venerdì 24 maggio 2013

I furbastri dei gazebo elettorali

Gazebo Perifano e Matturro a largo Appio Claudio

Spuntano come funghi, gazebo bianchi ovunque che dovrebbero servire come base operativa dei sostenitori di questo o di quel candidato (o partito) per distribuire materiale vario di propaganda. Ma quello che non si può fare con questi gazebo è utilizzarli alla stregua di tabelloni pubblicitari affiggendo manifesti elettorali sulle sue pareti esterne, a maggior ragione quando sono chiusi e non c'è nessuno a presidiarli.

C'è chi rispetta quest'obbligo, ma sono purtroppo sempre tanti i furbastri che se ne fregano altamente di multe e sanzioni evidentemente sapendo già in anticipo che troveranno il modo di non pagarle e violando, di fatto, le regole sulla propaganda elettorale.

La legge sulla campagna elettorale vieta infatti in questo ultimo mese prima del voto ogni forma di affissione fuori dagli spazi del circuito elettorale e “ogni forma di propaganda elettorale, luminosa o figurativa, a carattere fisso in luogo pubblico, escluse le insegne indicanti le sedi dei partiti”. La sanzione va da 103 a 1032 euro (per ogni manifesto o ogni lato del gazebo!) grazie alla depenalizzazione del reato che fino al 1993 era punito con l’arresto fino a sei mesi (un caso felice di depenalizzazione).

Gazebo Tredicine a via Calpurnio Fiamma e a largo Appio Claudio

Forse il carcere è una pena eccessiva (anche se non ci risulta che qualcuno ci sia mai finito per questo tipo di reato), ma invocare controlli maggiori e un rispetto delle regole non ci sembra sbagliato. E da cittadini vogliamo anche dire che il politico che infrange delle semplici regole di comportamento in campagna elettorale non sarà di certo la persona più adatta, se eletto, a rappresentare i nostri interessi, ma baderà solo ai suoi.

Gazebo Puca a viale Nobiliore

C'è poi un caso a margine. Guardate nella foto qui sopra, il gazebo dei sostenitori di Ignazio Marino che si trova su viale Nobiliore all'incrocio con piazza San Giovanni Bosco. Al posto dei grandi manifesti degli altri casi, ha affissi sulle pareti esterne dei volantini formato A5. Una differenza dagli altri casi, certo. Ma sarebbe anche il caso di informare gli autori di questa furbata che manifesto piccolo o grande l'infrazione rimane la stessa.

Ma la faccenda è ancora più ridicola, perché andando a leggere il programma del candidato del PD su quei volantini, tale Tonino Puca, si scopre che fra i suoi impegni c'è anche quello di "combattere seriamente le affissioni abusive". Comprese le sue? E se questo non bastasse (lo scrive sempre lui nel suo volantino), il signore in questione è "Funzionario della Polizia Locale Roma Capitale". Cioè, proprio uno di quelli che dovrebbe far rispettare le leggi e i regolamenti che egli stesso infrange.


Che farà Puca adesso, si multerà da solo o chiuderà un occhio su se stesso e su tutti i furbastri dei gazebo elettorali?

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