martedì 4 dicembre 2012

Sulla nostra testa


C'è un cecchino con un fucile carico appostato sui tetti del nostro quartiere ed è pronto a colpire. L'ha già fatto in passato e lo rifarà in futuro. Non è questione di se, ma soltanto di quando. Colpirà e alcuni di noi moriranno.

Il cecchino non è uno sconosciuto, si chiama Amianto. Anche le sue conseguenze, i proiettili del suo fucile, hanno un nome, si chiamano Adenocarcinoma Polmonare e Mesotelioma Pleurico e questi sono i loro effetti sui polmoni di chi ha la sciagurata sorte di ammalarsene.

Granulazioni neoplastiche di mesotelioma diffuso

La foto è forte, sicuramente uno shock per tanti, specie per quelli che hanno avuto parenti o amici colpiti da questa forma tumorale e a cui vanno tutte le nostre scuse per averla mostrata. Ma è necessario che tutti la vedano per far capire qual è il rischio reale che stiamo correndo, perché qui nel nostro quartiere sono ancora davvero tanti i tetti rivestiti dalle tegole in eternit, un materiale ad alto contenuto di amianto.

Basta prendere una qualunque delle mappe online (Google maps o Bing maps) e chiunque può navigandole accorgersi che sono decine i tetti, qui al Don Bosco come all'Appio Claudio, ancora ricoperti da quelle tegole grigie in eternit. Si badi, non stiamo parlando di edifici pubblici, che in qualche modo, salvo deprecabili eccezioni che continuano a spuntare ogni tanto, si stanno risanando, ma proprio dei condomini dove abitiamo, privati o di enti che siano, e su cui invece si fa ben poco...

Sulla via Tuscolana di fronte a Conad, cornicione in eternit

E questo è l'aspetto più assurdo della faccenda, perché è ormai riconosciuta a livello mondiale la pericolosità dell'amianto, il suo uso è vietato in Italia dal 1992. Non si tratta, quindi, di uno di quegli allarmi su eventuali rischi tutti da dimostrare. Si sa "con certezza" che poche fibre inalate di quel materiale possono portare a una atroce morte. Eppure la gente continua a non porsi il problema preferendo far finta di nulla ed evitando di alzare gli occhi al cielo a guardare quelle tegole consumate di eternit da cui ogni giorno si staccano fibre di veleno.

Guardate queste foto di qualche tempo fa avute tramite un cittadino del quartiere. Si riferiscono al condominio in via Flavio Stilicone numero 247. Pezzi di lastre di eternit spezzate, consumate e abbandonate lì dove si trovavano, all'aria. Quel palazzo, di proprietà Enasarco, l'anno scorso è stato bonificato. E infatti presenta un nuovo tetto.


Non così quello gemello affianco, al numero 259 di via Flavio Stilicone, che invece ha ancora le stesse pericolosissime tegole nello stesso pessimo stato.


Fate caso all'abbondante muschio che vi ha attecchito, è la prova che ormai l'eternit in quei punti è diventato pericolosamente friabile.


In alcuni punti le tegole sono sfondate e addirittura rattoppate malamente con pezzi di lamiera. C'è da chiedersi cosa altro c'è su quelle terrazze. Presumibilmente la stessa situazione che esisteva nell'edificio accanto e che ha reso indispensabile la bonifica.


Ma non è certo l'unico edificio in quelle condizioni. L'abbiamo detto, sono tanti i palazzi che a vista presentano coperture in eternit. Nel palazzo vicino, quello fra via Ampio Flaviano e via Licinio Stolone, sono stati fatti dei lavori. Ma in quel caso quelle che sembrerebbero (il condizionale è d'obbligo) tegole di eternit sono state lasciate lì al loro posto e l'intervento pare si sia limitato a coprirle con del plexiglass o qualcosa di simile. Se così fosse sarebbe incredibile. In quel condominio hanno speso migliaia di euro per rifare facciate e terrazze e poi però  hanno lasciato l'amianto al suo posto?


Sempre da verificare, ma parrebbe che anche all'interno dell'edificio al civico 43 di viale Marco Fulvio Nobiliore ci sia Eternit. Anche lì hanno fatto lavori per la sostituzione delle tegole del tetto (si vedono ancora le impalcature) ed è inspiegabile come mai hanno invece lasciato quelle sul cornicione del lato interno che affaccia su via Stilicone.


