giovedì 9 maggio 2013

Giorgiana Masi, la memoria da far dimenticare


L'opera continua ad opera dei soliti noti. Fascisti nostalgici sottobraccio a ripuliti al potere e a cattolici integralisti sono riusciti ad organizzare una cosidetta "marcia per la vita" (dove si vuol negare il diritto alla donna alla sua libera scelta) per domenica prossima, proprio nel giorno in cui ricorre l'omicidio di Giorgiana Masi.

Ma quel che è peggio è che questi fanatici oscurantisti hanno ottenuto addirittura che venga vietato ogni altro corteo o iniziativa in contemporanea alla loro, compreso il ricordo che ogni anno si fa in memoria di Giorgiana Masi da quel 12 maggio 1977.

Nella foto, la polizia disperde i manifestanti che il giorno successivo depongono fiori sul luogo della morte di Giorgiana.

Non è un caso che avvenga questo. Non è per ignoranza della storia se viene dato il permesso di manifestare a uno (i cattofascisti) e negato all'altro (chi  vuole ricordare). E' il solito sfregio alla memoria di tutti quelli, di sinistra, che sono morti in quegli anni, da parte di quegli stessi che sono pronti a celebrare con mausolei, come ad Affile, criminali di guerra.

Non può esserci dialogo alcuno con persone del genere, né si può tollerare ulteriormente che venga messa in discussione la nostra memoria, come successo recentemente da noi con la cancellazione coatta da parte delle squadracce "decoro" dell'AMA del murale in memoria di Roberto Scialabba. Persa quella, la memoria di ciò che siamo, di quello in cui crediamo e che ancora oggi perseguiamo, non saremmo più nulla.

Poliziotto in borghese armato fotografato durante gli scontri, alla sua destra un agente in divisa

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