venerdì 29 marzo 2013

Il sale di Alemanno


Che fare se ti avanza qualche migliaio di sacchetti di sale che avresti dovuto usare in caso di neve e che invece sono rimasti tutti inutilizzati? Li immagazzini per eventuali futuri utilizzi, li spedisci in altre zone dove magari davvero ce n'è davvero bisogno, o li usi come pesi e contrappesi nei lavori stradali sperando che non piova troppo?

Nel febbraio 2012, dopo la grande nevicata su Roma, il sindaco Alemanno si fece fotografare mentre spargeva "sale alimentare" sulle strade della capitale. Si sprecarono le battute allora su quel gesto inutile oltre che sprecone, visto che del semplice cloruro di sodio avrebbe avuto qualche effetto se sparso "prima" della caduta della neve e non "dopo".

L'approssimazione con cui fu condotta quell'emergenza e le polemiche che ne vennero fuori, col sindaco che provò (consigliato da chissà quale esperto suo "parente") a dare la colpa alla Protezione Civile che gli aveva segnalato soltanto 15/35 mm di precipitazioni acquose (che ogni esperto degno di questo nome sa corrispondono a 15/35 centimetri in neve), lasciarono uno strascico pesante.

Così, per non farsi sorprendere impreparato come nel 2012, al minimo accenno di rischio neve quest'anno Alemanno ha fatto arrivare tonnellate e tonnellate di sale in grossi sacchetti distribuiti un po' ovunque, a cominciare dalle stazioni metro. Ma per nostra fortuna (e sua sfortuna, che così non ha potuto rimediare alla figuraccia dell'anno precedente) quest'anno non ha nevicato, e tutto il sale è rimasto inutilizzato.

Si sarebbe potuto immagazzinarlo per altre future nevicate, ma evidentemente ci sarebbe stato un costo da sostenere. Così per quel sale è stato deciso un altro utilizzo.


Qui sopra siamo in via Flavio Stilicone, proprio all'angolo con viale Nobiliore. Delle cause per cui quel pezzo di marciapiede è transennato parleremo in un'altra occasione. Per ora diciamo solo che la causa è un tombino a rischio crollo. Sabato scorso sono intervenuti i vigili urbani e dopo un po' un camion della manutenzione strade è arrivato e ha transennato il punto a rischio bloccando le transenne alla meno peggio con sacchetti di sale marino opportunamente e non casualmente messi a faccia in giù per non far vedere le etichette e le scritte.


C'è bisogno di commentare ulteriormente? Ottimo utilizzo di risorse pubbliche, sindaco Alemanno.

giovedì 28 marzo 2013

Una lettera dal quartiere


Ogni tanto capita, in genere quando più se ne sente il bisogno. Nostri concittadini, del nostro territorio, che mi scrivono per segnalarmi situazioni di degrado, ma anche per farmi i complimenti per le denunce che porto avanti con il mio blog. Questa è, appunto, una di quelle occasioni. Guido e Laura hanno voluto esprimermi il loro sostegno ringraziandomi e acconsentendo anche alla pubblicazione della loro lettera.

Ma sono io che anche questa volta dico grazie a loro, come a tutti quelli che l'hanno fatto prima di loro, perché è la conferma che in qualche modo sono arrivato a toccare la sensibilità dei miei stessi concittadini, troppo spesso distratti dai loro problemi personali, sicuramente seri, ma che non giustificano l'ignorare del tutto la devastazione che ci circonda. Sapere che non si è soli a pensarla in questo modo aiuta ad andare avanti.

Ho scoperto questo blog cercando info sul vecchio centro sociale in via C. Fiamma (una foto che mi ricordasse cos'eravamo più di 30 anni fa). Non solo ho trovato una foto, ma ho trovato uno spazio in cui riconoscermi e riconoscere - ahimè - lo stato di abbandono in cui il quartiere ormai vive. Abito in via Flavio Stilicone da sempre, e ho ritrovato in questo blog tutto quello che ogni mattina e ogni sera incontro al mio passaggio: incuria, bancarelle, fatiscenza, sporcizia e degrado.

Non ho ancora visto se nel tuo blog ti sei occupato della digraziatissima pista ciclabile, della mesta "soluzione" pro-anziani e badanti con panchine sormontate da grossi cartelli metallici con pianta del quartiere e pubblicità delle attività commerciali, segnalate nella piantine come se fossimo hollywood e non quel quartiere/suq dove ormai ci dibattiamo da anni. Ovviamente i cartelli, assolutamente inutili e ingombranti, sono già imbrattati e in parte divelti.

Ti segnalo anche che su via Stilicone siamo con i marciapiedi (altezza incrocio via Nobiliore) ridotti a mozziconi di marmo, slabbrati e con grossi pezzi di travertino staccati e riversi oltre il marciapiede. Sabato, dopo mesi e mesi di situazione al limite del rischio (i pezzi maggiori mancanti e staccati sono proprio nel punto del passaggio pedonale, con gravi rischi dell'incolumità delle persone) hanno transennato quel piccolo pezzo...vedremo.

Altra cosa ai limite del rischio è il passaggio pedonale via Lepido incrocio via Nobiliore, passaggio di grande transito per chi va e viene dalla metro G. Agricola: strisce pedonali completamente cancellate, segnaletica zero e visuale completamente oscurata a sinistra da bancarelle e furgoni in seconda fila o auto in terza per chi proviene da via Lepido (che chiamarla via, nello stato di abbandono e sporcizia in cui versa, è un omaggio).