Tre esempi significativi a pochi metri l'uno dall'altro, ma si potrebbe continuare a lungo. Guardare le foto per credere, sono decine i palazzi del nostro quartiere che hanno ancora rivestimenti in eternit.

Tegole di eternit sull'edificio fra via dei Salesiani e viale Nobiliore

E oltre alle tegole c'è altro, perché ogni palazzo della nostra zona, a causa della insufficiente pressione dell'acqua, era dotato di cassoni per l'acqua, anch'essi in eternit. In tantissimi casi sono stati fatti rimuovere e i locali bonificati. Ma in tanti altri, c'è da scommetterci, si è preferito chiudere a chiave tutto, in attesa di tempi migliori.

Questi cassoni, rimossi e sigillati correttamente in un palazzo fra via Lucio Mummio e via Calpurnio Pisone (con affaccio su via Papiria), sono rimasti inspiegabilmente quasi un anno in un angolo del cortile prima di essere smaltiti. Mentre intanto i condomini hanno continuato ad accumularci cose intorno e sopra incuranti del rischio.


Cosa fare... Intanto, per assurdo che possa sembrare, i privati non sono tenuti alla rimozione dell'amianto a meno di una comprovata pericolosità. Cioè, se l'eternit è in buone condizioni viene considerato stabile e non pericoloso. E ancora più assurdo, in quel caso si può scegliere di lasciare l'amianto al suo posto "mettendolo in sicurezza", che dovrebbe significare coprirlo per proteggerlo, ma che nei fatti significa che lo si nasconde soltanto.

Certo però questo non è il caso del condominio in via Stilicone 259, dove anche a vista si vede il deterioramento delle superfici di eternit rese friabili dall'azione degli agenti atmosferici. In questi casi dovrebbe scattare da parte delle Asl l'obbigo immediato della rimozione, che però per intervenire, ed è qui un ulteriore assurdo, hanno bisogno di una denuncia.

Insomma, per fare qualcosa si aspetta che il danno venga fatto. Per dirla brutalmente, si aspetta che qualcuno si ammali e che ci siano i morti. Solo dopo ci si attiva, ma soltanto se c'è qualcuno così caparbio da mettersi contro interi condomini e i loro proprietari per costringerli a fare quello che dovrebbe essere invece un obbligo di legge per la tutela della loro stessa salute, oltre che di quella dei cittadini tutti.

Via Tuscolana, l'edificio dove c'è la Conad

E allora cosa fare... Intanto parlarne smettendo di far finta che il problema non esista e portare a conoscenza del più vasto numero di persone possibili quello che è il rischio che incombe sulle nostre teste. Solo facendo in modo che si crei "un'attenzione" al problema amianto si può sperare che anche la politica e coloro che dovrebbero essere i nostri rappresentanti decidano di occuparsene, con discussioni pubbliche in cui coinvolgere i cittadini.

Ma nello specifico cosa si può chiedere? Sicuramente che le Asl, a cui spetta come compito, si attivino per un censimento accurato di tutto l'amianto ancora presente nei nostri edifici (tegole, lastre, canne fumarie, cassoni...). E poi, a seguito di questo censimento, vengano individuate le situazioni più critiche e "si costringano" i proprietari ad intervenire. Ma soprattutto che una volta fatto il censimento venga fatto un monitoraggio costante nel tempo di tutti i siti a rischio, perché si intervenga ai primi segni di deterioramento e non solo quando ormai è troppo tardi.

Sempre via Tuscolana, all'altezza di via Statilio Tauro

Queste operazioni di rimozione hanno dei costi elevati che, purtroppo, ricadono tutti sui proprietari, senza alcun aiuto significativo da parte dello stato. Sarebbe auspicabile che ci fossero forme di finanziamento o di detassazione per chi è costretto a questi lavori (a dire il vero, qualcosa a livello regionale c'è, ma solo a determinate condizioni).

Ma continuando a vedere il problema amianto soltanto sotto il profilo economico, vorremmo far notare ai proprietari degli immobili interessati che finché nell'edificio sarà presente amianto i loro appartamenti varranno molto di meno del loro valore reale e sicuramente saranno più difficilmente vendibili sul mercato (voi comprereste un appartamento sapendo che in quell'edificio c'è eternit?).

