venerdì 11 gennaio 2013

Differenziata al Don Bosco, la situazione attuale


Era da un po' che non ce ne occupavamo. Questo perché la gestione dei rifiuti al Don Bosco è sicuramente migliorata da luglio del 2012 (data del ritorno di un po' di cassonetti neri dell'indifferenziata), anche se non si può dire ancora che è risolta. Intanto perché i cassonetti continuano ad essere pochi (non solo quelli neri, ma anche quelli bianchi e blu per la carta e il multimateriale). E capita spesso, in special modo alla domenica, di trovarli strapieni e di essere costretti ad abbandonare i sacchetti (differenziati e non) alla loro base. La "pezza" dell'Ama è di far passare camioncini a raccogliere l'eccesso mentre invece andrebbe aumentata la frequenza del passaggio degli autocompattatori.

Continua poi la tristezza mattutina dei punti mobili di raccolta, con i camioncini parcheggiati in doppia fila o sulle strisce o in curva a coprire gli incroci. Sono davvero pochi i cittadini che se ne servono ed è indubbio che quelle decine e decine di mezzi e di addetti fermi a far nulla sarebbero di certo più utili se adoperati davvero per la pulizia delle strade del nostro quartiere.

L'inciviltà di alcuni (auto posteggiate davanti ai cassonetti, cartoni non piegati, buste lasciate per terra per risparmiarsi la fatica di alzare il coperchio) contribuisce, certo, ad aumentare il degrado e la sporcizia. Ma c'è anche da dire che quasi mai sono indicate le piazzole dei cassonetti, o limitate da apposite barriere. E spesso succede che frettolosi autisti di compattatori li lascino fuori degli spazi previsti, quasi in mezzo alla strada, o addirittura li rovescino (e poi tocca aspettare un paio di giorni prima che vengano svuotati e rialzati)...


Per l'altissima densità abitativa del quartiere, l'abbiamo ribadito tante volte, la quantità  di rifiuti "differenziati" prodotti quotidianamente è tale da rendere improponibile qualsiasi tentativo di introdurre il porta a porta classico. Se già oggi è spettacolo comune  vedere i cassonetti della carta e della plastica (quindi di materiale già differenziato in partenza dai cittadini) strapieni oltre misura, è facilmente immaginabile quello che potrebbe succedere con una simile quantità di rifiuti all'interno dei condomini, per rimuovere i quali non basterebbe più un solo compattatore con un solo autista, ma servirebbe un esercito di addetti con relativi mezzi.

Soluzioni all'orizzonte non se ne vedono. Né c'è speranza che ne vengano quando a decidere ci sono gli stessi incompetenti che già in passato hanno ridotto il nostro quartiere in discarica (come successo anche a Marconi) e che adesso si stanno occupando di ridurre nel medesimo stato il IV municipio. Nonostante questo, i politici di destra e di sinistra (le elezioni si avvicinano) si affannano a proporre mirabolanti piani (quasi sempre basati su quell'inattuabile, dalle nostre parti, porta a porta) per risolvere il problema differenziata.

Speriamo tanto che siano solo promesse da politici. Altrimenti saranno nuovamente guai... per noi cittadini.

2 commenti:

  1. http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/rifiuti_lazio_clini/notizie/249754.shtml Dice che i Tmb a freddo costano tanto e non vengono utilizzati. Che ne pensi?

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    1. Non sono un esperto, ma solo uno che ha letto e fatto ricerche su questo argomento. Trovo che ci sia una confusione di fondo sul termine TMB (trattamento meccanico biologico). In esso vengono compresi sia gli impianti che recuperano dai rifiuti indifferenziati (tipo arrow bio), sia quelli che si limitano alla separazione meccanica da rifiuti già differenziati (tipo Vedelago) e sia quelli finalizzati principalmente alla produzione del CDR, combustibile da rifiuti per inceneritori o termovalorizzatori che dir si voglia (che poi sono molti di quelli di cui si parla nell'articolo che citi).

      Non è per me una sorpresa scoprire che hanno una bassa efficenza di recupero. Questo però dipende da tanti fattori. Per l'impianto AMA di Rocca Cencia, per esempio, ci sono state inchieste giornalistiche (Report) che hanno mostrato come alcune linee di smaltimento dei materiali più pregiati erano rotte e non venivano riparate, a favore dei privati che arrivavano e portavano via quei preziosi carichi.

      C'è poi il discorso relativo alle tecnologie obsolete che vengono utilizzate in quegli impianti e che non permettono una differenziazione efficace a valle, a meno che questa non sia stata fatta accuratamente già a monte, cioè dai cittadini.

      E quindi c'è, per ultimo, ma non così fondamentale come si cerca di far credere, anche il problema di una differenziata fatta male dai singoli utenti, perché organizzata da schifo (vedi da noi al tuscolano Don Bosco) o per mancata informazione, volontà o fiducia in questo sistema.

      Insomma, tutta una serie di fattori (da cui non va escluso quello che conviene al malaffare politico e/o mafioso) che impediscono oggi un efficace recupero di quella "ricchezza" che sono i nostri rifiuti.

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