Quel che ti chiedo è: è possibile fare qualcosa di utile per il mio quartiere? oltre a telefonate alla municipale e lagnanze a ogni vigile che incontro non so più che inventarmi. Io e la mia compagna siamo in attesa di una bimba, che nascerà e crescerà in questo quartiere. Vorrei far qualcosa di utile e buono, anche per lei. Il fatto di aver scoperto questo blg, ci fa in ogni caso sentire meno soli e smarriti :-)
Grazie, e buon lavoro

Guido e Laura

giovedì 21 marzo 2013

La guerra dei colori


L'atto di arroganza dell'ufficio decoro dell'AMA, che ha cancellato il murale dedicato alla memoria di Roberto Scialabba interrompendo quel civile dialogo che si provava ad instaurare fra favorevoli e contrari, ha avuto come conseguenza quella di dare inizio a una guerra in cui di notte si rifanno le scritte che l'AMA di giorno cancella.

Non si vuole entrare qui nel merito della questione, né stabilire da quale parte sia la ragione. Ma solo puntare l'indice verso chi, in maniera antidemocratica e in nome di un presunto decoro, ha voluto approfittare del suo ruolo cancellando ciò che non gli aggradava su una base di evidente faziosità politica.

Il murale cancellato

E' sotto gli occhi di tutti che lo stesso impegno usato contro Scialabba l'AMA non l'usa quando invece c'è da cancellare il marciume fascista dai muri della città (basta farsi un giro dalle parti di viale Libia o di viale Somalia per rendersene conto). Ma la cosa non stupisce considerando quanti appartenenti a quella nefasta fazione (terroristi e picchiatori neri) siano stati ricollocati all'interno delle nostre municipalizzate dal sindaco Alemanno.

E' evidente che questi atteggiamenti autoritari da parte dell'amministrazione a guida centrodestra non sono altro che il tentativo di innalzare la tensione in vista delle prossime elezioni creando una contrapposizione che dovrebbe far dimenticare agli elettori l'assoluta incapacità di amministrare Roma che questo sindaco ha dimostrato in questi anni. Speriamo che nessuno si faccia male.

Scritta già cancellata

martedì 5 marzo 2013

Uno qualunque di voi


Uno qualunque di voi che abitate nel quartiere da sempre, uno qualunque dei vostri padri, avrebbe potuto essere in piazza San Giovanni Bosco quella sera del 28 febbraio del 1978.

Non importa quali idee politiche aveste all'epoca, se eravate barricaderi rivoluzionari, gente a cui piaceva solo di farsi una canna ogni tanto o anche soltanto i tipi a cui non andava quella sera di starsene in casa a sentire i propri vecchi sbraitare. Sareste stati uccisi lo stesso, scelti a caso, come lo è stato Roberto Scialabba.

Vi si sarebbe ricordati. Qualcuno, i vostri amici, i vostri familiari, avrebbe giurato persino di vendicarvi. Ma tutti si sarebbero impegnati solennemente a non disperdere la memoria del vostro sacrificio.

Vi si sarebbero dedicate commemorazioni, mostre, un murales... E poi, passati gli anni, sarebbe arrivato uno di quelli che guardano con simpatia proprio ai vostri assassini e avrebbe imposto: basta ricordo, basta memoria, si cancelli tutto! E di voi, di quello che eravate, non sarebbe rimasto più nulla.

domenica 3 marzo 2013

Ucciso due volte



Il murales in memoria di Roberto Scialabba sul muretto esterno della scuola De Curtis su viale San Giovanni Bosco è stato cancellato.


C'erano state polemiche per come era stato deciso quel murales, per il luogo scelto, e soprattutto per quella falce e martello aggiunta in piccolo a margine. Polemiche che sicuramente avevano anche un fondo di ragione, perché è assolutamente vero che un simbolo politico (qualsiasi simbolo) è inopportuno sui muri di una scuola.

Ma, al di là della questione simbolo, è invece assolutamente giusto che proprio dalle scuole si parta per preservare la memoria storica collettiva, in questo caso quella di un ragazzo del nostro quartiere ucciso a pochi metri da quel murales da esponenti di quel fascismo, male assoluto, che tanti lutti ha portato nel mondo e nel nostro paese. Perché non è fare propaganda politica ricordare un ragazzo morto per odio ideologico, ma è anzi utile per ricordare a tutti, a partire dalle generazioni più giovani, dove portano certi eccessi.

Tutta una serie di ragioni su cui si stava cominciando a discutere, utili argomenti per incontri, ma anche l'occasione per una maggiore partecipazione dei cittadini, con l'obbligo per gli amministratori a confrontarsi con essi. Tutto cancellato con un colpo di pennello. Coprendo l'intero murales (e non soltanto il simbolo incriminato), prima ancora che gli stessi genitori di quella scuola potessero confrontarsi, si è voluto evitare proprio questo dialogo.

Quanto accaduto non ci stupisce. Il sindaco Alemanno ha assunto carrettate di bestie fasciste all'AMA e all'Atac, fra cui persino uno di quelli che parteciparono all'agguato a Scialabba, quel Francesco Bianco assunto all'Atac, poi "sospeso" per alcune frasi antisemite e successivamente gambizzato in un regolamento di conti tutto interno a quei "galantuomini".

Che quindi l'AMA con suoi cosidetti pics decoro (parrebbe proprio che siano stati loro) si arroghi il diritto di cancellare quel murales senza aspettare quella discussione che era stata auspicata da tutti non è frutto del caso, ma la chiara dimostrazione dell'esistenza di una precisa volontà politica. 

Si è trattato di una decisione calata dall'alto, di un atto di vera violenza politica fatta dagli eredi degli assassini di Roberto Scialabba a cui evidentemente non bastava la sua morte ma volevano cancellarne anche la memoria.