Via Tuscolana, altezza Giulio Agricola

Basterebbe questo per decidere che rimuovere l'amianto è cosa "economicamente conveniente", oltre che utile e giusta. E comunque, per quanto possa costare un intervento del genere sicuramente i nostri polmoni, le nostre stesse vite, valgono di più. Cerchiamo di non dimenticarlo, mai.

(disclaimer: il post si basa su osservazioni fatte per ovvi motivi da grande distanza, potrebbero quindi esserci degli errori; siamo pronti a rettificarli nel caso ci arrivassero segnalazioni in tal senso)

7 commenti:

  1. Buon giorno, sono un inquilino di via Flavio Stilicone n° 227 che come al civico 247 ha visto bonificare il tetto dall'amianto dal solerte ente Enasarco che lo ha fatto in vista della vendita degli appartamenti.......bene ora guardate le facciate dei tre palazzi dell'Enasarco.....sopra ogni finestra c'è un pannello bianco.
    Quest'ultimo è stato fatto analizzare (a nostre spese!!!!) da una ditta specializzata che tramite l'ASL di Civitavecchia ha confermato che quei pannelli sono fatti di amianto della peggiore specie (tipo CROCIDOLITE ). Quando una persona in questi anni ha avuto la brillante idea di pulire l'avvolgibile delle finestre togliendo il coperchio del cassettone interno sopra la finestra, si è trovata direttamente a contatto con amianto di oltre 40 anni fa.....Non vado oltre perche scriverei per una giornata intera, vi dico solo che è in corso una causa con l'ente per questo motivo e altre situazioni che lasciano i nostri palazzi in condizioni fatiscenti!!!!!!!

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    1. Molto interessante... e grazie per questa nuova informazione. Io credo che più noi ne parliamo più possiamo dare forza alle nostre stesse giuste istanze. Il silenzio conviene solo a chi vuol nascondere.

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  2. bravo anonimo, siccome sono uno degli amiantati ,do un nome alla nostra denuncia, carlo!!!!

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  3. nonno morto di tumore al polmone nel 1994
    nonna morta di tumore al fegato nel 2001
    zia morta di tumore al cervello nel 2007
    zio morto di tumore al polmone nel 2011
    PAPà morto di tumore al polmone nel 2003
    tutti residenti in via calpurnio fiamma tra il 1970 e il 2000 una famiglia sterminata. ora capisco. vi voglio bene

    grazie per aver pubblicato questo articolo

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  4. Slave,
    solo alcune precisazioni:
    nel palazzo di via flavio stilicone, dove io abito, non è stata fatta nessuna bonifica!! L’enasarco, in previsione della vendita degli appartamenti avvenuta solo in parte perché alcuni inquilini si stanno opponendo ad una vendita speculativa, non ha fatto nessuna bonifica ma ha solo ripristinato alcune tegole danneggiate. Una recente perizia tecnica fatta fare dagli inquilini ha dimostrato che il ripristino è stato fatto solo in parte e in modo superficiale, tra l’altro le tegole sostituite, con le intemperie si stanno già deteriorando di nuovo. Sempre quegli inquilini che si stanno opponendo alla truffa della vendita messa in atto da enasarco e dai sindacati complici firmatari dell’accordo hanno fatto fare un sopralluogo da una ditta specializzata con contestuale denuncia alla asl che ha dimostrato che l’amianto non è presente solo sul rivestimento dei tetti ma anche dietro ad ogni finestra dove per isolare dall’esterno è stato posto un pannello in amianto!!!!!!!

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    1. SCUSATE NON AVEVO INSERITO IL MIO NOME:
      EMILIANO POLIDORI
      COMITATO INQUILINI RESISTENTI VIA FLAVIO STILICONE 247

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    2. (lo copio anche qui) Beh, con tutta la comprensione, cerchiamo di non esagerare nelle affermazioni. Ho assistito io personalmente alla rimozione delle laste di eternit dai tetti del 247 e 227 da parte dei tecnici in tuta bianca e mascherina.
      Che poi la bonifica sia stata solo parziale è molto più che probabile (i pannelli sulle finestre stanno lì a dimostrarlo), ma da qui a dire che sono state sostituite solo alcune tegole...

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