venerdì 26 aprile 2013

La Storia Siamo Noi - Il rastrellamento del Quadraro



E' andata in onda ieri sera su Rai 3 una dettagliata ricostruzione storica, con filmati dell'epoca e testimonianze degli abitanti del quartiere, di quanto avvenne quel 17 aprile del 1944 ad opera dei nazifascisti al Quadraro, quando truppe tedesche circondarono il quartiere per un rastrellamento che portò alla deportazione nei campi di concentramento in Germania di quasi mille cittadini romani, di cui solo la metà riuscì, a guerra conclusa, a tornare a casa.

Update 2 maggio: è stato corretto quel fastidioso asincrono dell'audio che si presentava a partire dal secondo video; adesso la puntata è a posto.

La Unternehmen Walfisch (in italiano Operazione Balena) iniziò il 17 aprile, verso le 4 del mattino, quando le truppe tedesche circondarono l'intero quartiere, bloccando ogni via di accesso e di uscita. Successivamente i soldati, guidati da Kappler, coadiuvati dalla Gestapo, dalle SS e dalla Banda Koch (criminali fascisti), iniziarono le perquisizioni, passando al setaccio il quartiere casa per casa. L'operazione venne giustificata come un atto che sarebbe servito per “reclutare” mano d'opera per la Wehrmacht. Solo successivamente, il console tedesco Möllhausen scriverà in un suo memoriale che in realtà si trattò di un atto militare di polizia e controguerriglia, sostenuto per distruggere le frange ribelli che da tempo si annidavano al Quadraro.

E' la nostra storia e oggi più che mai c'è bisogno di conoscerla e di farla conoscere, perché sia chiaro a tutti cosa significa il fascismo e a cosa porta ignorarlo.

(per chi avesse problemi a visualizzare la puntata per intero dal blog ecco i link diretti ai video 1, 2, 3, 4)

giovedì 25 aprile 2013

Sandro Pertini - 25 aprile 1945



"Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire."

Sandro Pertini (dal discorso alla radio, Milano, 25 aprile 1945)

mercoledì 17 aprile 2013

17 aprile 1944, la memoria stinta


Il fascismo, male assoluto. Dovrebbe essere una verità riconosciuta dalla storia, eppure non è così. La memoria è labile, e a tanti fa comodo dimenticare gli orrori perpetrati da quella falsa ideologia o etichettarli come qualcosa del passato a cui non vale più la pena di pensare.

Ma è allucinante che questa memoria venga perduta anche dove il fascismo ha fatto più danni, in quel quartiere Quadraro dove il 17 aprile del 1944 fascisti e nazisti effettuarono un rastrellamento fra la popolazione civile deportando in Germania 947 uomini, di cui solo la metà tornerà viva a casa.

Trovare proprio in una di quelle strade, in via dei Ciceri, un negozietto che espone sul marciapiede targhe con motti di Mussolini fa capire quanto ormai l'antifascismo "istituzionale" sia diventato solo una triste pantomima a vantaggio delle carriere politiche di alcuni (siamo, purtroppo, sotto elezioni).


Saranno tante oggi le commemorazioni in ricordo di quel rastrellamento. Spettacoli teatrali, proiezioni, dibattiti, persino una suggestiva e molto scenografica fiaccolata notturna per le strade del quartiere (passeranno anche in via dei Ciceri?). Nel ricordo di qualcosa che in fondo, anche per quelli che hanno organizzato queste iniziative, appartiene al passato.

E intanto, oggi, i fascisti se la ridono.

venerdì 12 aprile 2013

Strane manovre dell'AMA


Sta succedendo qualcosa fra le strade del quartiere. Arrivano sempre più spesso segnalazioni di cassonetti rimossi senza alcun preavviso e di conseguenti cumuli di immondizia a cielo aperto. L'ultima segnalazione riguarda via Flavio Stilicone, con ben due cassonetti dell'indifferenziato spariti nel giro di una notte.

Su sollecitazione all'AMA degli stessi cittadini, uno è stato rimesso al suo posto qualche giorno dopo. Ma a distanza di una settimana ancora non è stato ripristinato quello che stava all'incrocio con viale Nobiliore, proprio davanti alla farmacia.

Capita spesso che durante le operazioni di svuotamento  il cassonetto rimanga incastrato nel compattatore costringendo l'autista a tornarsene in officina e a interrompere il suo giro. Ma se invece ne spariscono due nella stessa sera, allora è diverso. Vuol dire che è successo qualcos'altro.

Quale che sia il motivo, il risultato per noi cittadini è un ulteriore disservizio, con l'immondizia che va finire per terra o, peggio (ma forse meglio), nei cassonetti della carta e della plastica, perché anche chi decide coscenziosamente di spostarsi agli altri cassonetti vicini li trova regolarmente strapieni, perché già in condizioni normali insufficienti.

Cosa aspetta l'AMA a fare il suo dovere e a rimettere al loro posto i cassonetti spariti?

giovedì 4 aprile 2013

La vendetta dei pini di via Flavio Stilicone


C'è un punto di via Flavio Stilicone, vicino alla farmacia all'altezza del civico 259 (quello dove a marzo 2012, con un blitz, furono tagliati per iniziativa dei proprietari di quel condominio ben sette pini dicendo che erano a rischio caduta), in cui si sono aperte già due buche nel marciapiede e si è dovuto transennarle per evitare ai pedoni di incespicarci e cadere.

La prima buca l'avevamo già mostrata in un altro post per parlare dell'utilizzo improprio che il comune sta facendo di quei sacchetti di sale fatti arrivare per un'emergenza neve che, per fortuna, quest'anno non si è verificata. La seconda si è aperta a circa dieci metri dalla prima, proprio sul passaggio pedonale.

E' un'ipotesi affascinante che quelle buche altro non siano che la vendetta di quei poveri alberi, quegli stessi che con le loro radici sollevavano la pavimentazione con gran fastidio di "qualcuno". E' più che plausibile immaginare che adesso le radici seccandosi e ritraendosi stanno creano dei vuoti al di sotto del marciapiede causando piccoli smottamenti e creando pericolose cavità.


Questa del taglio degli alberi come causa di quelle buche è un'ipotesi, certo. Ha piovuto tanto, e anche la pioggia potrebbe aver dato il suo contributo. Ma non è un caso che le buche si sono formate solo in quel punto della strada, e non dove gli alberi (che erano nelle stesse medesime condizioni di quelli tagliati) sono stati lasciati in pace.

In fondo, sarebbe la giusta punizione per quelli che hanno deciso quel taglio. Anche perché quel pezzo di marciapiede, pur essendo aperto al passaggio pedonale, come inciso addirittura su un pezzo di marmo del marciapiede, è di proprietà privata. Adesso toccherà a loro mettere mano al portafoglio per rimediare al danno fatto. E noi che non abbiamo condiviso quella sciagurata scelta di togliere ombra e ossigeno a una strada del quartiere tagliando i nostri amici alberi non possiamo che esserne "amaramente" (purtroppo) soddisfatti.