martedì 11 dicembre 2012

L'oltraggio continua


La bancarella che espone i santini di Mussolini in vendita è ancora lì, sotto i portici di piazza San Giovanni Bosco.

Aggiornamento delle 19,00 di oggi: il bancarellaro ha tolto i santini del feticcio pelato che idolatra, ma ha lasciato ostentatamente quello spazio vuoto, pronto evidentemente a rimetterceli. Siamo in attesa di capire se l'ha fatto per un intervento ufficiale (come ci era stato promesso dal municipio) e quali saranno i provvedimenti nei suoi confronti. Finché non arriveranno queste informazioni la questione non potrà dirsi risolta.

Ci era stato assicurato da consiglieri (anche dell'opposizione) e assessori del X municipio che era stato deciso in commissione che "i mercatini per il Natale non devono contenere nulla che non sia proprio con le festività natalizie", che sulla delibera erano stati espressamente vietati i riferimenti ideologici ma anche spade e scimitarre, che era stata fatta immediatamente la segnalazione ai vigili, e che fra ieri sera e stamattina sarebbero intervenuti. Ma finora (alle 11,30 di oggi) quel bancarellaro è ancora al suo posto con la sua squallida mercanzia.

E' intollerabile che si continui a permettere questo scempio proprio nella stessa piazza dove Roberto Scialabba, un ragazzo del nostro quartiere, fu ammazzato dal fascista Giusva Fioravanti.

Il corpo di Roberto Scialabba in piazza Don Bosco

Per tutti i distratti, per tutti quelli con la memoria corta che hanno dimenticato i loro stessi amici e il perché un tempo si dicevano antifascisti ecco un piccolo promemoria:

Valerio Fioravanti si fa venire in mente un’idea.. se in via Calpurnio Fiamma non c’è nessuno, perché non spostarsi nei vicini giardini di Piazza Don Bosco? Lì qualche zecca deve esserci dì sicuro… La previsione di Fioravanti si rivela esatta: almeno stando ai capelli lunghi e agli eskimo che indossano un gruppo dì ragazzi che chiacchierano e si fanno le canne seduti sulle panchine dei giardini, i comunisti non aspettano altro che di essere ammazzati. I fratelli Fioravanti insieme a Franco Anselmi sono quelli che si incaricano dell’esecuzione. Entrano nei giardini e si dirigono verso le panchine. Poi, guadagnata la giusta distanza, aprono il fuoco. Valerio questa volta è il primo a sparare. Il gruppo dì ragazzi preso di mira tenta di darsi alla fuga ma i proiettili degli aggressori feriscono due fratelli, Nicola e Roberto Scialabba. Il primo riesce in qualche modo a mettersi in salvo mentre il secondo, agonizzante, resta alla mercé dei suoi assassini. Roberto Scialabba non riesce a muoversi, giace supino sul prato spoglio dei giardini. Valerio Fioravanti sale a cavalcioni sul suo corpo, prende bene la mira e lo uccide senza dargli scampo, piantandogli due pallottole nella nuca.

Questo è il fascismo.

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