giovedì 17 gennaio 2013

L'incapsulamento, ovvero come ti nascondo l'amianto legalmente


Ne abbiamo già mostrati tanti di tetti con tegole in eternit nel nostro quartiere, basta dare un'occhiata dall'alto attraverso una delle mappe online per accorgersi di quanti ce ne sono. Ma quello che quelle mappe non mostrano sono quei palazzi in cui i proprietari, invece di rimuovere l'amianto, si sono limitati a coprirlo, cioè a nasconderlo. E' la legge che lo consente, ma solo quando è la soluzione meno rischiosa e invasiva. E soprattutto quando l'eternit (sui tetti, come nelle canne fumarie o in pannelli di varia natura) è integro e quindi stabile.

Invece, quando arriva il momento della ristrutturazione di facciate e terrazze e quindi l'occasione giusta per liberarsi dell'amianto, evidentemente su suggerimento delle stesse ditte che faranno quei lavori e che non sono abilitate alla sua rimozione, i proprietari decidono che è "più conveniente" limitarsi alla copertura dell'eternit piuttosto che alla sua rimozione completa.

Per risparmiare, quindi, relativamente pochi soldi (sul totale dei costi di una ristrutturazione) quei proprietari si tengono un problema, l'amianto, che fra l'altro, oltre a continuare a costituire un rischio per la salute dei cittadini, abbassa drasticamente il valore dei loro stessi appartamenti. A meno di non dirlo, cioè di nasconderlo, ad eventuali compratori...

Il nostro quartiere è pieno di queste situazioni. La foto in testa al post si riferisce a un condominio su via Tuscolana (angolo via Livio Salinatore) all'altezza di Lucio Sestio, quello con tante inquinanti antenne di telefonia sul tetto, in cui l'incapsulamento è stato persino parziale. Infatti, solo sul davanti sono state coperte le lastre di eternit mentre sui lati rimangono allo scoperto, come si può vedere meglio in questo dettaglio.


Ma quel palazzo, l'abbiamo detto, non è l'unico. Anche in via Ampio Flaviano (ristrutturazione terminata da poco) sembrerebbe che, invece di venire rimosso, l'amianto sia stato semplicemente coperto con lastre di plexiglass.


Stesso discorso per l'edificio in viale Nobiliore 43, già mostrato in un altro post, dove non ci spiegavamo come mai erano state lasciate lastre di eternit allo scoperto. Probabilmente (continuiamo a stare nel campo delle ipotesi da confermare) anche in quel caso non è stato rimosso un grammo di amianto, ma ci si è limitati a nasconderlo sotto quelle nuovissime tegole rosse.


E poi ci sono i tantissimi palazzi in cui non è stato fatto nemmeno l'incapsulamento e dove le tegole in eternit sono lasciate bene in vista, a rilasciare fibre di asbesto nell'aria.


Praticamente (vedere foto sopra) tutti gli isolati sulla via Tuscolana fra le fermate metro di Lucio Sestio e Giulio Agricola (lato Don Bosco) hanno tetti con coperture in eternit. 

E si fa ben poco per risolvere quello che è un rischio mortale. In questa foto relativa a uno di quei palazzi con affaccio su via Messala Corvina è stata da poco montata l'impalcatura per il rifacimento delle facciate. Vedremo se almeno lì toglieranno definitivamente l'eternit oppure, come purtroppo fatto in tante altre parti, si limiteranno a nasconderlo.

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