acqua di quei cassoni è ancora utilizzata da alcuni degli inquilini di quello stabile. Si spera non per bere, perché alzando il coperchio di uno di essi questo è quello che si vede...


Una patina di sporcizia accumulata negli anni, a testimonianza anche della scarsissima manutenzione (fra l'altro possibibile solo con incarico a ditta specializzata) che ricevono quei cassoni.

A prescindere dall'amianto, che dà alto rischio di tumori se respirato (adenocarcinoma polmonare e mesotelioma maligno)  ma molto basso se ingerito (tumori gastro-intestinali), continuare ad utilizzare l'acqua di quei cassoni (anche senza berla, ma solo per farsi la doccia, lavarsi la faccia e magari i denti), è sicuramente poco igienico e andrebbe impedito.

Da via Pasquale Del Giudice ci arriva anche, attraverso Re D (uno dei primissimi lettori e sostenitori di questo blog), l'informazione su un altro stabile dove c'erano cassoni per l'acqua in eternit (ma qui i collegamenti alle utenze erano stati staccati da tempo) che però sono stati rimossi questa estate da una ditta specializzata che ha provveduto alla bonifica completa dei locali. Costo dell'operazione, all'incirca 2.000 euro. Non certo pochi, ma che divisi fra tutti i condomini e spalmati su più rate sono diventati una spesa più che sostenibile.

Una strada da percorrere, quella della bonifica dall'amianto, da consigliare anche agli altri abitanti di quella strada e a tutti quelli nel quartiere (e sono tanti) che hanno ancora quei cassoni sulle terrazze lasciati a deteriorarsi all'aria, con quello che comporta come rischio per i polmoni di tutti noi che respiriamo l'aria di questo quartiere.

5 commenti:

  1. Anche i cassoni dell'acqua di viale Nobiliore 123 sono stati dismessi quando venne allacciata l'acqua diretta. Si trovano nelle terrazze condominiali, non sono ancora stati portati via. :(

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    1. Il consiglio è sempre lo stesso, fotografatene lo stato e mandate le foto a questo blog, in modo che la questione diventi pubblica. E' anche un modo per costringere gli amministratori (che hanno la responsabilità del condominio e a quel punto non possono più dire che non sapevano) quantomeno a porre ufficialmente la questione bonifica.

      Ma nell'edificio di cui parli (e tutti quelli attorno) noto anche altro. Ora, non vorrei creare allarmismi, ma al 123 di viale Nobiliore sopra finestre e balconi (almeno guardando da street view) sembrano esserci gli stessi pannelli contenenti amianto già denunciati per lo stabile in via Calpurnio Fiamma. Se è così (ripeto, tutto da verificare) la situazione è ancor più grave.

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  2. Ragazzi sto impazzendo...sono nel VI municipio (pigneto/torpignattara) e, per una questione di canne fumarie in amianto esterne riguardanti un ristorante al pian terreno del mio palazzo, mi stanno rimpallando da due giorni da un servizio all'altro: l'asl e l'arpa non se ne occupano e mi dicono di chiamare il servizio di igiene e sanità pubblica, che mi rimpalla allo SPRESAL che mi rimpalla al SIAN....mi sento asterix alle prese con la burocrazia.

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    1. Purtroppo la legge su questo punto è ancora troppo tollerante. Si parte dal principio che se l'amianto è in buono stato non si è obbligati a rimuoverlo. Se è questo il caso le denunce possono poco. Conviene più cercare di sensibilizzare le persone (il ristoratore in questo caso) perché si rendano conto da sole del pericoloso rischio che fanno correre e che corrono loro stessi.

      Se però riesci nel tuo intento e individui chi ha la competenza di questi casi e cosa bisogna fare per denunciarli vieni pure a dircelo. Siamo a caccia di ogni informazione utile.

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    2. in teoria il principio di materiali in buono stato dovrebbe essere suffragato da documenti che attestano il controllo periodico dello stato di manutenzione secondo obblighi di legge. Il problema è che sto cercando di scoprire quali uffici sono preposti a detenere tali documenti, se tali uffici hanno effettuato i controlli del caso sul proprietario e se i documenti sono pubblicamente visionabili. Questa gente sta aspettando solamente il momento propizio per ricevere una valanga di denuncie per lesioni colpose ed omissioni di non lieve entità.Si nascondono dietro il dito dei valori medi di polveri in città, quando già 80 anni fa trilussa già capiva la differenza tra media e valori minimi e massimi.

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