giovedì 21 marzo 2013

La guerra dei colori


L'atto di arroganza dell'ufficio decoro dell'AMA, che ha cancellato il murale dedicato alla memoria di Roberto Scialabba interrompendo quel civile dialogo che si provava ad instaurare fra favorevoli e contrari, ha avuto come conseguenza quella di dare inizio a una guerra in cui di notte si rifanno le scritte che l'AMA di giorno cancella.

Non si vuole entrare qui nel merito della questione, né stabilire da quale parte sia la ragione. Ma solo puntare l'indice verso chi, in maniera antidemocratica e in nome di un presunto decoro, ha voluto approfittare del suo ruolo cancellando ciò che non gli aggradava su una base di evidente faziosità politica.

Il murale cancellato

E' sotto gli occhi di tutti che lo stesso impegno usato contro Scialabba l'AMA non l'usa quando invece c'è da cancellare il marciume fascista dai muri della città (basta farsi un giro dalle parti di viale Libia o di viale Somalia per rendersene conto). Ma la cosa non stupisce considerando quanti appartenenti a quella nefasta fazione (terroristi e picchiatori neri) siano stati ricollocati all'interno delle nostre municipalizzate dal sindaco Alemanno.

E' evidente che questi atteggiamenti autoritari da parte dell'amministrazione a guida centrodestra non sono altro che il tentativo di innalzare la tensione in vista delle prossime elezioni creando una contrapposizione che dovrebbe far dimenticare agli elettori l'assoluta incapacità di amministrare Roma che questo sindaco ha dimostrato in questi anni. Speriamo che nessuno si faccia male.

Scritta già cancellata

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